No del M5S al sostegno militare all’Ucraina

Conte: continuo ad essere per una svolta negoziale che l’Europa non vuole; direi a Zelensky che lui è l’aggredito, ma subito dopo chiamerei Putin per negoziare la pace.

No al sostegno militare all’Ucraina.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si esprime così sulla posizione in relazione al conflitto tra Ucraina e Russia.

Noi siamo stati favorevoli al primo invio di armi per una assimetria militare e impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l’Ucraina”, dice a PiazzAsiago, con la notizia poi ripresa da Adnkronos. Ma il prossimo voto sul sostegno militare, lo voterete? “Noi non votiamo il sostegno militare”, dice. 

Io continuo ad essere favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole”, afferma Conte. “Più che una coalizione di volonterosi servirebbe una coalizione di coraggiosi“, dice ancora, delineando poi la propria strategia se fosse presidente del Consiglio. “Se dovessi essere investito” della premiership “chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”. 

Nel centrosinistra non c’è una posizione unitaria in relazione al conflitto. Esiste un nodo Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”, la risposta. “Se dovessi essere io vincente alle primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina che è il paese aggredito”, ripete. 

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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