Panama: via ai rimpatri forzati dei migranti

Voli interamente finanziati dagli Usa.
Sono arrivati attraversato il Darién, la giungla più pericolosa del mondo.

Prenderanno il via da domani i voli per rimpatriare i migranti entrati nel territorio di Panama dopo aver attraversato la pericolosa giungla del Darién, al confine con la Colombia.

Lo ha annunciato il presidente panamense, José Raúl Mulino, a margine di una visita ufficiale in Repubblica Dominicana:

Me ne rammarico nel profondo dell’anima, perché so che molti di loro fuggono dalla crisi in Venezuela; ci sono famiglie dilaniate, bambini di cinque o sei anni i cui genitori sono morti durante il viaggio e ora li abbiamo nei rifugi a Panama e non sappiamo chi sono né come si chiamano“.

Il capo dello Stato, poi, ha confermato che i voli sono finanziati da Washington senza alcun costo per Panama.

Come riporta Ansa, oltre 200 mila persone hanno già attraversato quest’anno il Darièn, ovvero circa 100.000 in meno rispetto allo scorso anno dopo che il neo presidente ha disposto la costruzione di recinzioni e la chiusura dei sentieri maggiormente utilizzati dai migranti per orientarsi nella giungla più pericolosa del mondo.

Nel 2023, più di mezzo milione di persone hanno attraversato il Darién, nonostante i grandi pericoli che comporta, tra fiumi impetuosi, animali selvatici e gruppi criminali.

Gli Usa offrono la grazia a Maduro se lascia il potere

Il leader venezuelano è incriminato dal dipartimento di Giustizia americano.
Offerti 15 milioni di dollari per informazioni che potessero portare al suo arresto.

Gli Stati Uniti stanno tenendo una serie di colloqui segreti per convincere il presidente venezuelano Nicolas Maduro a lasciare il potere in cambio della grazia.

Lo riporta Ansa citando fonti informate al Wall Street Journal secondo le quali l’amministrazione Biden ha messo “tutto sul tavolo” per convincere il leader venezuelano ad andarsene prima della fine del suo mandato a gennaio.

Maduro deve affrontare una serie di incriminazioni da parte del dipartimento di Giustizia americano e nel 2020 gli Usa hanno messo una ricompensa di 15 milioni di dollari per informazioni che potessero portare al suo arresto.

Russia: Putin vince con l’88% dei consensi

Stampa e politici occidentali attaccano la vittoria ma si rendono ridicoli da soli.
Russia più compatta che mai: è forse proprio questo a generare invidia.

Vladimir Putin si conferma Presidente della Federazione Russa. E lo fa con percentuali bulgare che sono l’ennesimo plebiscito di un leader amato dal suo popolo.

Putin, infatti, è stato rieletto con quasi l’88% dei consensi e, mentre dal lato dell’Ue e degli Usa c’è chi etichetta le elezioni come “irregolari”, altri leaders mondiali si complimentano con lui.

Corea del Nord, Cuba e Venezuela sono stati forse i primi a congratularsi col rieletto presidente e lo hanno fatto con frasi importanti. “straordinaria vittoria”, “congratulazioni per la vittoria e la partecipazione democratica”, “chiaro segno del riconoscimento della sua amministrazione da parte del popolo russo”.

Testate Occidentali pubblicano un video in cui si prova ad accusare il leader russo di aver manipolato le elezioni, ma sono proprio loro stesse a definire il video “non verificabile: risulta curioso come sia possibile pubblicare notizie ammettendo che non si sa siano delle fake news o meno.

Il tutto, inoltre, senza dimenticare gli scandali delle elezioni Usa o quando alcuni leader politici vengono messi a capo di nazioni Ue senza passare per elezioni democratiche; insomma, come diceva Dante, “Un bel tacer non fu mai scritto”.

Ancora, stampa e politici occidentali insinuano che la Russia sia un Paese con delle fratture interne; in questo caso, se un Paese che vota compatto per l’88% ha delle fratture interne, non osiamo pensare in che condizioni possano versare gli altri Stati in giro per il mondo.

Quello che Putin è riuscito a fare per il suo Paese sembra un lontano ed opaco miraggio per l’Ue, la Nato e l’Occidente in generale che provano in tutti i modi ad imporre (spesso con buona pace della democrazia) le proprie politiche, ottenendo infatti un sempre crescente scontento interno.

Lavrov a Cuba: basta embargo illegale Usa

I due Paesi convengono: Serve un ordine mondiale più democratico; Occidente si ostina a ignorare Carta Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, da ieri sull’isola caraibica nel quadro di un tour in America Latina che lo porterà anche in Venezuela e in Brasile, ha criticato gli Stati Uniti per “l’embargo economico, commerciale e finanziario illegale” di Washington contro Cuba.

L’inviato del presidente Vladimir Putin, secondo l’agenzia Prensa Latina, ha chiesto al governo di Joe Biden di “porre fine a questa vergognosa politica” contro Cuba e di rimuoverlo dalla lista dei presunti sponsor del terrorismo.

All’Avana, come riporta Ansa, il ministro russo ha incontrato il suo omologo cubano, Bruno Rodríguez, al quale ha espresso l’intenzione di promuovere i legami della Russia con organizzazioni d’integrazione come la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (Celac), l’Alleanza bolivariana per le Americhe (Alba) e con la Comunità caraibica (Caricom).

Nel corso dell’incontro Lavrov e Rodríguez hanno concordato su aspetti come la “necessità di avere un ordine mondiale più democratico“, basato sui postulati della Carta delle Nazioni Unite, che, a loro dire, “l’Occidente si ostina a ignorare“.

Paesi più sanzionati al mondo: ecco la classifica

La lista dei primi 7 Stati per sanzioni attive.
Gli Usa quelli che emettono più sanzioni.

È un tema vecchio ma che il conflitto tra Ucraina e Russia ha riportato all’ordine del giorno tra interessi e curiosità, oltre che aver fatto aggiornare la classifica.

Ma quali sono, ad oggi, i Paesi più sanzionati al mondo? Il The Daily Digest ci fornisce alcuni dati, stilando la classifica dei primi sette Stati al mondo.

Le informazioni sono aggiornate mensilmente e provengono da una serie di fonti governative e non governative, costituite da circa 900 elenchi di controllo o autorità emittenti; questi dati interessano oltre 200 nazioni diverse.

Al settimo posto troviamo il Venezuela con 747 sanzioni.

Sesto in classifica il Myanmar che arriva a contare 908 sanzioni, mentre si piazza quinta la Bielorussia, con 1.417.

Al quarto posto della lista creata dagli analisti di Castellum.AI c’è la Corea del Nord, con 2.152 sanzioni attive.

La Siria è invece il terzo Paese più sanzionato, con un totale di 2.803 sanzioni. A settembre 2020, il Carter Center segnalava che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro la Siria fin dagli anni Settanta.

Stando sempre ai dati di Castellum.AI, l’Iran aveva ricevuto un totale di 3.616 sanzioni prima del 22 febbraio 2022. A settembre 2023, l’Iran ne aveva subite un totale di 4.645 che le garantivano (per così dire) il primato.

Le sanzioni, che la vedono ora al secondo posto, arrivano da Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e Paesi come Australia, Canada, India ed Israele.

Dal 2014 la Russia ha subito 17.854 sanzioni, la maggior parte delle quali è entrata in vigore dopo il conflitto in Ucraina, con Mosca che aveva 2.695 sanzioni prima della guerra e 15.159 dopo febbraio 2022.

Ad aver emesso il maggior numero di sanzioni contro la Russia (3.950) sono gli Stati Uniti, seguiti dal Canada che ne ha emesse 3.105. Ma anche l’Australia, il Giappone, il Regno Unito, la Francia e l’Unione Europea sono stati tra i principali emittenti.

Sorprendentemente, la Svizzera è il terzo Paese ad aver imposto il maggior numero di sanzioni contro la Federazione Russa dal 2014.