Il centro-destra annuncia i candidati per il Quirinale

Salvini fa i nomi per la coalizione.
Con lui anche la Meloni e Tajani.

Matteo Salvini (Lega), durante una conferenza stampa alla Camera svolta assieme a Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) ed Antonio Tajani (Forza Italia), ha annunciato i nomi dei candidati al Quirinale da parte della coalizione del centro-destra.

Come riporta “Reuters”, i nomi candidati alla carica di Presidente della Repubblica sono quelli di Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio.

Più nel dettaglio, Salvini ha anche aggiunto quanto di seguito:

Pensiamo che questi nomi potrebbero rappresentare al meglio l’intera comunità italiana già da questa settimana; i tre non sono candidati di bandiera.

Giorgetti: Draghi al Quirinale per il bene dell’Italia

Per il ministro Draghi come De Gaulle; se rimarrà premier sarà difficile riconfermare Mattarella.
Berlusconi ha poche speranze; spunta il nome di Casini?

Stando a quanto sostenuto durante un’intervista rilasciata a “La Stampa” dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, i prossimi sette anni della politica italiana dipenderanno dalle scelte di Mario Draghi.

Secondo Giorgetti, per il bene del Paese è necessario che l’attuale premier “vada subito al Quirinale”; quanto al governo, invece, “che si facciano le elezioni e che governi chi le vince”.

Più precisamente, Giorgetti ha evidenziato questa importanza con le seguenti parole:

Draghi diventerebbe De Gaulle; forse il parlamento italiano non è pronto a eleggere il nuovo De Gaulle, ma questo è l’interesse del Paese.

Il problema, sempre secondo il proprietario del Mise, sarebbe come gestire i fondi europei senza Draghi al Colle:

Li butteranno via (inteso gli eventuali successori), oppure non li sapranno spendere.”

La preoccupazione è tale che Giorgetti vorrebbe che Draghirimanesse lì per tutta la vita”, ma entrando in una fase calda della campagna elettorale il ministro teme che i partiti “smetteranno di coprire Draghi e si concentreranno sugli elettori”, compiendo “scelte politicamente sensibili” che porterebbe molto probabilmente a posizioni contrastanti.

Di contro, nel caso in cui Mario Draghi rimanesse nella posizione di premier, ci si dovrebbe chiedere chi salirà al Quirinale.

La riconferma di Mattarella non è così sicura, dato che moto probabilmente troverebbe l’opposizione di Fratelli d’Italia ma anche dello stesso Salvini.

Il nome di Silvio Berlusconi come nuovo Presidente della Repubblica anche pare non essere particolarmente supportato.

Ecco allora il nome che lo stesso ministro Giorgetti butta nella mischia: Pier Ferdinando Casini, ed aggiunge “è amico di tutti, no?”

Sondaggi: FDI cresce ancora e tallona la Lega, PD terzo

Il partito della Meloni aumenta dello 0,5%.
-0,4% per il M5S; più o meno stabili gli altri.

Continua la crescita di FDI.

Il partito della Meloni, l’unico di fatto ad essere rimasto fuori dalla grande coalizione di governo (esclusi i partiti ed i movimenti con piccole percentuali di preferenza), aumenta i consensi salendo di un ulteriore 0,5% collocandosi a quota 20,3%.

A dirlo è il nuovo sondaggio di Monitor Italia, realizzato da Tecnè con Agenzia Dire, che si basa su interviste effettuate in data 18 giugno per un totale di 1000 casi.

Dai dati emersi, dunque, FDI sarebbe sempre più vicino al Carroccio che, perdendo lo 0,2% dei consensi, si è ora stabilizzato al 20,7%.

Al terzo posto, invece, troviamo il PD; il partito guidato da Letta ha perso lo 0,1% attestandosi al 18,9%. Più grave, però, è la continua perdita di fiducia che sta registrando il Movimento 5 Stelle: con un calo dello 0,4% si ferma ora ad un 15,6% di consensi totali, risultando la quarta forza politica nello scenario italiano.

In lieve aumento Forza Italia che, registrando un aumento pari allo 0,1%, si attesta ora al 9,2%.

Seguono poi, ben distanziati, gli altri partiti: Azione, con un +0,3%, tocca quota 3,3%, Italia Viva rimane stabile al 2,1% dove viene agganciato da Sinistra Italiana che, con un aumento dello 0,1%, arriva alla stessa soglia. Perdono, invece, lo 0,1% sia i Verdi che si collocano all’1,7%, sia +Europa che si ferma all’1,3%.

Poca adesione anche per Coraggio Italia, recentemente fondato da Toti e Brugnaro, che perde lo 0,3% e si ferma sull’1,1% dei consensi.

Tuttavia, va segnalato che l’effetto legato alle riaperture ha fatto salire il gradimento verso l’attuale governo guidato da Mario Draghi, ottenendo consensi pari al 51,7% (+0,7% in sette giorni).

Il 40,3% della popolazione, però, ha ancora dubbi e riserve; si dichiarano indecisi, infine, l’8%.

Dal punto di vista dei singoli leader, Draghi torna in quota con una percentuale di gradimento pari al 60,8%; insieme al suo partito, cresce anche la Meloni che tiene saldo il secondo posto con una percentuale del 43,4% (+0,4% negli ultimi 7 giorni).

Letta guadagna uno 0,2% attestandosi al 29,5%. Sale, anche se di poco, Berlusconi: un +0,1% che lo porta al 29,2%.

In crescita, inoltre, Speranza (+0,2%) che tocca quota 24%, la Bonino (+0,1%) al 19,1% e Calenda (+0,2%) che arriva al 19%.

In calo Salvini che, registrando un -0,2%, scende al 32,2%, Giuseppe Conte (-0,3%) che si ferma al 37,9% e Matteo Renzi che, vedendo diminuire i suoi consensi di un ulteriore 0,1% scende al 10,1% classificandosi ultimo per gradimento tra i leader.

Conte si dimette, via alle consultazioni

Da domani mercoledì 27 gennaio inizieranno le consultazioni.
L’opposizione teme l’apertura di Forza Italia ad una nuova maggioranza che non porterà al voto.

Il premier italiano Giuseppe Conte si è dimesso.

Il presidente del consiglio, infatti, ha rassegnato stamani il suo mandato nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

A comunicarlo è proprio il Quirinale. Il presidente della Repubblica, inoltre, si è riservato di decidere ed ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Dal pomeriggio di domani mercoledì 27 gennaio avranno inizio le consultazioni, al fine di capire se vi sarà una nuova maggioranza in grado di guidare il Paese fino alle prossime elezioni.

Proprio ieri il Pd suggeriva a Conte di dimettersi promettendo di supportarlo per un governo Conte ter (approfondimento al link).

Di contro, l’opposizione rappresentata da Salvini e Meloni teme che Forza Italia possa rientrare in un rimpasto di governo che vada a formare una nuova maggioranza.

Così facendo, il partito di Silvio Berlusconi potrebbe sostanzialmente prendere il posto di Italia Viva, rientrando nel gruppo di maggioranza e puntando ad un governo di unità nazionale in modo tale da evitare le elezioni.