Afghanistan: ritiro delle truppe Nato

Dopo 20 anni le truppe lasciano la strategica base aerea di Bagram.
Italia e Germania hanno già ritirato le loro, Biden anticipa il calendario.

Anche le ultime truppe Nato stanno lasciando la base aerea di Bagram, strategica in Afghanistan.

Dopo che Italia, tra l’altro impegnata nel lasciare anche la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti (approfondimento al link), e Germania avevano già ritirato le loro, ora arriva anche il ritiro delle truppe americane con il presidente Biden che anticipa lo sgombero rispetto a quanto previsto da calendario.

L’aeroporto passa sotto il controllo delle forze afgane dopo 20 anni di presenza Nato ed il Paese sembra essere diviso in due tra contenti scontenti: c’è chi lamenta un deterioramento della situazione sul terreno e parla di incertezze per il futuro, mentre altri si dicono soddisfatti della partenza delle truppe occidentali.

Non manca, ovviamente, chi sta a metà mostrando pro e contro:

La loro presenza portava anche lavoro. In tanti adesso si ritrovano senza più niente.

Come segnala Euronews, vi è però un crescente numero di violenze talebane che potrebbe far peggiorare la situazione del Paese aumentando il caos interno.

Putin: risposte rapide e decise a provocazioni

Il presidente russo lamenta azioni ostili ed infondate contro la Russia.
Dalla Russia collaborazione a patto che non si superino le “linee rosse”.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha rivolto il suo annuale discorso agli alti funzionari ed ai rappresentanti di entrambe le camere del Parlamento.

In questa occasione, ha detto che Mosca risponderà in maniera rapida e decisa ad ogni provocazione proveniente da altri Paesi; nel dirlo, Putin ha aggiunto delle lamentele in merito a continue azioni ostili nei confronti della Russia.

Lo stesso Putin ha poi aggiunto che Mosca cerca di mantenere buoni rapporti e relazioni con tutti a livello internazionale, sperando che nessuno degli altri Paesi superi le “linee rosse” della Russia.

Birmania: colpo di Stato militare

Condanna internazionale in merito all’accaduto.
Gli Usa: “grave preoccupazione ed allarme”.

Colpo di Stato militare in Birmania.

In Myanmar poche ore fa è andato in scena un golpe, dove il generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, ha preso il potere accusando la politica di aver falsato le elezioni legislative dello scorso novembre; le stesse decretavano la vittoria schiacciante dei democratici.

Il golpe arriva ad un passo dall’esordio del nuovo Parlamento, dove la Lega nazionale per la democrazia avrebbe avuto la maggioranza

Il capo delle forze armate pare non avere alcuna prova di quanto sostiene e questo, in brevissimo tempo, ha scatenato una condanna internazionale verso l’accaduto.

Su tutti, gli Stati Uniti hanno espresso “grave preoccupazione ed allarme” per la situazione; più precisamente, il segretario di Stato Anthony Blinken ha dichiarato quanto di seguito:

Invitiamo i leader militari birmani a rilasciare tutti i funzionari governativi, i leader della società civile ed a rispettare la volontà del popolo birmano espressa nelle elezioni democratiche.

Hillary Clinton protagonista nella Primavera Araba: pubblicate le mail

Dopo l’Isis, da Segretario di Stato teneva rapporti con i Fratelli Musulmani.
Si parla poi della partnership con il Qatar e del ruolo di Al Jazeera

Sono state recentemente pubblicate le mail di Hillary Clinton, dalla quali risulterebbe che fomentò gli islamisti.

Si parla di circa 35.000 mail tra ricevute ed inviate, usando l’account personale anziché quello istituzionale.

L’allora Segretario di Stato avrebbe tenuto la corrispondenza con i Fratelli Musulmani e ci sarebbe la sua mano dietro alla “Primavera Araba”.

Dopo le passate clamorose dichiarazioni, riportate da diverse testate ancora tre o quattro anni fa, in cui ammetteva di aver creato l’Isis ed al contempo accusava Obama per esserselo fatto sfuggire di mano (pare che la causa fosse la strategia troppo attendista di quest’ultimo), Hillary Clinton torna a far parlare di sé.

Nelle mail si parlerebbe poi della partnership con il Qatar e del ruolo di Al Jazeera, oltre che di altri faccendieri ed intermediari che avevano il compito di svolgere operazioni finanziarie e tenere i rapporti con i gruppi armati in Siria ed in Libia.

Un approfondimento dettagliato è reperibile su “La Nuova Bussola Quotidiana” a questo link.

Protezione militare: Italia e Polonia dovranno pagare gli Usa

Il presidente Trump sposterà le truppe americane dalla Germania verso l’Italia e la Polonia, in quel momento i due Paesi saranno chiamati al pagamento per la protezione militare.

Donald Trump, il presidente a stelle e strisce, ha dichiarato che sposterà le sue truppe dalla Germania verso Polonia ed Italia.

In quel momento, però, come si legge su “Wall Street Cina”, questi ultimi due dovranno pagare gli Usa per la protezione militare fornita.

Il tema è più ampio e riguarda i pagamenti NATO in generale; lo stesso Trump, infatti, ha criticato i membri della stessa NATO per essere in ritardo con il “saldare i loro conti”, riferendosi appunto ai pagamenti per le truppe statunitensi di stanza nei vari Paesi.

Il presidente americano ha poi sollevato la seguente domanda polemica:

Perché gli Stati Uniti proteggono la Germania dalla Russia gratuitamente, mentre Berlino sta pagando miliardi a Mosca per il gas?”.

La presenza militare Usa è forte sia in Polonia che in Italia: nel primo caso ci sono truppe notoriamente movimentate verso il confine ucraino per gli attriti con la Russia, nel secondo si parla di diverse basi militari e decine di bombe atomiche sul territorio (per la precisione 70 delle 180 totali presenti in Europa).