Grecia, Scholz: “non accettabile che partner Nato attacchi un altro”

Il cancelliere tedesco si schiera in difesa della Grecia.
Discussa la sovranità di diverse isole.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz giovedì ha difeso la sovranità greca di fronte agli “attacchi turchi” e ha sottolineato che “non è accettabile che un partner della NATO metta in discussione un altro“, una chiara allusione alla disputa che i due Paesi condividono nel Mediterraneo orientale.

Scholz, che ha incontrato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, ha sottolineato che “questo vale anche per le minacce militari più o meno velate” tra le parti.

Ha invitato Atene e Ankara a risolvere il conflitto attraverso il dialogo; più precisamente, stando a quanto riporta “360news“, le sue parole sono state le seguenti:

Le relazioni di buon vicinato sono importanti non solo per entrambe le parti, ma per l’intera Europa. Il governo tedesco è impegnato a risolvere le questioni in sospeso tra i due Paesi sulla base del diritto internazionale. Dopo tutto, il nostro obiettivo comune, la nostra visione, dovrebbe essere quella di sfruttare il pieno potenziale economico della regione del Mediterraneo orientale a beneficio di tutti i Paesi, finché le parti coinvolte lo ritengono utile, la Germania può essere coinvolta in questo”.

Tuttavia, le autorità turche continuano a mettere in discussione la sovranità della Grecia su numerose isole greche abitate e disabitate della zona, il che ha portato a un significativo aumento della tensione.

Medvedev: Germania ci ha dichiarato guerra ibrida

Mosca: Germania ha fornito armi letali all’Ucraina.
Berlino: Russia fornitore inaffidabile.

Botta e risposta tra Mosca e Berlino.

Dopo che il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di non essere “più una fornitrice di energia affidabile“, veniamo “di nuovo offesi” dalla Germania, gli ha replicato il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev.

Secondo quest’ultimo, stando a quanto riporta “Adnkronos”, le cose starebbero come di seguito:

La Germania è un Paese ostile perché ha imposto sanzioni contro l’intera economia della Russia e dei suoi cittadini e fornisce all’Ucraina armi letali dirette contro le nostre forze armate. In altre parole, ha dichiarato una guerra ibrida alla Russia e agisce come un nostro nemico“. 

Gli fa eco il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov:

Il fatto che armi tedesche siano in mano a soldati nazionalisti che stanno sparando ai nostri ragazzi è mostruoso. Il fatto che la Germania ed altri Stati europei sostengano un Paese il cui regime consente ai nazisti di camminare per le strade non è meno terribile“.

Il tutto, mentre il primo ministro ucraino Denys Shmygal è in visita in Germania per chiedere più sostegno.

Russia: gas in esubero

Bloccata la consegna di una turbina: Russia e Germania si scambiano accuse.
Dagli Usa ancora 1 miliardo di dollari in armi per l’Ucraina.

Mentre per molti Paesi europei si preannuncia un inverno a corto di gas, la Russia ne ha in esubero.

Stando infatti a quanto riporta “Il Giornale”, che a sua volta cita il quotidiano spagnolo “El Mundo” e la televisione finlandese “Yle”, “la Russia sta bruciando il gas in eccesso che non esporta nei paesi europei”.

Più precisamente, le immagini satellitari del sistema di monitoraggio degli incendi della NASA mostrano le fiamme nella stazione di compressione di Portovaya, di proprietà di Gazprom, dove avvengono incendi non dichiarati vicino alla stazione da metà giugno, ovvero dal momento in cui sono state limitate le consegne del Nord Stream 1.

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato la Russia di essere responsabile del blocco della consegna di una turbina per il gasdotto Nord Stream 1 che fornisce il gas all’Europa.

La turbina è attualmente in Germania e la Russia aveva già dichiarato tempo fa che la mancata riparazione della stessa era dovuta alla sanzioni (approfondimento al link).

Intanto il Pentagono ha annunciato un nuovo pacchetto di armi all’Ucraina da 1 miliardo di dollari, comprendente altri sistemi lanciarazzi Himars, che hanno aiutato le forze di Kiev ad attaccare le truppe russe molto oltre la linea di confine, missili terra-aria per la difesa contro aerei e razzi russi, armi anticarro Javelin e munizioni.

Dal suo profilo Twitter, il presidente americano Joe Biden ha dichiarato quanto di seguito:

Oggi, gli Stati Uniti hanno autorizzato il loro più grande pacchetto di assistenza alla sicurezza fino ad oggi per l’Ucraina. Questo pacchetto aggiunge ulteriori munizioni, armi e attrezzature all’Ucraina per aiutare a soddisfare le sue esigenze di sicurezza cruciali mentre difende il Paese”.

Biden impone sanzioni su Nord Stream

Sanzionati gasdotto e dirigenti della società.
Ringraziamenti alla Germania per la stretta partnership.

Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti d’America, ha annunciato di aver imposto sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2 ed i dirigenti della sua società nell’ambito della crisi ucraina; a renderlo noto è la Casa Bianca.

Più nel dettaglio, la nota della Casa Bianca riporta quanto di seguito:

Ieri, dopo ulteriori consultazioni tra i nostri due governi, la Germania ha annunciato che fermerà la certificazione della pipeline. Oggi ho ordinato alla mia amministrazione di imporre sanzioni contro Nord Stream 2 AG e i dirigenti della società. Questi passi sono un altro pezzo della nostra tranche iniziale di sanzioni in risposta alle azioni russe in Ucraina e non esiteremo a prendere ulteriori misure se la Russia continuasse ad aumentare la tensione.

Infine, Biden ha sostenuto che Putin tramite il suo operato “ha fornito al mondo un incentivo enorme ad allontanarsi dal gas e da altre forme di energia russe” ed ha poi invece ringraziato il cancelliere tedesco Olaf Scholz per la “stretta partnership e la continua dedizione a far sì che la Russia risponda delle sue azioni”.

La Germania mostra la sua vera faccia: vuole una patrimoniale in Italia

Tempi lunghi ed incerti per i Recovery bond.
La Germania chiede ulteriore integrazione europea e spinge per una patrimoniale italiana.

Che l’Europa si prenda “tutto il tempo necessario” al fine di progettare il Recovery Fund l’ha già detto anche Charles Michel, ex premier belga ed attuale presidente del Consiglio europeo, mentre l’Italia spera di riuscire ad attivarlo dal primo luglio (comunque un po’ tardi viste le imminenti necessità).

Ma a sottolinearlo arriva un’intervista radiofonica alla Dlf del ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz; quest’ultimo sostiene che lo stesso Recovery Fund sarà possibile solo a condizioni ben precise:

Quello che sta accadendo non potrà andare avanti senza un’ulteriore integrazione europea. Farci carico di ulteriori compiti, senza avere prima sviluppato entrate e forme di finanziamento comuni, senza affrontare il dumping fiscale nell’Ue, senza fare in modo che ci siano dei compiti comuni da affrontare insieme, non potrà funzionare. Se stiamo andando, come sembra che stiamo andando, verso la mobilitazione di una quantità di denaro senza precedenti per costruire la necessaria quantità di bilancio, allora dobbiamo avere coerenza nei sistemi di tassazione delle società e ci serve un sentiero di convergenza: non una quantità enorme di idee diverse su come usare i nostri sistemi fiscali.”

Parlando di dumping fiscali Scholz si riferisce a Paesi come l’Olanda o il Lussemburgo. Quando parla di tassazione, invece, si riferisce all’Italia.

Secondo i tedeschi, il nostro sistema fiscale dovrebbe tassare di più la ricchezza privata; una ricchezza privata che, stando a quanto riportato su “Italia Oggi”, si attesta attorno ai 9.900 miliardi di euro (considerando conti correnti, risparmi ed immobili) contro un debito pubblico pari a circa 2.500 miliardi di euro.

Sempre sulla stessa testata, l’autore Tino Oldati ricostruisce i dati dell’autorevole istituto tedesco di ricerche “Diw” e di un articolo a firma di Daniel Stelter uscito su “Manager Magazine”, traendone le seguenti conclusioni:

Il patrimonio medio (liquidi, risparmi, immobili) delle famiglie è in Germania pari a 60 mila euro, mentre in altri paesi Ue è di 100 mila euro, con Italia e Spagna che hanno più del doppio. Il tutto a causa di una diversa distribuzione del risparmio privato, che in Germania è maggiore per quantità totale che in Italia, ma distribuito male, tanto che il 10% delle famiglie ne possiede il 60%, mentre il 40% ha ne ha poco o nulla. Non solo: da noi l’80% delle famiglie abita in case di proprietà, contro il 44% tedesco.

Inoltre, il debito privato italiano (imprese più famiglie) è il più basso in Europa (111% del Pil), migliore di quello tedesco (114% del Pil), indice di una ricchezza privata cospicua.”

Prendiamo questi dati e vediamo che è normale, per i politici tedeschi viene naturale giustificare una domanda: perché la Germania, caratterizzate da famiglie mediamente più povere, dovrebbe aiutare l’Italia, caratterizzata da famiglie più benestanti, tramite l’ausilio dei Recovery bond (ovvero debito comune)?

Ecco allora la soluzione belle che pronta: una patrimoniale sopra al 10% in modo da portare il rapporto debito/Pil al 60%, parametro tanto gradito al trattato di Maastricht.

Ricapitolando, se facciamo tardare (o proprio non partire) i Recovery bond e limitiamo l’uso della Bce, l’Italia sarà costretta a accettare il Mes; non essendo comunque uno strumento sufficiente, si dovrà ricorrere ad una patrimoniale che vada a raccogliere i fondi necessari e risani i conti pubblici.

Così facendo, però, si avrebbe un crollo del mercato immobiliare che trascinerebbe con sé il settore bancario aggravando la crisi, e lasciando l’Italia in preda ad acquisitori stranieri favoriti da prezzi stracciati.