Da Berlino 500 milioni in armi Usa da inviare in Ucraina

Il Segretario della Nato si congratula con la Germania.
Olanda, Norvegia, Danimarca e Svezia dovrebbero fornire altri pacchetti da 500 milioni di dollari.

La Germania ha annunciato oggi che finanzierà un pacchetto di 500 milioni di dollari in attrezzature militari e munizioni per l’Ucraina provenienti dagli Stati Uniti, nell’ambito della nuova iniziativa della Nato denominata “Prioritised Ukraine Requirements List” (Purl).

Il segretario generale Mark Rutte, come riporta Ansa, ha accolto con favore l’annuncio come una forte dimostrazione dell’impegno costante della Germania a favore della difesa dell’Ucraina.

Mi congratulo con la Germania per essersi nuovamente mobilitata. Questa fornitura aiuterà l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa“, ha dichiarato il Segretario generale. “La Germania è il principale contributore europeo di aiuti militari all’Ucraina e l’annuncio odierno sottolinea ulteriormente il suo impegno ad aiutare il popolo ucraino a difendere la propria libertà e sovranità“, ha aggiunto.

Il contributo della Germania nell’ambito dell’iniziativa Purl fa seguito ai precedenti annunci dei Paesi Bassi e all’impegno congiunto di Danimarca, Norvegia e Svezia.

Ciascun pacchetto ha un valore di circa 500 milioni di dollari ed è destinato a soddisfare le esigenze operative più urgenti dell’Ucraina con attrezzature e munizioni provenienti dalle scorte statunitensi.

Olanda: Wilders fa cadere il governo

Stallo dei progressi in materia di immigrazione: il fondatore e leader del Partito per la Libertà abbandona la coalizione di governo.

Geert Wilders, fondatore e leader del Partito per la Libertà, come riporta Giubbe Rosse, ha abbandonato la coalizione e fatto cadere il Governo olandese a causa dello stallo dei progressi in materia di immigrazione.

L’esercito israeliano apre il fuco contro i delegati europei

Presenti anche rappresentanti di alcune nazioni arabe.
Italia e Francia convocano gli ambasciatori israeliani.

Una delegazione straniera a Jenin, in Cisgiordania, composta da funzionari di Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Italia e Canada è caduta sotto il fuoco dell’esercito israeliano.

Tra la delegazione, come riporta Giubbe Rosse, erano presenti anche rappresentanti di alcune nazioni arabe.

Le IDF affermano che la delegazione diplomatica europea ha deviato dal percorso concordato ed è entrata in un’area il cui accesso è vietato.

Non sono segnalati feriti, ma il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha incaricato il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri di convocare l’ambasciatore israeliano a Roma per “chiarimenti ufficiali” in merito all’attacco ai diplomatici.

Lo stesso ha fatto Jean-Noël Barrot, Ministro degli Affari Esteri francese.

Ecco le città più felici al mondo

La classifica delle prime 10.
La prima italiana la troviamo al 25esimo posto.

A stabilire quali siano le città più felici d’Italia è l’Happy City Index 2025, che si basa su fattori come economia, ambiente, innovazione, inclusione ed istruzione.

Ecco, come riporta Men’s Health Italia, la classifica delle prime 10 città più felici al mondo:

  • Copenhagen (Danimarca)
  • Zurigo (Svizzera)
  • Singapore
  • Aarhus (Danimarca)
  • Anversa (Belgio)
  • Seoul (Corea del Sud)
  • Stoccolma (Svezia)
  • Taipei (Taiwan)
  • Monaco (Germania)
  • Rotterdam (Paesi Bassi)

Per quanto riguarda l’Italia, la prima città è Milano, che in scala mondiale si piazza al 25esimo posto.

Seguono poi Torino (38esimo posto), Firenze (60esimo posto) e Bologna (67esimo posto).

Oltre le prime 100 città mondiali, troviamo Roma, Genova (122esima), Palermo (152esima) e Napoli (170esima).

Ungheria si unisce l’Olanda e chiede esenzione da politiche migratorie

Boka: “Ristabilire un controllo nazionale più forte sulla migrazione oggi unica opzione”.
Come già fatto dai Paesi Bassi, l’Ungheria chiede all’Ue un option out.

L’Ungheria ritiene che ristabilire un controllo nazionale più forte sulla migrazione sia oggi l’unica opzione” per proteggere i propri confini e arginare l’immigrazione clandestina, pertanto chiede “un opt-out dall’acquis dell’Unione europea in materia di asilo e migrazione, qualora in futuro si proceda a una modifica del Trattato, e si avvieranno le procedure necessarie a tal fine” come richiesto peraltro anche dai Paesi Bassi (approfondimento al link).

È quanto si legge in una lettera del ministro ungherese per gli Affari europei, Janos Boka, indirizzata alla commissaria europea per gli Affari Interni, Ylva Johansson, poi ripresa da Ansa.

Nella nota poi si aggiunge quanto di seguito:

L’Ungheria resta impegnata nello Spazio Schengen che purtroppo è diventato frammentato a causa dei prolungati e diffusi controlli alle frontiere interne introdotti a causa della migrazione illegale e delle minacce alla sicurezza“.