Ungheria contro enbargo a petrolio russo

Telefonata tra Orban e Macron sulla sicurezza energetica.
Von del Leyen rassicura.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha discusso in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron di questioni relative alla sicurezza energetica dell’Europa.

Come riporta “Reuters”, a rendere nota la notizia è stato il responsabile stampa di Orban all’agenzia di stampa statale Mti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’Ungheria aveva già espresso le critiche più aspre alla proposta di embargo sul petrolio russo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ieri di aver compiuto progressi nei colloqui con Orban sulla questione, dopo che qualche giorno aveva già annunciato delle concessioni per prolungare la data sull’embargo del petrolio russo proprio ad Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (approfondimento al link).

Ue, concessioni a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca su embargo petrolio russo

Esteso il periodo dell’entrata in vigore dell’embargo.
Data posticipata tra metà e fine 2024.

La Commissione europea ha modificato una proposta di embargo sul petrolio russo, estendendo il periodo prima dell’entrata in vigore dell’embargo in Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

È quanto riporta “Reuters”, aggiungendo che secondo la proposta modificata, l’Ungheria e la Slovacchia continueranno a poter comprare il petrolio russo fino alla fine del 2024, mentre la Repubblica Ceca potrebbe continuare fino a giugno 2024, salvo che Praga non ottenga prima il petrolio attraverso un oleodotto dall’Europa meridionale.

Von der Leyen: la Cina non aiuti la Russia

Ue: Cina contribuisca a fine invasione russa in Ucraina; non aiuti Mosca ad eludere sanzioni.

La Cina non aiuti la Russia.

Questo è quanto richiesto da Ursula con der Leyen a Xi Jinping.

Più precisamente, stando a quanto riporta “Reuters”, la presidente della Commissione europea ha chiesto alla Cina di contribuire a mettere fine all’invasione russa in Ucraina e, come minimo, di non fare nulla che possa aiutare Mosca ad aggirare le sanzioni economiche.

Così la von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa avvenuta in seguito ad un vertice in modalità virtuale con il presidente cinese:

Abbiamo fatto ben presente che la Cina non dovrebbe interferire con le nostre sanzioni“.

Gentiloni: “Non ci faremo ricattare da Mosca sul gas in rubli”

L’ex premier: contratti non prevedono pagamento in rubli.
Sotto analisi il decreto di Putin.

Putin chiede il pagamento in rubli del gas russo tramite decreto.

E su questo, come riporta “Tgcom24”, è intervenuto l’ex premier Paolo Gentiloni, attuale commissario Ue per gli Affari economici:

È un sistema per aggirare le sanzioni e ricattare l’Europa, ma nulla nei contratti glielo consente. È stato emesso poche ore fa, stiamo ancora guardando i dettagli, ma ci sono due cose da dire. Primo: i contratti devono essere rispettati e nei contratti esistenti non c’è obbligo di pagare in rubli. Secondo: non ci faremo ricattare da Mosca“.

Ue al lavoro per fornitura gas

Commissione e Paesi membri si dicono pronti a qualsiasi scenario.
Germania attiva piano emergenziale.

La Commissione europea lavorerà a stretto contatto con i Paesi membri dell’Unione europea per prepararsi alle possibili situazioni relative alla fornitura di gas, dopo che la Germania ha attivato un piano di emergenza per gestire le forniture di gas in caso di potenziale interruzione dei flussi dalla Russia (approfondimento al link).

Stando a quanto riporta “Reuters”, il commissario per la politica climatica della Ue, Frans Timmermans, in conferenza stampa ha dichiarato quanto di seguito:

Siamo pronti per qualsiasi caso del genere. Ovviamente lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per fare in modo che tutti siano preparati per qualsiasi tipo di situazione“.