Effetto Trump: cala il prezzo di petrolio e gas

Il petrolio cala tra l’1,5% ed il 2,5% al barile.
Il gas alla Borsa di Amsterdam scende dello 0,6%.

Petrolio e gas in calo mentre si guarda alle mosse di Donald Trump sui dazi.

Le parole del presidente americano, secondo quanto riporta Bloomberg, hanno scatenato i timori per una guerra commerciale anche se per i dazi, Trump ha citato solamente Messico e Canada e si è astenuto dal fare riferimento alla Cina e altri Paesi.

Il Wti registra una flessione del 2,5% a 75,91 dollari al barile. Il Brent scende dell’1,5% a 78,92 dollari.

Ad Amsterdam, come riporta ancora Ansa, le quotazioni del gas sono in calo dello 0,6% a 47,58 euro al megawattora.

Gas: la Germania consuma il doppio delle scorte rispetto all’Italia

Ecco i dati di Gas Infrastructure Europe.
Da quando l’Ucraina ha chiuso il flusso di gas russo verso l’Europa aumentano rischi e bollette.

L’Italia consuma in percentuale la metà delle scorte di gas rispetto alla Germania in un giorno.

Lo si apprende dai dati aggregati di Gie (Gas Infrastructure Europe) relativi allo scorso 13 gennaio, stando a quanto riportato da Ansa.

A quella data le scorte europee risultano essere al 64,98%, poco sotto il 65%, a 745,78 TWh, pari al 21,33% del consumo medio annuo di 3.495,22 TWh, con una calo giornaliero dello 0,79%.

In Germania sono scese al 70,88% a 178,28 TWh, pari al 20,48% del consumo medio annuo di 870,13 TWh, con un calo giornaliero dell’1,2%.

Sono al 72,69% le scorte italiane a 145,43 TWh, equivalenti al 21,58% di un consumo medio annuo di 673,87 TWh, con un’erosione giornaliera dello 0,6%.

In calo al 51,42% a 69,16 TWh le scorte francesi, che sono pari al 17,75% di un consumo medio annuo di 389,43 TWh, con un calo giornaliero dell’1%.

Si mantengono nel frattempo sotto quota 48 euro i future sul mese di febbraio al Ttf di Amsterdam, con un calo dell’1,3% a 47,56 euro al Mwh.

Da quando l’Ucraina ha deciso di interrompere il flusso di gas russo verso l’Europa il tema è diventato ancora più caldo: aumenta il rischio di approvvigionamento per l’inverno e, con esso, le bollette (approfondimento al link).

L’Ucraina blocca il passaggio del gas russo: bollette in rialzo per l’Europa

Mosca: decisione presa da Biden, Ue e regime fantoccio di Kiev.
Italia: serve aumento scorte per fronteggiare l’inverno: le bollette aumenteranno.

Il presidente ucraino Zelensky festeggia lo stop al gas russo verso l’Europa, definendola una grande sconfitta per Mosca.

A tale azione, come riporta Tgcom24, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiungendo che Gazprom ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali, ha replicato quanto di seguito:

La responsabilità di fermare la fornitura di gas russo spetta interamente agli Stati Uniti, al regime fantoccio di Kiev e alle autorità degli Stati europei“.

Da una riunione straordinaria del ‘Gas Coordination Group‘ emerge che l‘Unione europeagrazie all’efficiente lavoro preparatorio e al coordinamento nella regione e oltre” non ha “problemi di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas.

Dal lato italiano, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin afferma però che l’Italia possiede “scorte adeguate” di metano, ma che si valuta un aumento degli stoccaggi per affrontare l’inverno con maggiore tranquillità.

La decisione porterà indubbiamente ad un aumento del costo del gas e, quindi, delle bollette per i cittadini.

Germania: stop agli aiuti a Kiev

L’annuncio dopo le indagini sul sabotaggio ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2.
L’Ucraina aveva appena accusato la Germania di non schierarsi con i fatti (euro e armi).

Lo stop agli aiuti militari all’Ucraina da parte della Germania arriva dopo che i procuratori tedeschi hanno concluso le indagini sull’attacco ai gasdotti Nord Stream e Nord Stream, avvenuto il 26 settembre del 2022.

L’esito, come riporta InvestireOggi, ha accertato la responsabilità di militari ucraini, i quali avrebbero sabotato le infrastrutture, a seguito della decisione presa agli alti vertici ucraini durante una notte in cui avevano alzato il gomito.

Il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe stato informato dei fatti ed avrebbe provato a dare il contrordine su intervento della Cia senza però riuscirvi, come riporta Polonia Oggi.

L’attacco ai gasdotti inasprì le tensioni sul mercato del gas al tempo: le forniture russe all’Europa furono parzialmente sospese, mentre il nuovo gasdotto Nord Stream 2, la cui costruzione era stata completata nel 2021, fu reso inutilizzabile.

La stampa parlò allora di auto-sabotaggio russo, al fine di giustificare lo stop alle forniture.

Mosca negò le accuse (approfondimento al link) e addebitò le responsabilità agli Stati Uniti, che a loro volta negarono; dalla stessa Washington, tuttavia, mesi dopo la stampa sostenne che non ci fossero sufficienti prove a carico del Cremlino.

In pratica, lo stop agli aiuti militari in Ucraina può essere letto come una ritorsione tedesca contro Kiev ed arriva nel momento in cui Zelensky segna punti sul terreno bellico, avendo conquistato parte della regione del Kursk con una sorprendente invasione iniziata nelle settimane scorse.

Ad ogni modo, la diffidenza reciproca tra tedeschi ed ucraini non nasce oggi: nei mesi successivi all’occupazione russa, Kiev accusò pubblicamente Berlino di tentennare nello schierarsi con i fatti (euro e armi), in quanto legata ancora a gas e petrolio russi.

La California prima spinge sulle auto elettriche, poi le tassa

Una tassa al miglio per compensare le accise che provenivano da benzina e gas.
Il Canada potrebbe fare lo stesso.

Sedotti ed abbandonati.

Questo è accaduto a chi è stato invogliato e spinto all’acquisto di un’auto elettrica in California.

In poche parole, prima ti spingono a comprare l’auto elettrica per dirti di non inquinare, poi te ne tassano l’utilizzo perchè non inquinando non generi introiti sufficienti per lo Stato.

La California, infatti, sta proponendo quella che chiama Road Charge, in base alla quale gli automobilisti sarebbero esentati dalle tasse statali sul carburante e, invece, pagherebbero una tassa in base a quante miglia percorrono.

Stando a quanto riporta Driving, lo Stato sta chiedendo ai residenti se sono disposti a iscriversi ad un progetto pilota per valutare la fattibilità di tale programma e nello stesso modo si starebbe muovendo il Canada.

Su un sito web dedicato al programma, si legge quanto di seguito:

“Proprio come paghi le bollette del gas e dell’elettricità in base alla quantità di questi servizi che usi, una tassa stradale – chiamata anche tariffa utente basata sul chilometraggio – è un modo equo e sostenibile per finanziare la manutenzione, la conservazione e il miglioramento delle strade per tutti i Californiani. Invece di pagare la tassa statale sul gas, che ha un impatto sproporzionato su coloro che non possono permettersi veicoli più efficienti in termini di carburante, tutti pagherebbero una tariffa per miglio per quanto utilizzano la strada, indipendentemente dal tipo di auto che guidano”.