Il Kazakistan firma gli Accordi di Abramo

Telefonata tra Trump, Netanyahu e Tokayev.
Trump: è il primo Paese del mio secondo mandato ad aderire; ma ce ne saranno molti altri: “beati i pacificatori!”

Donald Trump ha annunciato che il Kazakistan, di cui ha ricevuto stasera il presidente, è il primo Paese del suo secondo mandato ad aderire agli accordi di Abramo tra Israele e vari paesi prevalentemente musulmani.

La repubblica dell’Asia centrale ha avuto rapporti diplomatici con Israele per decenni, a differenza dei quattro stati arabi che hanno normalizzato le relazioni con Tel Aviv in base agli accordi originali firmati durante il primo mandato di Trump.

Ho appena tenuto una splendida telefonata tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev. Il Kazakistan è il primo Paese del mio secondo mandato a unirsi agli Accordi di Abramo, il primo di molti. Questo rappresenta un passo importante nella costruzione di ponti in tutto il mondo“, ha scritto il presidente Usa su Truth.

Poi, come riporta Ansa, Trump ha aggiunto quanto di seguito:

Oggi sempre più Nazioni si stanno preparando ad abbracciare la pace e la prosperità attraverso i miei Accordi di Abramo. Presto annunceremo una cerimonia per la firma per renderlo ufficiale, e ci sono molti altri Paesi che stanno cercando di entrare in questo club di forza. Ci sarà molto di più nel processo per unire i Paesi per la stabilità e la crescita ? vero progresso, veri risultati. Beati i pacificatori!“. 

Lavrov: La Russia non ha nessuna intenzione di attaccare un Paese Nato

Mosca si dice anche pronta a dare garanzie ma la Francia crea tensioni e va verso l’invio di 2.000 soldati in Ucraina.
Parolin: coinvolgere la Cina per la pace.

La Russia non ha nessuna intenzione di attaccare un Paese Nato e il ministro degli Esteri Lavrov dice che Mosca è pronta a dare precise garanzie al riguardo.

Intanto, come riporta Tgcom24, il segretario di Stato della Santa Sede Parolin preme sul coinvolgimento della Cina per la pace.

Il tutto mentre il colosso petrolifero Lukoil venderà le sue attività all’estero dopo le sanzioni e Viktor Orban torna ad attaccare l’Unione europea dicendo che “non conta nulla” e che Donald Trump sbaglia su Putin.

Il presidente Usa ha dichiarato che l’annuncio di Vladimir Putin di un test di un missile da crociera a propulsione nucleare non era “appropriato” ed il Cremlino ha replicato dicendo che “Per noi prevalgono i nostri interessi nazionali“.

Ad agitare le acque, però, ci pensa la Francia che è pronta ad inviare 2.000 soldati in Ucraina.

Trump in Giappone ottiene accordi e nomina al Nobel per la pace

Accordi su investimenti e terre rare.
Takaichi: nuova età dell’oro per alleanza Giappone-Usa; e lo nomina la Nobel per la pace.

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi si sta preparando a raccomandare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il premio Nobel per la pace e sta prendendo accordi per informarlo delle sue intenzioni, ha riferito NTV, citando diverse fonti governative.

La stessa decisione, secondo i media nipponici, era stata presa dall’ex premier Shinzo Abe nel 2019, durante il primo mandato di Trump, su richiesta del governo degli Stati Uniti, per il suo ruolo nell’apertura dei colloqui e nella riduzione delle tensioni con la Corea del Nord.

In quella occasione, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump aveva raccontato che il leader giapponese gli aveva consegnato “la più bella copia” di una lettera di candidatura di cinque pagine

Come riporta La Repubblica, Trump in Giappone è stato accolto come un re al Palazzo imperiale dal nuovo imperatore Naruhito.

Il tycoon ha incontrato la ultraconservatrice Sanae Takaichi, prima donna premier nella storia del Giappone, a cui ha chiesto l’aumento delle spese militari ed a discusso di accordi su terre rare ed investimenti giapponesi negli Usa fino a 550 miliardi.

La premier nipponica ha affermato che vuole “realizzare una nuova età dell’oro per l’alleanza Giappone-Usa“.

Nell’incontro a Tokyo, la Takaichi ha anche ringraziato Trump per la “sua amicizia” con il suo predecessore Shinzo Abe, assassinato tre anni fa.

Dal canto suo il presidente americano ha affermato: “Ho sempre nutrito grande amore e rispetto per il Giappone. Voglio assicurarvi che questo sarà un rapporto speciale. Siamo alleati ai massimi livelli“. Poi si è congratulato con Takaichi per essere la prima donna premier: “È un grande traguardo“.

Sachs: la guerra finisce se l’Ucraina rinuncia alla Nato

L’economista della Columbia: Europa guerrafondaia. E Zelensky non ha un grammo di attitudine al compromesso politico.

La Russia non fermerà la guerra. Perché l’Ucraina insiste sull’adesione alla Nato.

Mentre il conflitto è un progetto a lungo termine del complesso militare-industriale (Mic) statunitense ed europeo che risale a più di 30 anni fa; il Mic sta guadagnando molto dalla guerra e sta testando i suoi nuovi sistemi d’arma. E quindi vuole che la guerra continui.

Parola di Jeffrey Sachs, economista della Columbia, che in un’intervista al Fatto Quotidiano ripresa poi da Open.online dice la sua su Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

Per fermarla ci vuole una soluzione politica. E questo anche perché Mosca ha lo slancio e il vantaggio sul campo di battaglia. La posizione di Zelensky non ha un grammo di attitudine al compromesso politico“.

E questo perché “insiste sull’adesione dell’Ucraina alla Nato, sulla restituzione di tutti i territori, compresa la Crimea, e persino sul pagamento di risarcimenti da parte della Russia. Ma perché la Russia dovrebbe accettare un cessate il fuoco con Zelensky a queste condizioni?

Mentre Donald Trump, come Zelensky, “evita la politica reale. Vuole che i combattimenti cessino senza ammettere chiaramente che servirebbe dichiarare la fine della strategia di allargamento della Nato e stabilire una neutralità dell’Ucraina, e senza fare altre concessioni alle preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza“.

Secondo Sachs i politici europei – in particolare Keir StarmerEmmanuel Macron e Friedrich Merz – sono semplicemente dei guerrafondai. Sospetto ormai che siano semplicemente degli agenti della propria industria degli armamenti. E, in ogni caso, sono profondamente detestati e diffidati dai propri cittadini. Sono politici falliti. L’opinione pubblica non vuole altre guerre“.

Quella in Ucraina, dice l’economista, “è un progetto a lungo termine del complesso militare-industriale (Mic) statunitense ed europeo che risale a più di 30 anni fa, quando fu concordato il progetto di allargamento della Nato. Il Mic ha commesso un grave errore di calcolo, credendo che la Russia avrebbe ceduto da tempo alle pressioni, alle sanzioni e alle armi occidentali. Nonostante tutti gli errori e i calcoli sbagliati del Mic, esso sta guadagnando molto dalla guerra e sta testando i suoi nuovi sistemi d’arma. In breve, vuole che la guerra continui“.

Il presidente degli Stati Uniti invece “vuole solo che la guerra finisca e poi ricevere tutti i riconoscimenti pubblici che ne possono derivare (compreso il Premio Nobel per la Pace), ma non vuole fare nulla di veramente definitivo, come ad esempio ammettere la fine dell’allargamento della Nato. Vuole la pace senza politica. È debole, ignorante in materia di storia e pigro“.

Trump firma accordo con premier Australia su terre rare

L’accordo permetterà agli Usa più margine di manovra con Pechino.
Nell’incontro sono stati discussi anche dazi, sottomarini (in chiave anti cinese) ed equipaggiamento militare.

Firmiamo un accordo sui minerali critici e le terre rare con l’Australia, che è stato negoziato negli ultimi 4-5 mesi“: lo ha detto Donald Trump nell’ incontro allo studio Ovale col premier australiano Anthony Albanese, aggiungendo che in agenda ci sono anche dazi, sottomarini, equipaggiamento militare.

Come riporta Ansa, l’accordo, firmato nella cabinet room, consente agli Usa di avere più margine di manovra con Pechino, dopo la stretta cinese sul settore.

L’iter per i sottomarini americani a Canberra nell’ambito dell’accordo Aukus, l’alleanza Usa-Gb-Australia in chiave anti cinese, “procederà rapidamente“, ha detto Trump.