Google amplia la sua presenza a Cracovia

Nuovo ufficio da 300 posti di lavoro che si aggiungono agli oltre 400 già presenti in città.
Aggiungendo Breslavia e Varsavia si superano i 3.000 posti di lavoro: è il più grande hub nell’Ue.

Google ha inaugurato un nuovo ufficio a Cracovia, ampliando la propria presenza nella città che ospita uno dei principali centri ingegneristici del gruppo in Europa.

La nuova sede si trova nel complesso Tertium e offre circa 300 postazioni di lavoro. Gli spazi sono stati progettati con riferimenti alla cultura pop e alla tradizione locale, con ambienti ispirati a opere come The Witcher, Dune e Pirati dei Caraibi.

I dipendenti hanno inoltre a disposizione aree relax, sale riunioni, spazi dedicati alle famiglie e una zona wellness. Nel capoluogo della Piccola Polonia lavorano già oltre 400 specialisti impegnati nello sviluppo di tecnologie utilizzate a livello globale, tra cui Google Cloud, Chrome, Android e i dispositivi Pixel.

Google è presente in Polonia da vent’anni e impiega circa 3 mila persone tra Varsavia, Breslavia e Cracovia.

Secondo l’azienda, come riportato da Polonia Oggi, il Paese ospita oggi il più grande hub ingegneristico di Google nell’Unione Europea.

Polonia: Germania restituisce beni culturali saccheggiati durante Seconda Guerra Mondiale

La restituzione degli oggetti è avvenuta a Berlino durante il 35° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Polonia e Germania.

In Polonia sono tornati altri preziosi beni culturali perduti durante la Seconda Guerra Mondiale a seguito dell’invasione della Germania nazista.

Tra i reperti recuperati figurano il manoscritto medievaleGaude Mater Polonia” (“Rallegrati, Madre Polonia”), un anello attribuito al re Sigismondo I il Vecchio e 11 modelli in miniatura ferroviari, provenienti dal Museo dei Trasporti di Varsavia (del periodo prebellico).

La consegna degli oggetti è avvenuta durante il Forum polacco-tedesco a Berlino, in occasione del 35º anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Polonia e Germania.

All’evento, come riporta Polonia Oggi, ha partecipato anche la ministra della Cultura e del Patrimonio Nazionale, Marta Cienkowska, che ha sottolineato come i beni recuperati abbiano un’importanza fondamentale per l’identità e il patrimonio storico polacco.

Il processo di restituzione è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco, i partner tedeschi e le istituzioni impegnate nella restituzione di beni culturali.

La ministra ha evidenziato che il recupero delle opere perdute dimostra come le questioni storiche più complesse possano essere risolte attraverso il dialogo e la cooperazione.

Il ministro degli Affari Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha evidenziato come l’identificazione e lo studio della provenienza degli oggetti trafugati rappresentino un processo complesso, che richiede l’analisi dei documenti e della storia della proprietà.

La restituzione dei beni culturali rappresenta un ulteriore passo nel lungo percorso della Polonia per il recupero del proprio patrimonio culturale perduto.

Indice qualità della vita: la Polonia davanti all’Italia

Il report analizza aspetti come sicurezza, potere d’acquisto, sanità, ambiente e trasporti.
Lussemburgo, Olanda e Danimarca sul podio.

La Polonia si è classificata al 37° posto nel ranking mondialeQuality of Life Index 2025” di Numbeo (un software che consente di visualizzare, condividere e confrontare informazioni riguardo al costo della vita nel mondo), migliorando di due posizioni rispetto alla precedente edizione.

Il rapporto analizza diversi aspetti della qualità della vita, tra cui potere d’acquisto, sicurezza, costi della vita, sanità, ambiente e trasporti.

Tra i punti di forza della Polonia figurano la sicurezza, il tempo degli spostamenti, il potere d’acquisto e il rapporto tra prezzo degli immobili e reddito.

Il Paese si è classificato al 22° posto per sicurezza e al 32° per potere d’acquisto; le principali debolezze, invece, riguardano invece il sistema sanitario, il clima, la qualità dell’aria e i costi della vita.

La sanità polacca, come riporta Polonia Oggi, ha ottenuto una valutazione relativamente bassa, ma a influenzare maggiormente il punteggio complessivo abbassandolo drasticamente sono stati in realtà il clima e l’inquinamento.

Secondo il ranking, il miglior Paese al mondo per qualità di vita è il Lussemburgo, seguito da Paesi Bassi e Danimarca.

La Polonia, pur superando in classifica alcuni Paesi sviluppati come Italia e Grecia, resta indietro rispetto a stati come Lituania, Estonia e Croazia.

Polonia: il ”latte” è solo animale. Stretta sulle bevande vegetali

Le bevande vegetali non possono essere chiamate “latte” in nessuna forma.
Vietate anche le forme che suggeriscono somiglianza.

L’IJHARS (Ispettorato della qualità commerciale dei prodotti agroalimentari) ha ricordato che, secondo il diritto dell’Unione Europea, il termine “latte” e denominazioni come formaggio, yogurt o burro sono riservati esclusivamente ai prodotti di origine animale.

Ciò significa che non possono essere utilizzati per prodotti vegetali, nemmeno con aggiunte come “vegetale” o in forme che suggeriscono una somiglianza.

Il divieto, come riporta Polonia Oggi, riguarda anche la presentazione e la pubblicità: non è consentito usare elementi grafici o slogan che possano richiamare i prodotti lattiero-caseari.

Queste norme hanno lo scopo di proteggere i consumatori da possibili inganni, garantire una concorrenza leale e mantenere gli standard dei prodotti lattiero-caseari.

In pratica, le bevande vegetali non possono essere chiamate “latte in nessuna forma.

La Polonia aspira alla sovranità farmaceutica

Al via il progetto per produrre internamente quanto oggi importato.
Gli esperti: sicurezza farmaceutica importante quanto la Difesa.

La Polonia importa ben 1.400 principi attivi farmaceutici (API), mentre la produzione nazionale ne copre solo 656.

Per aumentare l’indipendenza farmaceutica, presso l’Istituto di Chimica Industriale Łukasiewicz è stato inaugurato il Centro di Tecnologia per la Produzione di API (CeTeAPI).

Questa iniziativa risponde al drastico calo della quota europea nella produzione mondiale di sostanze attive e alle interruzioni delle catene di fornitura post-pandemia e dopo l’inizio della guerra in Ucraina.

Il nuovo centro di ricerca e produzione, parte del Campus Mościcki, permetterà di creare farmaci dalla prima sintesi di laboratorio fino al prodotto finito.

Il progetto, dal valore di oltre 10 milioni di zloty e finanziato dal PNRR polacco (KPO), si inserisce nella strategia dell’UE denominata Critical Medicines Act.

Gli esperti, come riporta Polonia Oggi, sottolineano che la sicurezza farmaceutica è fondamentale per lo Stato quanto la difesa militare.

L’Istituto, fondato da Ignacy Mościcki, continua così la tradizione di costruire la sovranità economica attraverso la scienza, offrendo alla Polonia la possibilità di ricostruire la propria capacità produttiva di medicinali chiave.