Ue: l’accordo col Mercosur è il più grande mai siglato

Quattro volte più grande dell’accordo col Giappone.
Agricoltori europei in rivolta.

L’accordo Ue-Mercosur è il più grande mai concluso dall’Ue, quattro volte più grande di quello concluso col Giappone. Sono però pienamente consapevole che gli agricoltori europei sono preoccupati per il potenziale impatto di questo accordo di partenariato su alcuni settori agricoli già confrontati con difficoltà. Lasciate che vi assicuri che la Commissione ha preso queste preoccupazioni molto seriamente durante la negoziazione dell’accordo di partenariato“.

Come riporta Ansa, lo ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, in audizione all’Eurocamera sull’accordo Ue-Mercosur (ovvero Brasile, Argentina, Paraguay ed Uruguay), aggiungendo quanto di seguito:

L’accordo commerciale Ue-Mercosur ci offre l’opportunità unica di creare un mercato di più di 700 milioni di consumatori, facendoci forza del nostro ruolo di primo investitore nell’area Mercosur. Così si dà la possibilità all’Ue di liberare il potenziale di crescita di quella regione e si fornisce accesso alle materie prime critiche di cui ha bisogno la nostra economia per andare avanti con la transizione green e digitale. L’Ue è una superpotenza dell’export agricolo, nessuno esporta più prodotti agricoli dell’Ue. Siamo orgogliosi che sia così e vogliamo che rimanga così. Se guardate al 2023 abbiamo esportato 228 miliardi di euro di prodotti agricoli e vogliamo essere sicuri che i nostri agricoltori rimangano competitivi, ma spesso ci sono problemi di barriere commerciali, e con Mercosur ci libereremo di queste barriere facilitando l’export ma continuando a proteggere i nostri prodotti“.

Gli agricoltori europei sono invece in rivolta dato che non è la prima volta che l’Ue tutela gli interessi esterni prima di quelli dei Paesi membri; proprio pochi giorni fa, infatti, alcuni Paesi membri avevano cercato di bloccare l’accordo (approfondimento al link).

Ue, la Polonia cerca alleati per bloccare l’accordo Mercosur

Al via il semestre polacco di presidenza Ue: proteggiamo la nostra agricoltura.
I prodotti provenienti dai Paesi Merosur non rispettano standard europei su animali e pesticidi.

È iniziato il semestre della Presidenza polacca del Consiglio dell’Ue e Władysław Kosiniak-Kamysz ha subito annunciato che il PSL sta lavorando per bloccare l’approvazione dell’accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur.

Durante un incontro a Tarnów, infatti, ha sottolineato che questo accordo mette a rischio l’agricoltura europea, consentendo l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard dell’UE in materia di benessere animale e utilizzo di pesticidi.

Kosiniak-Kamysz, come riporta Polonia Oggi, ha informato che il PSL e i suoi alleati stanno cercando di ottenere una minoranza di blocco all’interno dell’UE per impedire la ratifica dell’accordo.

Ha aggiunto che la Polonia può contare sul sostegno di Francia, Irlanda e probabilmente anche dell’Italia.

Ha poi evidenziato che la difesa degli interessi degli agricoltori è fondamentale.

Il viceministro dell’agricoltura Stefan Krajewski ha sottolineato che il blocco dell’accordo Mercosur (con Brasile, Argentina, Paraguay ed Uruguay) è una delle priorità della Polonia durante la sua presidenza dell’UE.

Kosiniak-Kamysz, ancora, ha evidenziato anche la necessità di ricostruire la fiducia dei cittadini nell’Ue, soprattutto nelle aree rurali, dove si osserva una crescente delusione nei confronti dell’Unione.

La stampa spagnola esalta la Polonia

A breve il Pil polacco supererà quello spagnolo e l’esercito supererà quello di Francia e Gran Bretagna.
Polonia presto quarta potenza europea.

Il quotidiano economico spagnolo “El Economista” ha pubblicato un articolo favorevole sull’economia polacca.

Il portale afferma che “l’economia polacca assomiglia ad un rullo“, rilevando che negli anni ’90, in termini di PIL pro capite (secondo la parità di potere d’acquisto), la Polonia era inferiore al Venezuela o all’Argentina, e attualmente è sulla buona strada per superare la Spagna.

Attualmente, come riporta Polonia Oggi, la Polonia sta diventando la quinta o addirittura la quarta maggiore economia dell’Unione Europea (approfondimento al link).

Il quotidiano rileva che negli anni ’90 in Polonia è avvenuta una radicale trasformazione economica e, come motivo del suo successo economico, “El Economista” cita anche gli investimenti stranieri, i fondi europei e l’accesso ai mercati chiave dopo l’adesione della Polonia all’Unione Europea.

Alla fine dell’articolo, oltre alla classifica economica, vengono menzionati anche la crescita militare e la possibilità di superare la Francia o la Gran Bretagna in termini di potenza militare.

Argentina: già finito il tempo di Milei?

Un sondaggio vede il premier da poco eletto andare a picco.
Aveva dichiarato: “Se vinco non avrò relazioni con Russia, Cina e Brasile”.

Un sondaggio pubblicato oggi in Argentina mostra un forte calo dei consensi per il governo di Javier Milei, con il 32,2% che approva pienamente ciò che ha fatto il governo ultra-liberale argentino, contro il 52,9% che lo disapprova con la stessa intensità.

La rilevazione è stata pubblicata sul quotidiano online Clarín e ripresa dall’Ansa.

Alla domanda su quale direzione prenderà il Paese: il 42,3% ritiene che si stia andando nella “direzione giusta” e il 54,4% pensa il contrario.

Anche rispetto alle aspettative economiche del Paese c’è divisione: il 33,2% è ottimista ed il 44,3% pessimista.

Tuttavia, la crisi economica attuale viene attribuita più al precedente governo di Alberto Fernandez (peronismo, centrosinistra) che a quello insediatosi un mese e mezzo fa: 45,9% contro 39,1%. Il 14,8%, invece, li indica entrambi allo stesso modo.

L’istituto che ha condotto il sondaggio, sottolineando come anche i precedenti presidenti Mauricio Macri e Fernandez abbiano consumato rapidamente il loro appoggio iniziale tra gli elettori, aggiunge quanto di seguito:

“L’esistenza di un consenso precario, lo comprendiamo, è ormai la regola e non l’eccezione nel sistema di governo in Argentina. I governi assumono e consumano rapidamente il capitale politico iniziale. Dando luogo a fasi di autentica agonia politica, dove tutto è reso più difficile e in salita“.

Milei, durante la sua campagna elettorale, aveva dichiarato “Se vinco non avrò relazioni con Russia, Cina e Brasile” (approfondimento al link): forse la strategia non sta rendendo come sperato.

Argentina, Milei: se vinco, non avrò relazioni con Russia, Cina e Brasile

L’ultraliberale ritiene che i due Paesi non rispettino le libertà individuali. A rischio 2 milioni di posti di lavoro.
Si schiera con Usa e Israele.

Il candidato ultraliberale alla presidenza dell’Argentina, Javier Milei, ha ribadito che un suo eventuale governo non manterrà relazioni con Paesi che non rispettano le libertà individuali come Russia e Cina, ma ha smentito che questo implicherebbe la chiusura delle relazioni commerciali con tali Paesi.

Nell’ultimo dibattito televisivo in vista del ballottaggio del 19 novembre, come riporta Ansa, Milei ha detto quanto di seguito:

Ho affermato in ripetute occasioni il mio allineamento con gli Stati Uniti, con Israele e con il mondo libero e non sono disposto a intavolare relazioni con quelli che non rispettano la democrazia liberale, e che non rispettano le libertà, ma le relazioni commerciali le stabiliscono i privati“.

Il candidato del peronismo moderato (centro sinistra), Sergio Massa, ha sottolineato a sua volta che una rottura delle relazioni commerciali con il Brasile, il cui presidente è stato tacciato di “comunista” da Milei, signifcherebbe “la perdita di due milioni di posti di lavoro“.