Cercasi sperma di uomo non vaccinato

Esplose le richieste di sperma da chi non si è vaccinato contro il Covid.
Sempre più diffusa l’idea che il vaccino vada ad inficiare sperma e fertilità.

Cercasi campioni di sperma da uomo non vaccinato contro il Covid.

Merce rara dopo una pandemia e un’immunizzazione di massa, del resto.

Secondo un’inchiesta esclusiva del Daily Mail che ha indagato sul fenomeno, le richieste di sperma di non vaccinati hanno avuto un exploit.

Come riporta Adnkronos, questo succede negli Usa, dove Jonathan David Rinaldi, soprannominato “The Sperminator”, per anni prolifico donatore nel gruppo “Facebook Sperm Donation Usa”, la più grande community di questo tipo negli States, dopo aver visto un “massiccio aumento” delle richieste di sperma da donatori non vaccinati, ha deciso di fondare il suo gruppo.

Le richiesta si stanno espandendo a macchia d’olio ed hanno già raggiunto anche il Regno Unito; sono infatti in costante aumento i gruppi di persone che credono il vaccino vada ad inficiare lo sperma, con tutti i problemi connessi, e la fertilità.

Naim: Italia parte dell’aggressione contro Palestina

“Israele agisce per conto di Usa, Francia, Germania, Regno Unito e italia”.
“Comunità internazionale responsabile. Italia ha inviato truppe”.

L‘Italia è parte dell’aggressione nei nostri confronti.

Lo ha detto al programma Agorà su Rai3 l’ex ministro della Sanità di Hamas e attuale capo del Consiglio per le relazioni internazionali dell’organizzazione a Gaza, Basem Naim.

Come riportato anche da Ansa, le sue parole sono state le seguenti:

Purtroppo, il governo italiano ha scelto ancora una volta la destra, la parte destra della storia. E’ un errore gravissimo che trasforma l’Italia in una delle parti dell’aggressione contro il nostro popolo. Israele oggi non agisce da solo. Israele agisce per conto di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e purtroppo anche dell’Italia, che ha inviato alcune truppe nel Mediterraneo. Come possiamo affrontare tutto questo? Possiamo soltanto dire che la comunità internazionale ha oggi la stessa responsabilità degli israeliani per tutte le stragi commesse ogni giorno contro il nostro popolo“.

Paesi più sanzionati al mondo: ecco la classifica

La lista dei primi 7 Stati per sanzioni attive.
Gli Usa quelli che emettono più sanzioni.

È un tema vecchio ma che il conflitto tra Ucraina e Russia ha riportato all’ordine del giorno tra interessi e curiosità, oltre che aver fatto aggiornare la classifica.

Ma quali sono, ad oggi, i Paesi più sanzionati al mondo? Il The Daily Digest ci fornisce alcuni dati, stilando la classifica dei primi sette Stati al mondo.

Le informazioni sono aggiornate mensilmente e provengono da una serie di fonti governative e non governative, costituite da circa 900 elenchi di controllo o autorità emittenti; questi dati interessano oltre 200 nazioni diverse.

Al settimo posto troviamo il Venezuela con 747 sanzioni.

Sesto in classifica il Myanmar che arriva a contare 908 sanzioni, mentre si piazza quinta la Bielorussia, con 1.417.

Al quarto posto della lista creata dagli analisti di Castellum.AI c’è la Corea del Nord, con 2.152 sanzioni attive.

La Siria è invece il terzo Paese più sanzionato, con un totale di 2.803 sanzioni. A settembre 2020, il Carter Center segnalava che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro la Siria fin dagli anni Settanta.

Stando sempre ai dati di Castellum.AI, l’Iran aveva ricevuto un totale di 3.616 sanzioni prima del 22 febbraio 2022. A settembre 2023, l’Iran ne aveva subite un totale di 4.645 che le garantivano (per così dire) il primato.

Le sanzioni, che la vedono ora al secondo posto, arrivano da Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e Paesi come Australia, Canada, India ed Israele.

Dal 2014 la Russia ha subito 17.854 sanzioni, la maggior parte delle quali è entrata in vigore dopo il conflitto in Ucraina, con Mosca che aveva 2.695 sanzioni prima della guerra e 15.159 dopo febbraio 2022.

Ad aver emesso il maggior numero di sanzioni contro la Russia (3.950) sono gli Stati Uniti, seguiti dal Canada che ne ha emesse 3.105. Ma anche l’Australia, il Giappone, il Regno Unito, la Francia e l’Unione Europea sono stati tra i principali emittenti.

Sorprendentemente, la Svizzera è il terzo Paese ad aver imposto il maggior numero di sanzioni contro la Federazione Russa dal 2014.

Iran: le fiamme delle bombe Usa divoreranno presto Israele

I manifestanti: “Morte alla Francia e all’Inghilterra”.
Dichiarata una giornata di lutto pubblico.

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha condannato l’attacco sull’ospedale di Gaza (approfondimento al link) affermando che “le fiamme delle bombe americano-israeliane divoreranno prestoIsraele.

Centinaia di manifestanti si sono radunati stanotte davanti alle ambasciate di Francia e di Regno Unito nella capitale iraniana Teheran dove, lanciando uova contro i muri del complesso dell’ambasciata francese, i manifestanti hanno gridato “Morte alla Francia e all’Inghilterra“.

Come riporta Ansa, migliaia di persone si sono radunate anche in piazza Palestina, nel centro della capitale iraniana, con il presidente iraniano Raïsi che ha affermato “L’Iran è in luttodichiarando una giornata di “lutto pubblico“, aggiungendo la minaccia che “le fiamme delle bombe lanciate sulle vittime palestinesi divoreranno prestoIsraele.

Gran Bretagna: sanzioni ad aziende turche, svizzere e arabe

Causa le forniture di componenti per uso militare alla Russia.
Rafforzate le sanzioni a Iran e Bielorussia.

Il governo britannico di Rishi Sunak ha annunciato nuove sanzioni contro l’asserita fornitura di componenti per uso militare alla Russia, nell’ambito di un’iniziativa definita dal ministro degli Esteri, James Cleverly, “senza precedenti” nei confronti della macchina bellica “di Vladimir Putin“.

Lo riporta Ansa citando il Foreign Office in una nota e precisando che le misure riguardano altri 22 soggetti fra società e individui, comprese due aziende turche, una svizzera ed una di Dubai (Emirati Arabi Uniti, o Eau).

Inoltre, la Gran Bretagna ha rafforzato le sanzioni contro Iran e Bielorussia, sotto tiro da tempo per la cooperazione militare con Mosca.