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Accordo Damasco-Mosca per basi militare russe in Siria

Riconversione delle basi in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento per la tutela degli interessi reciproci.
Siria: svolta importantissima.

La Siria ha annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa con Mosca sul destino delle basi militari russe rimasto in forse dopo la caduta a Damasco del precedente governo Assad. Lo riporta l’agenzia siriana Sana, poi ripresa da Ansa, citando il ministero degli Esteri.

Le due basi di Hmeimim, a Latakia, e di Tartus, aerea la prima e navale la seconda, restano operative ma vengono convertite “in centri militari congiunti di riabilitazione e di addestramento, nel quadro di nuovi accordi di tutela degli interessi reciproci” definiti dai due ministeri in relazione alla presenza russa in Medio Oriente e sul Mediterraneo.

L’intesa arriva dopo un anno e mezzo di negoziati fra i due dicasteri degli Esteri, sottolinea l’agenzia Sana citando una nota dell’ufficio stampa del ministero siriano.

Stando a questa nota, il memorandum prevede il passaggio sotto il controllo delle autorità locali delle strutture ad uso civile dell’aeroporto di Hmeimim e del molo commerciale numero 4 del porto mediterraneo di Tartus. Quanto alle installazioni militari, “le due parti le hanno ridefinite trasformando le basi russe in centri congiunti di addestramento e riqualificazione in base a nuovi accordi miranti alla tutela degli interessi di entrambi i Paesi“. Il testo dell’intesa indica in 3 mesi la scadenza per “il completamento della transizione“.

Secondo Damasco, si tratta della svolta “più importante da quando i negoziati sono partiti 18 mesi fa“: svolta che “apre la strada a una nuova fase nelle relazioni fra Siria e Russia

Italia e Danimarca: no a immigrazione incontrollata

Meloni e Frederiksen insieme per mandare un messaggio: unite nel desiderio di difendere l’Europa; realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi.

Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, insieme su Instagram per mandare un “messaggio congiunto all’Europa” e dire no a “un’immigrazione incontrollata” che ha “impatti negativisulle società.

Le due premier, uniche donne in Europa alla guida dei loro paesi, come rimarcano nel messaggio, dicono di voler “condividere alcune riflessioni sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere“, come scrive poi Meloni su Facebook.

Siamo consapevoli che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione“, ammette la premier italiana riferendosi alla diversa estrazione politica della collega danese con cui “certamente non siamo d’accordo su tutto. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa“.

E ora cosa possiamo fare di più?“, si chiedono. “Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno. Ma questo non basta: il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa“.

Entrambe – sottolineano come riporta Ansasiamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo. Riteniamo che questa sia la strada giusta per proteggere l’Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione”.

Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa. Nessuno può negare gli impatti negativi dell’immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini“, affermano le due premier, sottolineando che “è particolarmente grave quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali“.

I cittadini europei sostengono ancora Meloni e Frederiksen, “si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici“. “Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un’immigrazione incontrollata. È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità“, rimarcano le due leader.

Italia: sequestrati 33.000 litri di benzina provenienti dalla Polonia

Il carburante era stato falsamente dichiarato essere solvente.
Il conducente è ungherese e rischia fino 5 anni di carcere più 156mila euro di multa. 15mila euro l’accisa evasa sul carico.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33.000 litri di benzina di contrabbando provenienti dalla Polonia.

Il carburante, falsamente dichiarato essere solvente, era su un autoarticolato che è stato anch’esso sequestrato, come riporta LaPresse.

Denunciato il conducente di nazionalità ungherese che rischia ora una condanna fino a cinque anni di reclusione oltre alla multa da 31 mila a 156 mila euro, mentre l’accisa evasa sul carico è stata stimata in oltre 15 mila euro.

Il mezzo, proveniente dalla Polonia, dopo aver fatto ingresso in Italia dal valico di Tarvisio è stato intercettato per un controllo di routine dai finanzieri del Gruppo di Padova, con l’ausilio della Polizia Stradale di Padova e Venezia.

Montenegro: no a hub Ue per rimpatri sul nostro territorio

Il primo ministro: non abbiamo avviato alcuna trattativa per istituire tali centri; e se ci venisse presentata, la nostra risposta sarà negativa.

Il primo ministro del Montenegro, Milojko Spaji, ha smentito le notizie sulla possibilità di realizzare un centro Ue per i rimpatri nel Paese.

In merito alle notizie diffuse dai media su una presunta lista preliminare di Paesi in cui l’Ue potrebbe istituire centri per l’accoglienza e il rimpatrio, desidero precisare che il Montenegro non ha avviato alcuna trattativa per l’istituzione di tali centri sul proprio territorio. Il governo non ha ricevuto alcuna iniziativa ufficiale in tal senso. Qualora tale iniziativa venisse presentata, la nostra risposta sarà negativa“, ha scritto il premier stando a quanto riportato da Ansa.

Trump respinge la richiesta di Zelensky su nuovi missili Patriot

No del presidente Usa alla richiesta ucraina di centinaia di nuovi missili intercettori: ci servono nella guerra contro l’Iran.

Il Financial Times, citando “fonti familiari con i colloqui“, scrive che nell’incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot.

Le fonti, come riporta Ansa, hanno aggiunto che il presidente Usa ha motivato la sua decisione affermando che tali missili sono necessari agli Usa per difendere i loro interessi in Medio Oriente e nel Golfo Persico nella guerra con l’Iran.