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Il Mondo di Ketty – L’invisibilità di chi tiene insieme le cose

L’invisibilità sociale di chi sostiene la quotidianità senza riconoscimento, evidenziando come molti ruoli essenziali, dal lavoro di cura a quello operativo, restino ai margini dell’attenzione pubblica. Una riflessione sulla necessità di dare valore a contributi spesso ignorati ma fondamentali.

Ci sono persone che vivono nell’ombra luminosa dei loro stessi gesti. Non fanno rumore, non chiedono nulla, non reclamano applausi. Sono quelle che mantengono in piedi la quotidianità, che aggiustano ciò che si rompe, che sostengono ciò che vacilla, che si fanno carico di ciò che gli altri danno per scontato. Sono le mani che sistemano, gli occhi che controllano, la mente che anticipa. Sono la presenza che c’è sempre, anche quando nessuno la nota. E il paradosso è proprio questo: più sono affidabili, più diventano invisibili.

Questa invisibilità non riguarda solo le relazioni private. È un fenomeno sociale, diffuso, quasi culturale.

Ci sono i caregiver familiari, che assistono genitori anziani o figli fragili senza mai comparire nei ringraziamenti ufficiali.

Ci sono le donne che reggono la casa, che fanno girare il mondo senza che nessuno si accorga del peso che portano.

Ci sono i lavoratori silenziosi, quelli che puliscono, sistemano, aprono e chiudono gli spazi che tutti usano, ma che nessuno vede.

Ci sono gli impiegati affidabili, quelli che risolvono problemi, coprono i vuoti, tengono insieme gli uffici: proprio perché sono impeccabili, diventano trasparenti.

Ci sono le madri multitasking, che gestiscono vite intere mentre la loro resta sospesa.

Ci sono i volontari, che donano tempo e cuore senza chiedere nulla.

Ci sono gli amici sempre presenti, quelli che ascoltano, sostengono, accorrono… e che spesso non vengono ricambiati.

Ci sono i partner che fanno il lavoro emotivo, che tengono insieme la comunicazione, la pace, l’equilibrio, senza che nessuno lo riconosca.

E poi ci sei tu.

Ci sono io.

Ci sono tutti quelli che, ogni giorno, fanno qualcosa che non si vede ma che fa la differenza.

La delusione non arriva come un temporale. Arriva piano, in punta di piedi. È quel momento in cui ti rendi conto che ciò che fai, con cura, con dedizione, con amore, viene percepito come naturale, automatico, dovuto. Come se il tuo impegno fosse un elemento dell’arredamento: utile, necessario, ma muto.

Non è una questione di vanità.

Non è bisogno di lodi.

È il desiderio umano, semplice e legittimo, di essere visti. Di sentire che il proprio contributo ha un peso, un valore, un posto nel mondo emotivo degli altri. Perché chi dà tanto, spesso riceve poco in termini di riconoscimento. E non perché gli altri non apprezzino, ma perché non ci pensano.

Perché l’abitudine è una lente che sfoca.

Perché ciò che funziona bene diventa invisibile. E allora questo articolo è per tutti quelli che vivono così: per chi sostiene senza esser, a volte, sostenuto, per chi si prende cura senza essere nominato, per chi mette amore nei dettagli che nessuno vede.

A voi che siete colonne silenziose, che tenete insieme le giornate, le relazioni, le case, i ritmi, dico una cosa semplice: il vostro valore non dipende da chi lo riconosce. Ma è giusto ricordarlo. È giusto dirlo. È giusto che qualcuno lo scriva. Perché anche chi non chiede nulla merita, almeno una volta, di sentirsi visto.

Turchia: cittadino si ritrova 20 miliardi di euro nel conto in banca

Nato in Azerbaigian, vive in Turchia da 10 anni; si è accorto solo perchè la sua carta era stata bloccata (per verifiche) e non riusciva a pagare la spesa al supermercato.

Dopo che sul conto bancario di Ahmad Jahangard Takalo, 32 anni, residente a Van, è comparsa una somma di circa 1 trilione di lire turche di origine non spiegata, in euro la cifra si aggira sui 20 miliardi, la banca ha avviato un’inchiesta.

Questo somma di denaro di provenienza sconosciuta potrebbe collocarlo tra i più ricchi al mondo. Un trilionario solo teorico, a causa del blocco imposto dalla banca, da circa un mese non può accedere ai suoi conti.

Secondo quanto riportato da NTV, Takalo, nato in Azerbaigian e residente in Turchia da circa 10 anni, si è rivolto a una filiale della banca dopo non essere riuscito a usare la carta durante la spesa in un supermercato. Dalle verifiche è emerso che sul suo conto risultava un saldo disponibile di 999 miliardi 999 milioni 999 mila 999 lire turche e 99 kuruş.

Takalo ha dichiarato di non avere alcuna informazione su come questa somma sia finita sul suo conto. A causa del saldo anomalo, i suoi conti sono stati sottoposti ad accertamenti e la banca ha disposto il blocco delle operazioni.

Intervistato dalla televisione turca, NTV, Takalo ha spiegato di aver chiesto informazioni alla banca, ma che, a causa dell’indagine in corso, non gli è stata fornita alcuna spiegazione dettagliata.

Takalo ha raccontato di essersi rivolto anche ad applicazioni di intelligenza artificiale per chiedere come potrebbe essere utilizzata una cifra del genere. Le risposte ricevute, come riporta Euronews, indicavano che con un budget di queste dimensioni si potrebbero realizzare grandi progetti infrastrutturali o acquistare ingenti quantità di oro.

Zelensky: colpiti terminal petrolio e obiettivi militari a San Pietroburgo

L’annuncio del presidente ucraino che rivendica gli attacchi: colpiti obiettivi sul territorio russo che distano 1.100 chilometri dalla nostra frontiera.

Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia. Tra questi, il terminale petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt“.

Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivendica gli attacchi con droni nella notte. Oggi a San Pietroburgo comincia il summit economico Spief promosso da Putin, la cosiddetta ‘Davos russa‘.

Ue: sì agli hub in Paesi terzi per i rimpatri

L’accordo deve essere ora approvato dalla commissione Libe e dalla plenaria.

C’è l’accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio sul regolamento rimpatri.

Dopo diversi rinvii, i colegislatori hanno trovato l’intesa sul provvedimento chiave della nuova politica europea sui migranti, il tassello mancante del nuovo Patto Migrazione e Asilo.

Le nuove norme impongono obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri.

Prevedono inoltre, come riporta Ansa, strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la creazione di hub per i rimpatri nei paesi terzi.

L’intesa deve essere ora approvata dalla commissione Libe e dalla plenaria.

Stellantis investirà oltre 1 miliardo di euro in Francia

L’investimento era già stato annunciato dal presidente francese Macron.
Servirà a produrre 3 nuovi modelli di Peugeot elettrici ed ibridi.

Stellantis investirà oltre 1 miliardo di euro in Francia per produrre tre nuovi modelli PeugeotMulhouse.

La notizia, anticipata nei giorni scorsi dal presidente francese Emmanuel Macron, è stata confermata oggi da Stellantis, come riporta Quotidiano.Net.

Gli investimenti consentiranno la produzione di tre modelli elettrici e ibridi di nuova generazione basati sulla nuova piattaforma Stla One, a partire dal 2029. I modelli del segmento C garantiranno a Peugeot una forte presenza nel segmento di mercato di punta europeo, che rappresenta circa il 30% delle vendite automobilistiche.

Antonio Filosa, ceo di Stellantis, ha ospitato oggi presso il sito industriale di Mulhouse Roland Lescure, ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale, Energetica e Digitale, e Sébastien Martin, ministro Delegato dell’Industria, per discutere del piano strategico FaSTLAne 2030 di Stellantis.

Si tratta del secondo grande investimento in Francia nel giro di pochi giorni, dopo il quello colossale da 45 miliardi annunciato da Softbank (approfondimento al link).