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La Polonia pensa a nuove tasse su alcol e tabacco. Gli esperti: rischio incremento mercato nero

La nuova tassa andrebbe ad alimentare i fondi per la Sanità.
Gli esperti: i prodotti sono già tassati, aumentando ulteriormente il prezzo si favorirebbe il mercato nero (già +3% in due anni).

Il governo polacco sta valutando una nuova tassa sulle vendite di alcolici e prodotti del tabacco.

L’idea, come riporta Polonia Oggi, è introdurre un contributo dello 0,25% destinato a un nuovo fondo per la salute pubblica, che dovrebbe finanziare alcune spese del sistema sanitario.

Secondo le stime, la nuova tassa potrebbe portare circa 225 milioni di zloty all’anno. Il Ministero della Salute sostiene che in questo modo una parte dei costi sanitari legati al consumo di queste sostanze sarebbe sostenuta dalle aziende che ne traggono profitto.

Il progetto, però, suscita dubbi, perché alcol e tabacco sono già soggetti ad accise. Il Ministero dello sviluppo teme inoltre nuovi obblighi amministrativi per le imprese.

Gli esperti avvertono che ulteriori aumenti dei costi potrebbero favorire il mercato illegale, soprattutto quello dei prodotti del tabacco.

Nel 2026 il mercato nero delle sigarette ha già raggiunto il 9,7% del mercato, contro il 6,7% alla fine del 2024.

Malaria: a Francoforte morto un dipendente dell’aeroporto

Fraport: purtroppo possiamo confermarlo.
Altri 4 casi tra i dipendenti; la causa sarebbe da ricercarsi in zanzare importate.

Un dipendente dell’aeroporto di Francoforte è deceduto a seguito di un’infezione da malaria.

Purtroppo possiamo confermarlo“, ha dichiarato un portavoce di Fraport, come riporta Ansa.

Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio ai familiari del defunto“, ha aggiunto.

La causa dell’infezione sarebbe da ricercarsi in zanzare importate. La notizia era stata riportata in precedenza da hessenschau.de. A metà luglio, l’Istituto Robert Koch (RKI) aveva confermato un focolaio di quattro casi di malaria tra i dipendenti dell’aeroporto.

Le persone colpite si sono ammalate tra il 4 e il 6 luglio 2026“, scrive l’RKI nel suo “Bollettino epidemiologico“.

Meta patteggia: pagherà 16,7 miliardi di dollari

Il gigante dei social media accusato di danni alla salute mentale dei minori, accetta di assumersi la responsabilità di modificare Facebook e Instagram per gli utenti adolescenti.

Meta e una coalizione di procuratori generali statali hanno raggiunto un accordo in un importante processo federale, negli Stati Uniti, incentrato sulle accuse al gigante dei social media di aver nascosto la portata dei danni alla salute mentale dei minori causati da app come Facebook e Instagram (approfondimento al link).

Come riporta RaiNews, Meta ha accettato di pagare 16,7 miliardi di dollari.

Come parte dell’accordo, Meta verserà 2,2 miliardi di dollari alla California. L’accordo è stato raggiunto durante la seconda settimana del processo, che si svolge presso il tribunale federale di Oakland, e che è co-diretto dal procuratore generale della California, Rob Bonta, e dai procuratori generali di Colorado, New Jersey e Kentucky, che rappresentano un gruppo bipartisan di 29 procuratori generali in una causa congiunta, derivante da una causa intentata nel 2023. Alla notizia, il titolo di Meta guadagnava oltre il 4% nel premercato. 

Lo storico processo che avrebbe potuto stabilire se il modello di Meta fosse responsabile dei danni ai minori si chiude dunque con un accordo. Meta non ammette responsabilità, ma accetta di assumersi la responsabilità di modificare Facebook e Instagram per gli utenti adolescenti. Il caso giudiziario finisce dunque senza una sentenza di merito, ma lascia sul tavolo proprio quella che era una delle conseguenze più rilevanti del processo: un intervento sul funzionamento delle piattaforme.

29 Stati americani accusavano Meta di aver progettato Facebook e Instagram con meccanismi capaci di creare dipendenza nei minori, pur essendo consapevole dei possibili effetti negativi. Le accuse riguardavano anche la raccolta e l’utilizzo dei dati dei bambini senza il necessario consenso dei genitori.

Il punto potenzialmente dirompente era che, se il processo fosse arrivato a una sentenza sfavorevole, Meta avrebbe potuto essere costretta non soltanto a pagare somme enormi, ma anche a modificare concretamente il funzionamento di Facebook e Instagram: limiti d’uso, modifiche agli algoritmi e altri strumenti di protezione dei minori. Senza una sentenza al riguardo il cambiamento non potrà essere obbligatorio e monitorato nella pratica, dovranno esserci semmai altri processi e eventuali altre dimostrazioni di danni a minori in futuro. 

Gli Stati erano arrivati a prospettare sanzioni potenziali nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari, con Meta che sosteneva addirittura che le richieste potessero arrivare fino a 1.400 miliardi. Ma la valutazione più lungimirante di Meta nella scelta del patteggiamento non è tanto economica, quanto l’aver evitato che una giuria stabilisse se le accuse fossero fondate.

La vicenda non finisce qui. Meta e le altre grandi piattaforme, TikTok, YouTube e Snapchat, devono ancora affrontare migliaia di cause analoghe promosse da famiglie, scuole, governi locali e Stati. Quindi questo accordo potrebbe diventare un precedente negoziale enorme, anche senza essere una sentenza di merito. 

Islanda: referendum sull’adesione all’Ue

Il 29 agosto i cittadini islandesi saranno chiamati a decidere se riaprire i negoziati di adesione all’Ue o mantenere l’attuale status quo.
La premier islandese: il popolo avrà la prima e l’ultima parola.

Gli islandesi sono chiamati a votare per decidere se riaprire i negoziati di adesione all’Unione europea o congelare definitivamente la prospettiva di un’inclusione.

Presentato dal governo come un bivio decisivo — un’occasione “ora o mai più” — il voto del 29 agosto metterà gli islandesi di fronte a una scelta chiara: abbracciare il percorso di adesione all’Unione europea oppure confermare l’attuale status quo nello Spazio economico europeo.

Un’intesa, quest’ultima, che garantisce a Reykjavík l’accesso al mercato unico, ma la priva di un seggio ai tavoli decisionali di Bruxelles.

l referendum non decreterà l’ingresso immediato, ma stabilirà soltanto se riaprire i negoziati con le istituzioni europee. L’eventuale adesione formale richiederebbe infatti un secondo passaggio alle urne per la ratifica finale, eventualmente già nel 2028.

È abbastanza chiaro che questo voto serve a ottenere un mandato per negoziare“, ha dichiarato a maggio la prima ministra Kristrún Frostadóttir in parlamento.

Non credo che dovremmo farci bloccare dalla retorica. Concluderemo un buon accordo. Il popolo avrà la prima e l’ultima parola su questo” ha aggiungo, come riportato da Euronews.

Gli Usa mettono una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici Pasdaran

L’annuncio su X del Dipartimento di Stato americano con le foto dei ricercati e l’invito a segnalare le loro posizioni.

Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran: “Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso“.

Così, come riporta Ansa, recita l’annuncio su X del Dipartimento di Stato, rivolto a “chiunque possa fornire informazioni“, con le foto del capo dei Pasdaran, Ahmed Vahidi, il comandante Ali Abdollahi, il responsabile delle forze aerospaziali e droni, Said Aghajani, del cyberwarfare, Hamidreza Lashgarian, e dell’intelligence Majid Khademi.