Netanyahu: incontro eccellente con Trump

Il premier israeliano: non lo dico in maniera superficiale, c’è accordo totale.
Poi aggiunge: non vogliamo nucleare all’Iran.

Ho appena concluso un incontro eccellente con il presidente Trump. Quando dico eccellente, non intendo in senso superficiale, ma una conversazione all’insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della comprensione dell’obiettivo comune: garantire che l’Iran non possieda armi nucleari e anche altri obiettivi”.

Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in un video diffuso sui suoi canali social e ripreso da Ansa.

Mosca emette un mandato di cattura per il capo di Telegram

L’accusa è di “complicità nel terrorismo”.
Durov, nato in Russia, attualmente si trova in Francia.

La Russia ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale per il fondatore e Ceo di TelegramPavel Durov, con l’accusa di “complicità nel terrorismo“.

“È stato emesso un mandato di cattura internazionale per il capo dell’amministrazione di Telegram, Pavel Durov“, hanno dichiarato i servizi di sicurezza del Cremlino, Fsb, tramite un comunicato citato dalle agenzie di stampa russe.

I servizi di sicurezza, come riporta Tgcom24, hanno inoltre reso noto che Durov, nato in Russia ed in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia

Nicaragua: Ortega annuncia lo stop alle elezioni

Il Presidente 80enne apre ad un sistema senza competizione elettorale: basta ai partiti sostenuti dagli yankee.

Il presidente de facto del Nicaragua, Daniel Ortega, ha annunciato la fine delle elezioni nel Paese, aprendo a un sistema senza competizione elettorale al termine del suo mandato.

La dichiarazione è arrivata durante un discorso per l’anniversario della Rivoluzione sandinista del 1979, segnando un ulteriore rafforzamento del controllo esercitato da Ortega e dalla moglie Rosario Murillo sulle istituzioni.

Qui non ci saranno più elezioni per evitare che tentino di prendere il governo e il potere“, ha affermato il leader sandinista, aggiungendo che “i giorni in cui partiti sostenuti dagli yankee e dai somozisti sarebbero tornati al potere sono finiti“.

Ortega, 80 anni, è al potere dal 10 gennaio 2007, dopo il precedente mandato negli anni Ottanta.

L’annuncio, come riporta Ansa, segue una serie di riforme che hanno ampliato i poteri della coppia presidenziale, tra cui la nomina di Murillo a “copresidente” e l’estensione del mandato presidenziale a sei anni.

Le elezioni del 2021 erano state contestate dall’opposizione e dalla comunità internazionale, dopo l’arresto dei principali candidati presidenziali rivali di Ortega, tra tutti gli esponenti considerati competitivi nella corsa elettorale. 

Colombia, presidente eletto: rompere con Cuba e Nicaragua e chiudere 14 ambasciate

Abelardo de la Espriella: nel mio governo non ci saranno legami con tirannie; per la prima volta la cerimonia non si terrà a Bogotà.
5 delle 14 ambasciate che saranno chiuse sono in Europa.

Il presidente eletto della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha promesso che romperà le relazioni diplomatiche con Cuba e Nicaragua quando assumerà l’incarico il prossimo 7 agosto, in quella che sarà una delle prime decisioni di politica estera annunciate dal suo futuro governo.

Il provvedimento fa parte di una ampia revisione della rete diplomatica che comprende anche comporta anche la soppressione delle doppie sedi: l’ambasciata in Francia si fonderà con quella presso l’Unesco e quella in Italia assorbirà la rappresentanza della Fao.

Verranno anche chiuse, non per ragioni politiche, le sedi in Algeria, Azerbaigian, BarbadosRepubblica Ceca, Etiopia, Ghana, Haiti, Malesia, NicaraguaRomania, Senegal, Sudafrica ed Ungheria.

Il dirigente conservatore, come riporta Euronews, sostiene però che il provvedimento fa parte di una riorganizzazione più ampia del servizio estero, volta a ridurre le spese e concentrare le risorse su priorità come la sicurezza.

Nel mio governo non ci sarà alcun legame con tirannie“, ha dichiarato De la Espriella, che si è proclamato vincitore delle presidenziali in Colombia lo scorso giugno, in un messaggio diffuso sui social network in cui ha cercato di giustificare la rottura con i governi dell’Avana e di Managua.

De la Espriella ha confermato che la sua cerimonia di insediamento si terrà il 7 agosto a Cali, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca, e non a Bogotá, come vuole la tradizione.

Il cambio di sede arriva in un contesto segnato dal dibattito sulla sicurezza in Colombiauno dei cardini della campagna di De la Espriella, che ha promesso di inasprire la lotta contro i gruppi armati e di abbandonare la politica della “pace totale” promossa dal governo Petro.

Tensioni Francia-Iran: Barrot denuncia l’Iran che convoca l’ambasciatore francese

La Francia: diplomatici trattenuti e interrogati per diverse ore; intimidazione estremamente grave.
L’Iran: interferivano negli affari interni col pretesto di impegnarsi con la società civile.

L’ambasciatore francese in Iran, Pierre Cochard, è stato convocato ieri dal ministero iraniano degli Affari esteri.

Al rappresentante francese sono state contestate delle “ingerenze negli affari interni dell’Iran.”

Questa convocazione arriva dopo le accuse formulate dal Quai d’Orsay: il 20 luglio Jean-Noël Barrot, ministro degli Esteri francese, aveva denunciato Un’azione di intimidazione estremamente grave da parte dei servizi di sicurezza iraniani contro due diplomatici francesi“, uno dei quali sarebbe stato “maltrattato“.

Secondo il ministro francese, come riporta Euronews, i due diplomatici sono stati trattenuti senza motivo per diverse ore” ed “interrogati“, a causa della loro missione di sostegno alla società civile iraniana.

Le autorità iraniane avevano subito smentito le accuse e parlato di un breve interrogatorio, dopo un incontro dei diplomatici “con diverse persone ricercate dalle autorità“.

Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaïl Baqhaï, ha dichiarato lunedì 27 luglio che i due diplomatici avevano svolto attività “che non erano in alcun modo giustificate” e che avevano interferito negli affari interni dell’Iran con il pretesto di impegnarsi con la società civile.