1.700 esuberi previsti su un totale di 4.000 posti di lavoro.
Collaborazione con la cinese Midea per fronteggiare la crisi negli Usa ma non in Europa.
Electrolux licenzia il 40% della forza lavoro in Italia e chiude lo stabilimento di Cerreto d’Esi in provincia di Ancona.
La debolezza della domanda in Europa, l’incremento dei costi di produzione dovuto in parte anche al caro energia e la crescente pressione competitiva hanno portato il Gruppo a prendere la decisione di “adattare il proprio assetto industriale allo scopo di garantire efficienza nel lungo periodo“, provocando le ire dei sindacati che in un comunicato congiunto hanno indetto 8 ore di sciopero nazionale.
Sono 1.700 gli esuberi previsti dal piano di ristrutturazione aziendale su un totale di 4.000 dipendenti: oltre alla chiusura dell’impianto marchigiano in cui si producono le cappe da cucina, sarà ridotto il numero di lavoratori anche nelle altre quattro sedi italiane, ovvero Porcia (Friuli, produzione di lavatrici), Susegana (Veneto, produzione di frigoriferi e congelatori), Forlì (Romagna, produzione di forni e piani cottura) e Solaro (Lombardia, produzione di lavastoviglie).
Per fronteggiare la crisi, come riporta HDblog.it, Electrolux ha avviato una stretta collaborazione con la cinese Midea negli Stati Uniti, strada che tuttavia il Gruppo non seguirà in Europa come invece auspicato dai sindacati.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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