Vincono Francia e Slovacchia: Usmanov e Fridman tolti dalla lista delle sanzioni

La Francia ammette: Usmanov collegato a rilascio prigionieri dell’Azerbaigian. Inquietudine a Bruxelles.
Fridman ora chiede un risarcimento di 16 miliardi di dollari.

‘Unione europea ha concordato di rimuovere l’oligarca uzbeko-russo Alisher Usmanov dalla sua lista di sanzioni dopo negoziati tesi, in cui la Francia (che in passato si era limitata a citare “ragioni di sicurezza nazionale“) ha collegato la sua cancellazione a un rilascio di prigionieri da parte dell’Azerbaigian, suscitando inquietudine a Bruxelles. Che si tratti di militari francesi mandati in guerra contro la Russia? Sarebbe gravissimo.

Un secondo oligarca russo, Mikhail Fridman, è stato a sua volta rimosso dopo che la Slovacchia ha posto il veto al rinnovo della sua iscrizione, hanno riferito a Euronews diversi diplomatici (approfondimento qui e qui).

Il Lussemburgo sosteneva che, se Usmanov fosse stato cancellato, anche Fridman avrebbe dovuto esserlo. Fridman ha presentato una richiesta di risarcimento da 16 miliardi di dollari contro il Lussemburgo per i suoi beni congelati.

Il resto delle sanzioni individuali è stato prorogato per 36 mesi.

Ue: slitta ancora il rinnovo alle sanzioni

Le Lettonia pone il veto sulle richieste di Francia e Slovacchia.
Kallas: le sanzioni contro la Russia devono durare a lungo.

Slitta nuovamente l’intesa tra i 27 in Ue sul rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia.

Il via libera era atteso per la serata ma, spiegano fonti Ue riportate da Ansa, “le deliberazioni” da parte dei singoli governi “continuano“. Una nuova riunione del Coreper II è prevista per domani mattina alle 8.

La bozza di intesa prevede l’esclusione dalla lista nera di due oligarchi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.

La deadline per il rinnovo delle sanzioni è domani a mezzanotte.

Nel frattempo, la Lettonia ha messo il veto alle richieste di Francia e Slovacchia di togliere Usamanov dalla lista nera (approfondimento al link) e Kaja Kallas, Alto Rappresentante per gli affari esteri, ribadisce che le sanzioni alla Russia devono durare a lungo, nonostante si sia visto che le medesime sanzioni gravino più l’Ue che la Russia stessa.

Francia e Slovacchia mettono il veto al rinnovo della sanzioni contro la Russia

Bruxelles spiazzata dalla posizione francese che chiede di rimuovere Usmanov dalla lista nera.
Parigi: motivi di sicurezza nazionale.

Lo stallo sul rinnovo delle sanzioni dell’Ue contro la Russia si è aggravato lunedì, dopo che Francia e Slovacchia, in un raro sforzo congiunto che ha spiazzato Bruxelles, hanno continuato a chiedere la rimozione dell’imprenditore russo-uzbeko Alisher Usmanov dalla lista nera.

Di fronte a una scadenza ormai imminente, gli ambasciatori hanno deciso, come soluzione estrema, di prorogare le sanzioni di una settimana, fino al 22 settembre, per concedersi più tempo e trovare una soluzione che finora si è rivelata molto complessa. “Le consultazioni continueranno e si prevedono ulteriori colloqui a tempo debito“, ha dichiarato un portavoce della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue, come riporta Euronews.

“Il rinnovo delle iscrizioni nelle liste è essenziale per continuare a indebolire la macchina bellica della Russia e mantenere la pressione su individui e entità che la sostengono, la rendono possibile e ne traggono beneficio. Questa è una priorità per la Presidenza“, ha aggiunto la stessa fonte.

I diplomatici stanno ancora cercando di capire perché la Francia si sia improvvisamente unita alla campagna che la Slovacchia porta avanti da anni per escludere Usmanov dalla lista delle sanzioni, che comprende quasi tremila persone ed entità accusate di sostenere la guerra della Russia contro l’Ucraina. Parigi ha evocato soltanto motivi di “sicurezza nazionale”, senza fornire dettagli. Secondo un diplomatico europeo, la delegazione transalpina non ha fornito ulteriori elementi durante la discussione di lunedì.

Usmanov è stato inserito nella lista nera nei primi giorni del conflitto, a causa dei suoi “stretti legami” con il presidente russo Vladimir Putin e delle sue partecipazioni in “settori chiave” dell’economia russa, secondo il Consiglio dell’Ue. L’imprenditore ha però sempre respinto tali accuse.