Il villaggio inglese Piddington vota per separarsi dal Regno Unito

Piccola ma tra le contee più ricche, protesta contro l’immigrazione e la volontà del governo di creare un centro di raccolta per 1.250 richiedenti asilo.

Referendum simbolico oggi in un piccolo borgo inglese, Piddington, dove i residenti si sono convocati alle urne per votare su una loro fantomatica separazione dal Regno Unito nell’ambito delle proteste contro l’immigrazione fra le molte organizzate spontaneamente sull’isola negli ultimi tempi.

Il risultato, che non ha alcun valore legale, del villaggio incastonato nel verde dell’Oxfordshire, una delle contee mediamente più benestanti dell’Inghilterra, ha visto chiamate in tutto circa 370 persone, ovvero l’intera popolazione residente adulta, dopo che lo svolgimento della consultazione era stato già approvato a luglio da un’assemblea generale di cittadini con 175 sì e solo 7 no.

A scatenare il malumore degli abitanti è l’opposizione ad un piano annunciato nei mesi scorsi dal governo laburista per la trasformazione di un deposito militare di proprietà del ministero della Difesa nella vicina area di Bicester in un centro di raccolta in grado di ospitare fino a 1.250 richiedenti asilo di sesso maschile tra i 18 e i 65 anni d’età.

La protesta ha trovato una certa comprensione da parte del nuovo premier Andy Burnham, che nelle scorse settimane aveva assicurato di “comprendere le preoccupazioni della gente” e di voler “valutare con attenzione le obiezioni dei buoni cittadini di Piddington“: in particolare quelle sollevate a nome delle donne che temono molestie o attacchi sessuali, sulla falsariga di episodi del genere attribuiti in passato a migranti e stranieri in altre zone del Regno.

Questo non ha però fermato il referendum odierno, come riporta Ansa.

Si sono precipitati a dare solidarietà sul posto i ministri ombra dell’Interno e delle Pari Opportunità dell’opposizione Tory, Chris Philp e Joy Morrissey, oltre che esponenti donne di spicco di Reform UK, quali Sarah Pochin e Suella Braverman.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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