Conte: stipendi anche agli esclusi del M5S

Paghe anche ad esclusi o non candidati per il secondo mandato.
Fico, Crimi, Taverna e Bonafede tra i nomi.

Uno stipendio ai big del Movimento 5 Stelle esclusi dalle elezioni, perché non eletti o perché non candidati per via del limite dei due mandati.

Ne parla oggi il quotidiano “Il Messaggero” ripreso anche da “Leggo”, che racconta che l’ex premier Giuseppe Conte, dopo aver salvato il movimento dall’estinzione (con un buon risultato alle elezioni) si appresta a varare la fase due della sua leadership.

Già in campagna elettorale Conte chiese a tutti i big del M5S (non ricandidabili per il limite di mandati) di aiutarlo nell’impresa che sembrava impossibile: si tratta di nomi di peso, da Paola Taverna a Vito Crimi, fino all’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Ma anche Gianluca Perilli (ex capogruppo), Laura Bottici (questore al Senato), Daniele Pesco (presidente Commissione Bilancio), Alfonso Bonafede (ex ministro della Giustizia), ed il tesoriere Riccardo Fraccaro.

Stando a quanto riportato, Conte vuole costituire un partito vero e proprio, ovvero ciò che manca da quando furono sciolti i primi meet-up ideati da Casaleggio e Beppe Grillo: il disegno dell’ex premier prevede la creazione di ruoli remunerati che garantiscano il funzionamento del partito e di una scuola di formazione pentastellata; anche i docenti di quest’ultima sarebbero remunerati.

Una buona soluzione dunque per “riciclare” chi non è stato rieletto, per motivi vari.

Per apportare questi cambiamenti però servirà modificare lo statuto: per Conte, l’ultimo ostacolo sarà dunque il fondatore, lo stesso Grillo.

Caso Venezuela: Casaleggio attacca Conte

“Sapeva da un anno ma tacque”.
Duro attacco a pochi giorni dalle elezioni.

A pochi giorni dalle elezioni politiche arriva un durissimo affondo da parte di Davide Casaleggio sul cosiddetto caso Venezuela che coinvolse il padre Gianroberto.

Il presidente dell’Associazione Rousseau è intervenuto attraverso un video su Facebook e, tra le altre cose, ha puntato il dito contro Giuseppe Conte:

Aveva questo documento da oltre un anno, non disse nulla. Fece finta di nulla“.

Il dubbio è che dietro quel caso ci fosse l’intenzione di cambiare il corso del Movimento 5 Stelle.

Casaleggio ha parlato di un “fatto grave” che si sarebbe verificato nel corso di questa legislatura, dunque dal 2018 a oggi.

Il figlio del co-fondatore del M5S, dopo analisi e ricerche, si è fatto un’idea su quanto avvenuto, rendendo noti quelli che sarebbero gli attori coinvolti nella vicenda:

Anche i servizi segreti italiani, anche persone nel governo italiano sono state coinvolte in questa vicenda. Speravo che la giustizia avesse già fatto il suo corso per la fine di questa legislatura, ma così non è stato“.

Ecco perché Casaleggio ha ritenuto necessario fornire pubblicamente alcune informazioni a riguardo.

Chi era a conoscenza di quel documento prima che arrivasse nelle mani del giornalista spagnolo?

Come riporta “Il Giornale”, in tal senso l’accusa del presidente dell’Associazione Rousseau è forte:

Era custodito in un cassetto del governo italiano già da un anno. Tra l’altro prima della pubblicazione, il 27 di aprile del 2019 i servizi segreti italiani con in mano questo documento vanno da Giuseppe Conte vista la gravità del fatto denunciato dal documento e lo sottopongono per una sua valutazione. Quello che è stato fatto? Nulla“.

Casaleggio ha denunciato una mancata indagine su un fatto che effettivamente poteva avere dei risvolti molto gravi. E in tal senso ha tirato in ballo l’allora presidente del Consiglio:

Non fece nulla. Non fece nulla neanche nell’altro senso. Se pensava che questo documento fosse falso, era una chiara calunnia“.

Gli ha rimproverato inoltre di non aver agito neanche quando i giornali parlarono di quel documento.

Tutti i giornali italiani ne hanno parlato e Conte aspettò ben due giorni per fare la sua dichiarazione in cui sostanzialmente faceva finta di non saperne nulla e disse che non c’era niente da chiarire, e che avevano già smentito altri“.

Nel video ha poi citato alcuni titoli dei quotidiani che in quel periodo trattarono la questione spinosa.

Da qui il rammarico per il comportamento che Conte aveva deciso di adottare in quella circostanza precisa:

Ora tutto questo usciva, e il governo? Nulla. Conte che aveva questo documento da oltre un anno, non disse nulla. Fece finta di nulla“.

L’auspicio di Casaleggio è che si faccia chiarezza su quella che ha definito essere una vera e propria “operazione di calunnia pubblica” portata avanti contro suo padre.

È plausibile aspettarsi una presa di posizione da parte di Conte.