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Lettonia: conservatori di centrodestra verso la vittoria

Netta vittoria di Lista Unita guidata da Kulbergs.
Cresce il partito favorevole alla Russia superando il 10% mentre non superano la soglia di sbarramento i Verdi.

In Lettonia si profila una netta vittoria per Lista Unita, l’alleanza conservatrice di centrodestra del primo ministro Andris Kulbergs.

Secondo gli exit poll, la formazione avrebbe conquistato il 35,6% dei voti alle elezioni parlamentari, registrando un incremento di 24 punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale.

Le elezioni per il rinnovo dei 100 seggi del Parlamento lettone hanno visto la partecipazione di 1.428 candidati, distribuiti in 14 liste. Secondo la Commissione elettorale centrale, oltre 169mila cittadini, pari all’11,2% degli aventi diritto, avevano già votato nei giorni precedenti, approfittando del voto anticipato.

Gli exit poll delineano una competizione serrata per il secondo posto. Lettonia First raggiungerebbe l’11,3%, seguita dai Progressisti con l’11,1%.

La coalizione populista di destra favorevole alla Russia, formata da Potere Sovrano e Alleanza dei Giovani Lettoni, otterrebbe invece il 10,6%, come riporta Tgcom24, decisamente in crescita.

Il principale sconfitto, stando alle prime rilevazioni, sarebbe l’Alleanza dei Verdi e degli Agricoltori: con il 3,7% dei consensi, la formazione non raggiungerebbe la soglia di sbarramento del 5% necessaria per entrare in Parlamento.

Elezioni Brasile: si andrà al secondo turno

Bolsonaro in testa col 47,03%; Lula segue al 45,16%.
Ballottaggio domenica 25 ottobre.

Con il 99,98% dei voti scrutinati, Flavio Bolsonaro è in testa con il 47,03% dei voti, mentre Lula ha il 45,16%.

In Brasile si andrà dunque al secondo turno, ovvero al ballottaggio, domenica 25 ottobre come riporta Giubbe Rosse.

Bosnia: Dodik rivendica la vittoria

Il nazionalista serbo-bosniaco e contrario all’adesione della Bosnia all’Ue: ampia maggioranza, nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica.

Milorad Dodik, politico nazionalista serbo-bosniaco, ha rivendicato la vittoria del suo partito alle elezioni in Bosnia, in un voto segnato dalle difficoltà economiche, dal percorso verso una possibile adesione all’Unione Europea e dalle tensioni etniche che continuano a caratterizzare il Paese dopo la guerra del 1992-1995.

Dodik, figura politica vicina alla Russia, pur non essendo candidato alle elezioni ha avuto un ruolo centrale nella campagna elettorale, rilanciando posizioni separatiste.

In una conferenza stampa nella tarda serata di domenica, come riportato da LaPresse Italy, Dodik ha affermato che il suo partito nazionalista avrebbe ottenuto anche un’ampia maggioranza nell’Assemblea della Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia.

Il politico ha attribuito il risultato anche al sostegno del presidente russo Vladimir Putin e alla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi del 2024: “Nessuno dovrebbe chiederci di cambiare la nostra linea politica“, ha dichiarato Dodik, ribadendo la volontà di proseguire sulla stessa strada politica.

Dodik è già stato presidente della Republika Srpska. Gli è stato però vietato di ricoprire incarichi pubblici dopo la condanna dello scorso anno per aver disatteso le decisioni dell’Alto rappresentante internazionale incaricato di supervisionare l’attuazione degli accordi di pace del 1995, che misero fine alla guerra in Bosnia.

Usa ritirano tutti i bombardieri dalla base britannica di Fairford

La base era usata dagli Usa per lanciare attacchi contro l’Iran.
Gli aerei sono stati ridispiegati nelle loro basi originarie negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno confermato di aver ritirato tutti i bombardieri B-1 dalla base aerea britannica della Raf di Fairford, al centro di un’indagine antiterrorismo in seguito a un misterioso incidente di sicurezza avvenuto il mese scorso.

Il 27 settembre, la polizia è stata chiamata alla base nel sud-ovest dell’Inghilterra dopo che un agricoltore locale aveva segnalato un gruppo di uomini con diversi furgoni impegnati in attività “sospette”. Gli investigatori, tuttavia, non hanno trovato esplosivi e i cinque cittadini britannici residenti a Londra arrestati nell’ambito dell’episodio sono stati rilasciati su cauzione.

L’allarme ha costretto all’evacuazione di 85 abitazioni situate vicino alla base aerea, utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare attacchi contro l’Iran. In una dichiarazione rilasciata da un funzionario del Pentagono, si legge: “Possiamo confermare che tutti i bombardieri statunitensi schierati presso la base Raf di Fairford sono stati ridispiegati nelle loro basi di origine negli Stati Uniti“.

Fico: Zelesnky mi ha offerto 500 milioni per votare sì all’Ucraina nella NATO

Il presidente slovacco: insolita udienza al chiuso; Zelensky rifiuta ogni proposta di cessate il fuoco sostenendo che tutti gli debbano dare tutto.
Non siamo in guerra con nessuno, non daremo armi all’Ucraina.
Kiev sta definitivamente perdendo la guerra.

In un’udienza del Consiglio europeo avvenuta insolitamente al chiuso, il presidente ucraino avrebbe provato a corrompere quello slovacco.

Fico, infatti, dice che Zelesnky gli ha offerto 500 milioni di euro in beni Russi congelati perchè votasse a favore dell‘ingresso dell’Ucraina nella Nato.

Inoltre, continua il presidente della Slovacchia, Zelensky rifiuterebbe ogni proposta di cessate il fuoco e di negoziato, insistendo sul fatto che tutti gli debbano dare tutto.

Fico aggiunge che la Slovacchia non è in guerra con nessuno, nè con la Russia nè l’Ucraina, ma che non forniranno armi a Kiev.

Infine, ammette che l’Ucraina stia definitivamente perdendo la guerra.

Il video è reperibile al link.