Gas, altro +20% in Europa

Toccata la soglia di 99,75 euro al magewattora, poi scesa ad 88 euro.
Ue accusa la Russia, che si difende attaccando la Germania.

Altra impennata del costo del gas, in Europa.

Dopo quello che si è visto recentemente in merito alle bollette di luce e gas (approfondimento al link), ora arriva un altro balzo pari al circa 20% con il prezzo che è arrivato a toccare quota 99,75 euro al megawattora, per poi stabilizzarsi ad 88 euro al megawattora.

Stando a quanto riporta “Tgcom24”, a pesare sono state le ridotte forniture dalla Russia, compensate in parte da spedizioni di gas naturale liquefatto statunitense diretti in Europa.

Sul tema era intervenuto anche il premier russo in prima persona, sostenendo che Gazprom stia mantenendo tutti gli accordi di fornitura a lungo termine; casomai, dice Putin, potrebbe essere che la Germania, che riceve il gas ad un prezzo decisamente inferiore, stia rivendendo il gas all’Ucraina causando questo andamento del prezzo tramite la speculazione a suo favore (approfondimento al link).

Bollette: +84,4% gas e 86,9% elettricità

Altro allarme da Codacons.
Massacro per famiglie ed imprese.

Era già stato lanciato l’allarme inerente all’impennata dei prezzi per gas ed elettricità (approfondimento al link), con Putin che ci teneva a precisare la non colpevolezza della Russia sull’andamento dei prezzi puntando il dito piuttosto contro la Germania (approfondimento al link).

Lo stesso presidente russo aveva poi sostenuto che con Nord Stream 2 i prezzi del gas dovrebbero stabilizzarsi (approfondimento al link).

Nel frattempo, però, le bollette continuano ad aumentare ed il Codacons lancia un altro allarme: sarà un massacro per famiglie ed imprese.

Gli aumenti delle tariffe di luce e gas decisi da Arera, infatti, hanno raggiunto la cifra record di +1.119 euro a famiglia tra il 2021 ed il 2022.

Più nel dettaglio per le voci di costo, il Codacons aggiunto quanto di seguito:

In soli 9 mesi le tariffe del gas salgono del +84,4%, mentre l’elettricità cresce del +86,9%.

Gas, Putin: Nord Stream 2 stabilizzerà prezzi

Riunione governativa in diretta tv.
Gasdotto sottomarino presto implementato.

Intervenuto poco tempo fa in merito al prezzo del gas per sostenere che Gazprom sta mantenendo gli accordi di fornitura di lungo periodo e che i problemi del prezzo potrebbero dipendere dalla Germania (approfondimento al link), il presidente russo Vladimir Putin è tonato nuovamente sul tema.

Durante una riunione governativa ripresa dalla tv, come riporta “Reuters”, Putin ha dichiarato che il gasdotto sottomarino Nord Strema 2 servirà a stabilizzare i prezzi del gas in Europa e che presto la seconda linea del collegamento sarà attivata per il trasporto del gas.

Putin: Russia non colpevole del prezzo del gas

Gazprom sta rispettando gli obblighi di fornitura.
Colpa della Germania?

Il prezzo del gas è schizzato alle stelle.

Ma la colpa non è della Russia. Almeno è quanto sostiene Vladimir Putin, sottolineando che è ingiusto incolpare Mosca dato che Gazprom, la società fornitrice di gas, sta rispettando tutti gli obblighi di fornitura previsti dagli accordi a lungo termine.

Il presidente russo specifica inoltre che i Paesi che godono di accordi a lungo termine sono forniti prima di soddisfare i mercati spot e ad un prezzo ben inferiore; questo dà loro la possibilità di rivendere il gas agli Stati confinanti ad un prezzo vantaggioso.

Uno dei Paesi che ha accordi a lungo termine con Gazprom sulla fornitura del gas è la Germania e, stando a quanto riporta “Reuters”, Putin sospetta che una parte del gas russo inviato ai tedeschi sia in realtà rivenduto all’Ucraina.

Per questo motivo il presidente russo ritiene che l’Europa sia responsabile dei suoi problemi col gas e debba quindi risolverli autonomamente.

Bollette: a gennaio +50% gas e +25% elettricità

Nomisma lancia l’allarme ed invoca l’intervento del governo.
In media 1.227 euro annui in più a famiglia.

Schizzano le bollette.

A gennaio quella del gas potrebbe aumentare addirittura del 50% e quella dell’elettricità almeno del 17%, ma forse anche del 25%.

Questa è la previsione di Nomisma che, tramite il presidente Davide Tabarelli, spiega quanto di seguito:

Le tariffe del gas sono decise ogni trimestre dall’Arera, sulla base dei prezzi internazionali. Ma questi, dopo essere rimasti tranquilli per dieci anni, alla metà del 2021 sono impazziti, e oramai sono fuori controllo. Nel trimestre ottobre-dicembre 21, la tariffa Arera è 0,95 euro al metro cubo. Ma dato l’andamento dei mercati internazionali, senza un intervento dello stato per calmierare, nel trimestre gennaio-marzo 22 si arriverà a 1,40 euro.

Stesso discorso, come riporta Leggo, per quanto riguarda la bolletta elettrica che dipende direttamente dal metano, in quanto buona parte della corrente è prodotta da centrali a gas:

A fissare la tariffa è il Gme, gestore dei mercati energetici, sulla base dei prezzi internazionali. Dal primo ottobre abbiamo avuto un aumento incredibile, del 30%, quando di solito gli aumenti erano attorno all’1%. Oggi sui mercati spot l’elettricità si paga da 250 euro al megawattora a quasi 300 (in passato ci sembrava tanto quando costava 40-50 euro). Senza un intervento dello stato, dal primo gennaio l’aumento della bolletta elettrica sarebbe dal 17 al 25%.”

Visto lo scenario che si prospetta, secondo Tabarelli, “i 2 o 3 miliardi che saranno stanziati in manovra per calmierare le bollette sono poca cosa”.

L’esperto continua indicando le cause di questi forti aumenti:

La prima è che gli stoccaggi sono bassi, perché la Russia consegna meno gas all’Europa. Un po’ perché vuole spingere sul gasdotto North Stream (che aprirà a marzo), un po’ perché ha problemi di trasporto, dato che la sua rete è molto vecchia. Poi c’è stata la ripresa produttiva dopo la pandemia; la Cina ha aumentato la domanda di gas per uscire dal carbone; le compagnie energetiche investono di più sulle rinnovabili e meno sulle fossili, ma la domanda di gas non cala; l’eolico e l’idroelettrico in alcuni paesi hanno ridotto la produzione per motivi di meteo. I mercati sono in mano alla speculazione, e i politici non sanno che pesci pigliare; chi ha fatto contratti di acquisto a lungo termine, oggi paga il gas 35 centesimi a metro cubo.

Le preoccupazioni di Nomisma sono condivise anche da Consumerismo, che stima una spesa record di 3.368 euro, ovvero 1.227 euro in più all’anno in media a famiglia; in questa situazione, continua Consumerismo, si dovrebbero reperire “almeno 10 miliardi di euro utili a contrastare rincari e speculazioni sui mercati internazionali dell’energia, ed evitare la maxi-stangata che sta per abbattersi sui consumatori”.