Ungheria: primo “scandalo” del nuovo premier Magyar

Aveva promesso di combattere il nepotismo, il clientelismo e la corruzione di Orban; ma ha nominato subito Ministro della Giustizia il marito della sorella.

Il nuovo Primo Ministro ungherese, Peter Magyar, ha promesso di combattere il nepotismo, il clientelismo e la corruzione di Viktor Orban.

Poi, però, ha nominato il marito della sorella, Marton Melletti-Barna, Ministro della Giustizia.

Come riporta Giubbe Rosse, Magyar insiste sul fatto che la nomina sia avvenuta solo in base ai meriti.

Bulgaria: vince il filo-russo e euroscettico Radev

Vittoria dell’ex presidente che ha presentato un programma filo-russo ed anticorruzione.
Ue preoccupata: potrebbe diventare la nuova Ungheria di Orban.

L’ex presidente bulgaro Rumen Radev ha conquistato il primo posto alle elezioni parlamentari con il 44,48% dei voti.

Il suo programma filo-russo ed anticorruzione ha riscosso un forte consenso tra gli elettori del Paese più povero dell’Unione europea.

Secondo i dati non ancora definitivi ma ormai sicuri, questo risultato conferisce alla coalizione “Bulgaria Progressista” di Radev, guidata dal 62enne, la maggioranza assoluta di almeno 132 seggi nel parlamento di 240 seggi.

Radev, che ha guidato il Paese dal 2017 al 2026, si è dimesso a gennaio per candidarsi alle elezioni parlamentari, e la sua vittoria rimescola le carte per la formazione del governo.

La vittoria di Radev suscita timori nell’Unione europea per le sue posizioni euroscettiche e filorusse.

Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, come riporta RaiNews, la Bulgaria infatti potrebbe diventare la nuova spina nel fianco Est dell’UE e della Nato.

Magyar: l’Ungheria rimuoverà il veto sul prestito all’Ucraina ma non metterà soldi

Messaggio chiaro del nuovo premier all’UE: sblocchiamo il prestito ma non lo paghiamo; e ci sbloccate i fondi.
Anche Repubblica Ceca e Slovacchia non metteranno soldi.

Il neoeletto presidente ungherese Peter Magyar ha dichiarato che l’Ungheria rimuoverà il veto sul pacchetto di aiuti UE da 90 miliardi di euro all’Ucraina, perchè la decisione è già stata presa al vertice di dicembre e non c’è motivo di riaprirla.

Allo stesso tempo, però, l’Ungheria non parteciperà al prestito a causa delle difficoltà finanziarie del Paese. Nel vertice di dicembre, anche Repubblica Ceca e Slovacchia avevano già detto che non avrebbero partecipato finanziariamente al prestito.

Magyar, come riporta Giubbe Rosse, ha poi spostato l’attenzione sullo sblocco di circa 17 miliardi di euro di fondi UE attualmente congelati per via delle politiche del governo precedente.

Il primo messaggio del nuovo premier ungherese è dunque chiaro: sblocchiamo i fondi per l’Ucraina ma i soldi li mettete voi e intanto ci date anche i fondi che erano congelati.

Elezioni Ungheria, Trump: Orban ha fatto un grande lavoro

Il presidente americano interviene via telefono al comizio del premier ungherese: ha salvato l’Ungheria non facendola invadere dall’immigrazione; siamo con voi fino alla fine.

Viktor Orbansta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d’assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico“.

Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo telefonicamente al comizio del premier ungherese con il vicepresidente JD Vance a Budapest.

Se non pensassi che stia facendo un buon lavoro, non farei una telefonata così. Siamo con voi fino in fondo“, ha aggiunto Trump come riportato da Ansa, appoggiando la linea di Orban sull’immigrazione: il premier ungherese, ha detto, non ha permesso che fossero “violati i confini” ungheresi, nonostante le “pressioni” subite e “gli errori dei giudici

Spinta ungherese: Ue chiede all’Ucraina di ispezionare l’oleodotto Druzhba

Kiev incolpa Mosca di sabotaggio ma non apre alle ispezione Ue e minaccia Orban se non sblocca i fondi europei per l’Ucraina.

La Commissione europea ha chiesto all’Ucraina di consentire agli ispettori di verificare i danni all’oleodotto Druzhba, in linea con una richiesta chiave dell’Ungheria che mantiene il veto su un prestito critico di 90 miliardi di euro per l’Ucraina fino a quando l’oleodotto non sarà nuovamente operativo (approfondimento al link).

Kiev non ha ancora risposto alla richiesta formale della Commissione, presentata giovedì e, inoltre, Zelesnky aveva minacciato il premier ungherese di azioni militari nel caso in cui non avesse sbloccato i fondi europei destinati all’Ucraina (approfondimento al link).

Stiamo discutendo e contattando intensamente l’Ucraina su questo tema, come già avviene da un paio di settimane“, ha dichiarato un portavoce della Commissione. “Abbiamo proposto una missione per ispezionare il gasdotto verso l’Ucraina“, ha aggiunto il portavoce della Commissione, che ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli.

Bruxelles insiste sul fatto che deve ricevere l’approvazione di Kiev prima di poter determinare la portata e lo scopo della missione. La situazione è la prima per la Commissione, che non ha mai effettuato un’ispezione di questo tipo e non ha precedenti legali in uno straordinario battibecco tra l’Ungheria, che accusa l’Ucraina di sabotaggio, e Kiev, che incolpa la Russia.

L’ispezione potrebbe includere rappresentanti dei dipartimenti energetici della Commissione, degli Stati membri, dell’Ucraina e del settore privato.

Come riporta Euronews, non è stato immediatamente chiaro se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky la approverà.