Germania: preallarme per approvvigionamento gas

I tedeschi proclamano l’early warning.
Stretto monitoraggio dei flussi.

La Germania ha proclamato un “early warning” (preallarme) per una possibile emergenza di approvvigionamento del gas e ha spiegato che la misura è mirata a prepararsi a una possibile interruzione dei flussi di gas naturale dalla Russia.

Come riporta “Italia Oggi”, infatti, il ministro dell’Economia Robert Habeck ha dichiarato che le forniture sono state messe per il momento in sicurezza e che la Germania sta monitorando da vicino i flussi di approvvigionamento con le operazioni di mercato.

La Commissione Ue ha dichiarato che sta lavorando a stretto contatto con i Paesi membri per le problematiche relative alla fornitura di gas, sostenendo di essere pronti a qualsiasi scenario (approfondimento al link).

Banca d’Italia: con questi prezzi le imprese non sopravvivono

Prezzi del gas sale di dieci volte in due anni.
L’allarme si aggiunge a quelli di Confindustria e dei costruttori.

Con questi prezzi del gas le aziende chiudono.

È l’allarme lanciato da Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, che va ad aggiungersi a quelli di Confindustria (approfondimento al link) e dei costruttori (approfondimento al link).

Con i prezzi del gas saliti di dieci volte in due anni, “c’è un grande stress sui consumatori e sulle industrie che non possono sopravvivere con questi prezzi“.

Stando a quanto riporta “Tgcom24”, Visco sottolinea come rispondere a questa difficoltà “non sia responsabilità delle politiche monetarie” ma che importante invece è stata la “forte coordinazione di risposta all’invasione russa dell’Ucraina. È questo l’unico modo di rispondere a questo shock terribile“.

Arera: prezzi gas rientreranno tra fine 2022 e 2024

Fiammata sui prezzi almeno fino al 2024.
Problemi per le aziende se il governo non interviene.

La fiammata sui prezzi del gas resterà almeno fino al 2024.

A dichiararlo è il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, che ha parlato in audizione in Commissione attività produttive della Camera:

“Le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale della crisi fra la fine del 2022 e il 2024“.

Come riporta “Italia Oggi”, lo stesso Besseghini avverte:

“I prezzi del gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni. Le attuali quotazioni dei prodotti forward del gas naturale si aggireranno intorno a circa 100 euro/MWh fino al termine dell’anno in corso, a circa 65 euro/MWh per il 2023 e a circa 45 euro/MWh per il 2024“.

Negli ultimi giorni sia Confindustria (approfondimento al link) che i costruttori (approfondimento al link) si sono rivolti al governo criticandone l’operato: se non interviene, molte aziende chiuderanno nel brevissimo termine.

Ue: serve rifornimento urgente di gas per prossimo inverno

I leader Ue lanciano l’allarme.
Vertice previsto per il 24-25 marzo.

Urge riempire i siti di stoccaggio del gas per il prossimo inverno.

Questo è quanto l’Unione europea dovrebbe iniziare immediatamente a fare per prepararsi al prossimo inverno, nel tentativo di limitare la dipendenza dai combustibili fossili russi.

É quanto diranno i leader Ue in un vertice che si terrà il 24-25 marzo, secondo la bozza delle conclusioni dell’incontro visionata da Reuters.

Più nel dettaglio, si legge quanto di seguito:

“Il riempimento dei depositi di gas in tutta l’Unione dovrebbe iniziare ora. Gli Stati membri e la Commissione coordineranno urgentemente le misure necessarie per garantire livelli adeguati di stoccaggio del gas prima del prossimo inverno”.

Gas, altro +20% in Europa

Toccata la soglia di 99,75 euro al magewattora, poi scesa ad 88 euro.
Ue accusa la Russia, che si difende attaccando la Germania.

Altra impennata del costo del gas, in Europa.

Dopo quello che si è visto recentemente in merito alle bollette di luce e gas (approfondimento al link), ora arriva un altro balzo pari al circa 20% con il prezzo che è arrivato a toccare quota 99,75 euro al megawattora, per poi stabilizzarsi ad 88 euro al megawattora.

Stando a quanto riporta “Tgcom24”, a pesare sono state le ridotte forniture dalla Russia, compensate in parte da spedizioni di gas naturale liquefatto statunitense diretti in Europa.

Sul tema era intervenuto anche il premier russo in prima persona, sostenendo che Gazprom stia mantenendo tutti gli accordi di fornitura a lungo termine; casomai, dice Putin, potrebbe essere che la Germania, che riceve il gas ad un prezzo decisamente inferiore, stia rivendendo il gas all’Ucraina causando questo andamento del prezzo tramite la speculazione a suo favore (approfondimento al link).