Mosca: Usa lavorano per sostituire l’arrogante Zelensky

Lo dichiara l’intelligence russa.
Uno scenario potrebbe essere quello di indire elezioni presidenziali e parlamentari in Ucraina.

Il dipartimento di Stato americano sta lavorando per rimuovere l'”arroganteVolodymyr Zelensky: lo ha affermato il servizio di intelligence estera russo (Svr) in una dichiarazione vista dalla Tass.

Più precisamente, come riporta Ansa, si afferma quanto di seguito:

Secondo le informazioni ottenute dall’Svr, il Dipartimento di Stato americano continua a lavorare su scenari di sostituzione dell’attuale leadership in Ucraina, se necessario. Tra gli altri modi ‘legittimi’ di rimuovere l'”estremamente arrogante” Zelensky, Washington sta valutando la possibilità di indire elezioni presidenziali e parlamentari in Ucraina in mezzo alle continue ostilità con la Russia l’anno prossimo“.

Guerra in Ucraina e Medio Oriente: vertice a Berlino

Presenti solo Usa, Germania, Francia e Gran Bretagna.
La Polonia lamenta l’esclusione in quanto è la frontiera dell’Ue.

Venerdì a Berlino si è tenuto un vertice sulla guerra in Ucraina e sulla situazione in Medio Oriente.

A Berlino si sono riuniti i rappresentanti dei governi degli Stati Uniti (Joe Biden), della Francia (Emmanuel Macron), della Germania (Olaf Scholz) e della Gran Brettagna (Keir Starmer).

Inizialmente la riunione si sarebbe dovuta svolgere a metà ottobre a Ramstein in Germania ma è stata spostata a causa dell’uragano Milton negli Stati Uniti.

Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Paweł Wroński ha commentato il vertice sottolineando che la Polonia sarebbe dovuta essere presa in considerazione alla riunione a Berlino perché è fortemente impegnata dell’aiuto dato all’Ucraina a diversi livelli.

Inoltre, come riporta Polonia Oggi, Wroński ha osservato che circa il 90% degli aiuti per l’Ucraina transitano attraverso la Polonia.

Altresì, il portavoce del Ministero degli Affari ha espresso la sua sorpresa per l’assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’incontro a Berlino

Kim invia 12.000 uomini al fianco della Russia

Seul scende attivamente in campo a favore di Mosca nel conflitto con l’Ucraina.
Il primo contingnete di 1.500 soldani norcoreani sarebbe già a Vladistok.

La Corea Nord ha deciso di inviare quattro brigate per un totale di 12.000 soldati a sostegno della Russia nella sua guerra contro l’Ucraina.

Lo riferisce la Yonhap, citando l’intelligence di Seul, con la notizia poi ripresa da Ansa.

Il primo contingente di 1.500 soldati nordcoreani a supporto della guerra della Russia all’Ucraina sono stati mobilitati e sono a Vladivostok, riferisce sempre Yonhap, citando funzionari di Seul.

Ucraina: controlli nei locali per cercare chi non è registrato al servizio di Leva

“Raid” dei reclutatori in diverse città.
Alcune persone sarebbero state trattenute.

In diverse città ucraine sono stati registrati raid dei reclutatori che hanno controllato i documenti degli uomini, a caccia di non registrati per il servizio di leva.

Alcuni, secondo quanto riferito, sono stati trattenuti.

A riportare la notizia sono Rai News, il Dailymotion ed altre testate.

Ue: autorizzato uso di armi su territorio russo. Guerra mai così vicina

La decisione del Parlamento europeo ci spinge praticamente in guerra.
Tajani: “Noi contrari ma sosteniamo Kiev”.

L’Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi militari legittimi in Russia: così il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato una risoluzione che chiede un maggiore sostegno all’Ucraina da parte degli Stati membri.

Come riporta Affaritaliani, il testo è stato approvato con 425 voti favorevoli, 131 contrari e 63 astenuti.

Sono stati approvati anche i paragrafi 8 e 9 della risoluzione, che invitano i Paesi membri a consentire l’uso delle armi fornite a Kiev per colpire obiettivi militari in territorio russo.

Il paragrafo 8, approvato con 377 voti a favore, 191 contrari e 51 astenuti, “invita gli Stati membri a revocare immediatamente le restrizioni all’uso dei sistemi d’arma occidentali forniti all’Ucraina contro legittimi obiettivi militari sul territorio russo“.

Un divieto in tal senso, aggiunge il testo della risoluzione, “ostacola la capacita’ dell’Ucraina di esercitare pienamente il suo diritto all’autodifesa” ai sensi del diritto internazionale e lascia il Paese esposto ad attacchi contro la sua popolazione e le sue infrastrutture.

Nel paragrafo 9, l’Eurocamera sottolinea che le forniture insufficienti di munizioni e armi e le restrizioni al loro utilizzo rischiano di compromettere gli sforzi compiuti finora e “deplora profondamente la riduzione del volume finanziario degli aiuti militari bilaterali all’Ucraina da parte degli Stati membri, nonostante le energiche dichiarazioni rilasciate all’inizio dell’anno in corso” e “ribadisce il suo invito agli Stati membri a rispettare l’impegno assunto nel marzo 2023” di consegnare un milione di munizioni all’Ucraina, di accelerare le forniture di armi, in particolare di moderni sistemi di difesa aerea e altri tipi di armi e munizioni, compresi i missili Taurus.

La risoluzione chiede infine la “rapida attuazione degli impegni congiunti in materia di sicurezza contratti tra l’Ue e l’Ucraina” e ribadisce la posizione secondo cui “tutti gli Stati membri dell’Ue e gli alleati della Nato dovrebbero impegnarsi collettivamente e individualmente a fornire sostegno militare all’Ucraina con almeno lo 0,25 per cento del loro Pil annuo“.