Presti apre alla mediazione di Trump sulle isole Falkland-Malvinas

Il presidente americano si offre come mediatore nel conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per le isole Falkland-Malvinas.

Il ministro della Difesa argentino, Carlos Presti, ha accolto favorevolmente l’ipotesi di una mediazione degli Stati Uniti nella disputa sulle isole Falkland-Malvinas, dopo le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump.

Non è contro nessuno, ma a favore di una soluzione pacifica“, ha detto Presti, citato dal quotidiano argentino Clarín e poi ripreso da Ansa, sottolineando che la sovranità sulle isole resta una “causa nazionale” e che l’unico modo per recuperarla è “in maniera pacifica e diplomatica“. Trump aveva definito un possibile nuovo conflitto tra Argentina e Gran Bretagna per le isole un “potenziale disastro“, offrendosi come mediatore.

Presti ha inoltre difeso l’alleanza strategica con Washington ed annunciato che a gennaio 2027 inizieranno i lavori per una nuova base navale a Ushuaia, con un investimento previsto di 450 milioni di dollari. La struttura, ha spiegato, servirà a rafforzare la presenza argentina nell’Atlantico meridionale e verso l’Antartide.

Argentina: approvata la controversa legge sui ghiacciai

Maggiore autonomia alle province sulla gestione delle aree protette per promuovere l’attività mineraria.
113 favorevoli, 11 contrari e 3 astenuti dopo 12 ore di dibattito.

In Argentina, la controversa riforma della legge di protezione sui ghiacciai, presentata dal governo ultraliberista di Javier Milei per promuovere l’attività mineraria, è stata definitivamente approvata nella notte dal Congresso.

La Camera dei deputati ha dato il via libera al testo con 137 voti favorevoli, 111 contrari e 3 astensioni, dopo quasi dodici ore di dibattito in aula.

La riforma, che concede alle province maggiore autonomia nella definizione delle aree protette e nell’autorizzazione o nel divieto di attività economiche e minerarie al loro interno, era già stata approvata dal Senato a febbraio.

Come riporta Ansa, da ieri davanti al parlamento di Buenos Aires si erano radunati centinaia di manifestanti convocati da organizzazioni sociali, partiti di sinistra e ong ambientaliste per una veglia di protesta.

Argentina: proteste per manovre militari GB nelle Falkland

Continuano le esercitazioni militari britanniche.
Isole Falkland ferita mai richiusa.

Il governo argentino ha ribadito oggi il suo “rifiuto energico” degli esercizi militari organizzati dalla Gran Bretagna nelle isole Falkland, denominate Malvine da Buenos Aires.

In un comunicato ufficiale, riportato anche da Ansa, il ministero degli Esteri fa riferimento a “una nuova edizione in corso delle esercitazioni militari ‘Cape Bayonet’, che coinvolgono diverse forze britanniche” di quella che viene definita “l’occupazione illegale da parte del Regno Unito delle Isole Malvine“.

Le Isole Falkland, infatti, sono una ferita mai richiusa per l’Argentina, che ritiene che il loro sequestro dovrebbe far vergognare il mondo” (approfondimento al link).

Queste esercitazioni, si sostiene, “costituiscono una dimostrazione ingiustificata di forza che non tiene conto delle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali, che sollecitano Argentina e Gran Bretagna a riprendere i negoziati al fine di trovare una soluzione pacifica e definitiva alla controversia di sovranità sull’arcipelago“.

In particolare, si dice infine, “l’insistenza della Gran Bretagna nella realizzazione delle esercitazioni viola in modo specifico la risoluzione 31/49 dell’Assemblea generale dell’Onu che esorta entrambe le parti ad astenersi dall’adottare decisioni unilaterali che coinvolgono l’introduzione di modifiche alla situazione mentre le isole stanno attraversando il processo di negoziazione raccomandato“.