Guerra in Ucraina: ecco quanto è costata a Ue e Usa

Dall’Europa 130 miliardi in 3 anni.
Il controsenso: l’Ue è però la prima a dire che per Salute, Ricerca e altro non ci sono soldi per i cittadini degli Stati membri.

In tre anni di conflitto, Unione europea, Svizzera, Regno Unito e Norvegia hanno fatto partire aiuti per 130 miliardi di euro all’Ucraina.

Dagli Stati Uniti, invece, sono arrivati 114 miliardi.

I dati sono riportati da Il Sole 24 Ore che, a sua volta, cita l’Istituto di Kiel per l’economia mondiale, che precisa anche come dagli Usa i finanziamenti fossero stati ridimensionati verso la metà del 2023: il Congresso aveva infatti al tempo bloccato le leggi sugli aiuti anche per il crescente malcontento nazionale (approfondimento al link).

I trasferimenti sono poi tornati a crescere negli ultimi mesi di governo Biden ma ora sarà Trump a decidere la linea.

Quello che fa discutere, con particolare riferimento all’Europa, è il sentirsi dire che per la Salute, la Ricerca o altre cose non vi siano soldi e vi siano vincoli di bilancio da rispettare, quando poi si vanno a donare 130 miliardi di euro in 3 anni ad un Paese che non è nemmeno uno Stato membro dell’Ue o della Nato.

Amazon, Meta e Nvidia contro Biden

Dopo le critiche di Zuckerberg e Bezos all’amministrazione Biden, arrivano anche quelle del colosso tecnologico.

Non bastavano Jeff Bezos (proprietario di Amazon) e Mark Zuckerber (fondatore di Meta che comprende Facebook ed Instagram), che alla luce delle ultime elezioni americane hanno trovato tempo e modo per posizionarsi dalla parte di Donald Trump, ora arrivano anche le critiche di Nvidia.

Come riporta Il Sole 24 Ore, infatti, con un post sul blog ufficiale l’azienda ha bocciato apertamente l’ultima mossa dell’amministrazione democratica uscente: una legge sull’export dei chip per l’intelligenza artificiale che mina le certezze dei produttori di semiconduttori.

Nvidia aveva significativamente incrementato le spese di lobbying a Washington ed ora, proprio a causa delle restrizioni della nuova legge fatta dal governo Biden, si ritrova ad essere autorizzata alla vendita verso la Cina solo delle versioni meno performanti dei chip per l’AI.

L’Ucraina blocca il passaggio del gas russo: bollette in rialzo per l’Europa

Mosca: decisione presa da Biden, Ue e regime fantoccio di Kiev.
Italia: serve aumento scorte per fronteggiare l’inverno: le bollette aumenteranno.

Il presidente ucraino Zelensky festeggia lo stop al gas russo verso l’Europa, definendola una grande sconfitta per Mosca.

A tale azione, come riporta Tgcom24, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiungendo che Gazprom ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali, ha replicato quanto di seguito:

La responsabilità di fermare la fornitura di gas russo spetta interamente agli Stati Uniti, al regime fantoccio di Kiev e alle autorità degli Stati europei“.

Da una riunione straordinaria del ‘Gas Coordination Group‘ emerge che l‘Unione europeagrazie all’efficiente lavoro preparatorio e al coordinamento nella regione e oltre” non ha “problemi di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas.

Dal lato italiano, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin afferma però che l’Italia possiede “scorte adeguate” di metano, ma che si valuta un aumento degli stoccaggi per affrontare l’inverno con maggiore tranquillità.

La decisione porterà indubbiamente ad un aumento del costo del gas e, quindi, delle bollette per i cittadini.

Guerra in Ucraina e Medio Oriente: vertice a Berlino

Presenti solo Usa, Germania, Francia e Gran Bretagna.
La Polonia lamenta l’esclusione in quanto è la frontiera dell’Ue.

Venerdì a Berlino si è tenuto un vertice sulla guerra in Ucraina e sulla situazione in Medio Oriente.

A Berlino si sono riuniti i rappresentanti dei governi degli Stati Uniti (Joe Biden), della Francia (Emmanuel Macron), della Germania (Olaf Scholz) e della Gran Brettagna (Keir Starmer).

Inizialmente la riunione si sarebbe dovuta svolgere a metà ottobre a Ramstein in Germania ma è stata spostata a causa dell’uragano Milton negli Stati Uniti.

Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Paweł Wroński ha commentato il vertice sottolineando che la Polonia sarebbe dovuta essere presa in considerazione alla riunione a Berlino perché è fortemente impegnata dell’aiuto dato all’Ucraina a diversi livelli.

Inoltre, come riporta Polonia Oggi, Wroński ha osservato che circa il 90% degli aiuti per l’Ucraina transitano attraverso la Polonia.

Altresì, il portavoce del Ministero degli Affari ha espresso la sua sorpresa per l’assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’incontro a Berlino