Elettrico: Enel X-Way abbandona Usa e Canada

Il gruppo chiudere le attività inerenti alle colonnine di ricarica già dall’11 ottobre.
Le mancate vendite di auto elettriche rendono il business meno sostenibile.

Enel X Way North America ha annunciato la chiusura delle sue attività legate alle colonnine per veicoli elettrici residenziali e commerciali in USA e Canada, con effetto dall’11 ottobre 2024.

Questo stop brusco arriva dopo piani ambiziosi, annunciati nel 2023, di espandere la rete di colonnine rapidi DC in Nord America.

La decisione di Enel di abbandonare questi mercati, come riporta Automoto.it, è dovuta principalmente al fatto che il gruppo non ha un’attività di vendita di elettricità al dettaglio in USA e Canada, e quindi non può offrire pacchetti integrati come fa in altri paesi.

Inoltre, la società ha dichiarato di essere stata influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dalla mancata crescita delle vendite di veicoli elettrici, rendendo il business delle colonnine meno sostenibile.

I dispositivi JuiceBox di Enel X Way continueranno a funzionare, ma l’app che li gestisce sarà rimossa, lasciando gli utenti senza la possibilità di configurare le impostazioni di ricarica.

Questo colpo improvviso ha deluso molti utenti, che ora si trovano con meno flessibilità per gestire il consumo energetico nelle proprie abitazioni.

La situazione per le colonnine commerciali è ancora più critica, poiché senza il supporto software, queste stazioni diventeranno inutilizzabili.

La mancanza di assistenza clienti aggrava ulteriormente il problema, lasciando i gestori di tali stazioni in una situazione di emergenza senza preavviso sufficiente.

La California prima spinge sulle auto elettriche, poi le tassa

Una tassa al miglio per compensare le accise che provenivano da benzina e gas.
Il Canada potrebbe fare lo stesso.

Sedotti ed abbandonati.

Questo è accaduto a chi è stato invogliato e spinto all’acquisto di un’auto elettrica in California.

In poche parole, prima ti spingono a comprare l’auto elettrica per dirti di non inquinare, poi te ne tassano l’utilizzo perchè non inquinando non generi introiti sufficienti per lo Stato.

La California, infatti, sta proponendo quella che chiama Road Charge, in base alla quale gli automobilisti sarebbero esentati dalle tasse statali sul carburante e, invece, pagherebbero una tassa in base a quante miglia percorrono.

Stando a quanto riporta Driving, lo Stato sta chiedendo ai residenti se sono disposti a iscriversi ad un progetto pilota per valutare la fattibilità di tale programma e nello stesso modo si starebbe muovendo il Canada.

Su un sito web dedicato al programma, si legge quanto di seguito:

“Proprio come paghi le bollette del gas e dell’elettricità in base alla quantità di questi servizi che usi, una tassa stradale – chiamata anche tariffa utente basata sul chilometraggio – è un modo equo e sostenibile per finanziare la manutenzione, la conservazione e il miglioramento delle strade per tutti i Californiani. Invece di pagare la tassa statale sul gas, che ha un impatto sproporzionato su coloro che non possono permettersi veicoli più efficienti in termini di carburante, tutti pagherebbero una tariffa per miglio per quanto utilizzano la strada, indipendentemente dal tipo di auto che guidano”.

Personale Nato è già presente in Ucraina

Lo dichiara il ministro degli Esteri polacco.
Poi si cerca di precisare che è solo per addestramento.

Personale militare della Nato è già presente in Ucraina“.

Lo ha dichiarato durante una conferenza il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, senza precisare la nazionalità dei militari presenti nel paese in guerra contro la Russia da oltre 2 anni.

Sikorsi, come riporta Adnkronos, ha dichiarato quanto di seguito:

Vorrei ringraziare gli ambasciatori di quei Paesi che hanno preso questo rischio. Questi Paesi sanno chi sono, ma non posso rivelarli. Contrariamente ad altri politici, non li elencherò“.

Nei giorni scorsi, attraverso un audio intercettato dalla Russia e diffuso da media di Mosca, ufficiali tedeschi avevano suggerito la presenza di militari britannici in Ucraina.

Precedentemente il Regno Unito aveva confermato l’invio di piccole unità nel Paese per l’addestramento medico.

Il tema relativo all’invio di soldati Nato in Ucraina è stato prospettato come ipotesi dal presidente francese Emmanuel Macron.

Nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, numerosi paesi hanno preso le distanze dalla posizione di Parigi e evidenziato l’intenzione di non inviare truppe sul teatro di guerra.

Parzialmente diversa la linea illustrata recentemente dal Canada attraverso le parole del ministro della Difesa, Bill Blair, come ha scritto il Toronto Star.

Il Canada sarebbe pronto a inviare i suoi militari in Ucraina, ma solo per addestrare le forze armate di Kiev e non per combattere contro la Russia:

Non verranno schierate truppe vicino alla prima linea. Formiamo i soldati sul posto, perché non è semplice riuscire a farli uscire. Dobbiamo stare bene attenti a non far sembrare che le nostre truppe o i nostri soldati svolgano un ruolo militare in uno contesto di guerra“.

Le parole di Macron sono state seguite da un coro di ‘no‘ dei paesi della Nato, tra Europa e Stati Uniti.

L’invio di militari non è un’ipotesi presa in considerazione.

L’ipotesi prospettata dal presidente francese, ovviamente, non è passata inosservata a Mosca.

Le truppe occidentali sono già presenti in Ucraina da tempo” e le parole del presidente francese di fatto ‘‘hanno ufficializzato” tutto questo, hanno detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ed il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev.

Ecco i Paesi più tecnologicamente avanzati al mondo

Analizzati 115 Stati: ecco i migliori 30.
La prima nazione vince con enorme distacco. Italia appena sopra la Malesia.

La Euler Hermes ha stilato una classifica dei Paesi del mondo maggiormente inclini alle trasformazioni digitali, prendendo in considerazione indicatori come: regolamentazione, conoscenza, connettività, infrastrutture e dimensione del mercato.

In totale sono stati analizzati 115 nazioni, di seguito vi riportiamo la top 30.

Partendo dal fondo della classifica, troviamo la Malesia con un punteggio totale di 53,9 punti.

Appena sopra, con 54,4 punti ottenuti soprattutto grazie alle infrastrutture, ecco il Bel Paese: l’Italia, infatti si piazza al 29esimo posto.

28esima in classifica la Repubblica Ceca con 55,8 punti; seguono Spagna (27esimo posto) con 56,8 punti, Estonia (26esima in classifica) a 57,5 punti ed Israele (25esimo posto) con 59,8 punti.

Sopra i 60 punti troviamo gli Emirati Arabi Uniti che si collocano al 24esimo posto con 61,8 punti, l’Irlanda con un punteggio di 62,4 si piazza 23esima, la Nuova Zelanda 22esima con 63,4 punti, poi il Belgio al 21esimo posto con 64 punti e poco sopra, con 64,8 punti, al 20esimo piazzamento l’Australia; 19esime e 18esime apri merito la Francia e l’Islanda con i loro 65,5 punti, Li supero di un pelo la Cina che con i suoi 65,6 punti si colloca al 17esimo posto.

Salendo ancora troviamo il Canada: 16esimo in classifica e con 65,8 punti. Ecco dunque la Norvegia a 66,7 punti (15esimo posto) ed il Lussemburgo a 67,5 punti (14esimo).

13esima l’Austria con 68,4 punti e 12esima la Danimarca che raggiunge quota 68,6 punti.

Appena fuori dalla top 10 la Finlandia che con i suoi 68,7 punti si colloca 11esima; decima in classifica la Corea del Sud (69,5 punti) alle spalle di Hong Kong (nono in classifica con 69,9 punti).

Supera i 70 punti, precisamente 70,4, Singapore che si colloca all’ottavo posto in classifica, superato dal Giappone che si classifica invece settimo grazie ai suoi 70,8 punti.

Sesta la Svezia col suo punteggio di 71,6 punti e quinto il Regno Unito con 72 punti.

Appena fuori dal podio la Svizzera che, con un punteggio pari a 74 punti, si colloca quarta in classifica.

Nel gradino più basso del podio troviamo l’Olanda con 74,3 punti mentre al secondo posto, con un punteggio di 75,3 punti, ecco la Germania.

Primi nella classifica dei Paesi più tecnologicamente avanzati al mondo, con la bellezza di 87 punti e quindi con un ampio distacco su tutti gli altri, gli Usa.

Le classifiche dei passaporti

Ecco i dati aggiornati.
Italia tra prime nazioni, la Polonia batte gli Usa in ogni classifica.

È uscita l’ultima classifica di Passport Index.

In cima alla classifica troviamo gli Emirati Arabi Uniti, mentre al secondo posto, a pari merito, si piazzano: Germania, Spagna, Francia, Italia e Paesi Bassi.

Come riporta Polonia Oggi, il passaporto polacco acquisisce valore e si piazza al quarto posto, insieme ai passaporti di Danimarca, Belgio, Irlanda e Portogallo, battendo, ad esempio, quelli giapponesi e statunitensi, che si piazzano al sesto posto della classifica.

Passport Index, creato da Arton Capital, è “l’unica classifica globale, realizzata in tempo reale”, stando a quanto sostiene il sito ufficiale.

In un altro rapporto, preparato a novembre da Henley&Partners, la Polonia si piazza invece al settimo posto, insieme a Canada, Repubblica Ceca, Grecia e Stati Uniti.

Ancora, nella classifica di VisaGuide Passport Index, dove su un posto si può trovare solo un paese, la Polonia occupa il numero 20.

In tutte e tre le classifiche, comunque, il passaporto polacco supera quello statunitense.