Edison firma accordo per impianto nucleare in Francia entro il 2035

La firma è avvenuta in occasione del Forum Economico Franco-Italiano, parallelamente al Vertice di Antibes tra Meloni e Macron.

Edison ha sottoscritto insieme a Edf, Nuward e agli operatori dell’industria e della filiera nucleare italiana una dichiarazione di Intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia Small Modular Reactor (SMR) di Nuward, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.

La firma, come riporta Ansa, è avvenuta in occasione del Forum Economico Franco-Italiano parallelamente al vertice intergovernativo di Antibes tra il Presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni.

La dichiarazione di intenti, che si basa sugli accordi già in essere tra Edison, Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Maire, Edf, Framatome, Tractebel, Arabelle Solutions, Ain e Gifen, è avvenuta a margine del Vertice di Antibes e rafforza ulteriormente la cooperazione industriale franco-italiana coinvolgendo anche l’associazione italiana attrezzature a pressione, Atb Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e WeBuild.

Con questa dichiarazione gli operatori chiave della filiera industriale italiana del nucleare si impegnano a “contribuire attivamente a questa cooperazione strategica che riconosce l’eccellenza dell’industria italiana, il suo ruolo chiave nel progresso delle tecnologie nucleari e l’impatto positivo che questa porterà in termini di benefici economici e occupazionali per il sistema Paese“, si legge in una nota.

Con la dichiarazione di intenti firmata oggi puntiamo a sviluppare un modello di cooperazione per lo sviluppo della tecnologia nucleare valorizzando le competenze già presenti in Italia e Francia e facendo sistema a livello europeo affinché le sfide della transizione energetica siano un’opportunità di sviluppo industriale per tutta l’area“, afferma Nicola Monti, amministratore delegato di Edison.

Indice qualità della vita: la Polonia davanti all’Italia

Il report analizza aspetti come sicurezza, potere d’acquisto, sanità, ambiente e trasporti.
Lussemburgo, Olanda e Danimarca sul podio.

La Polonia si è classificata al 37° posto nel ranking mondialeQuality of Life Index 2025” di Numbeo (un software che consente di visualizzare, condividere e confrontare informazioni riguardo al costo della vita nel mondo), migliorando di due posizioni rispetto alla precedente edizione.

Il rapporto analizza diversi aspetti della qualità della vita, tra cui potere d’acquisto, sicurezza, costi della vita, sanità, ambiente e trasporti.

Tra i punti di forza della Polonia figurano la sicurezza, il tempo degli spostamenti, il potere d’acquisto e il rapporto tra prezzo degli immobili e reddito.

Il Paese si è classificato al 22° posto per sicurezza e al 32° per potere d’acquisto; le principali debolezze, invece, riguardano invece il sistema sanitario, il clima, la qualità dell’aria e i costi della vita.

La sanità polacca, come riporta Polonia Oggi, ha ottenuto una valutazione relativamente bassa, ma a influenzare maggiormente il punteggio complessivo abbassandolo drasticamente sono stati in realtà il clima e l’inquinamento.

Secondo il ranking, il miglior Paese al mondo per qualità di vita è il Lussemburgo, seguito da Paesi Bassi e Danimarca.

La Polonia, pur superando in classifica alcuni Paesi sviluppati come Italia e Grecia, resta indietro rispetto a stati come Lituania, Estonia e Croazia.

Ue: no a deroghe al Patto di stabilità per le spese sull’energia

Respinta la richiesta italiana dovuta alla crisi energetica causata dal guerra.
Gill: abbiamo presentato ai Paesi una gamma di opzioni per affrontare la crisi, la deroga al Patto è esclusa.

La posizione della Commissione europea non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni a loro disposizione per affrontare l’attuale crisi energetica. Al momento non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra queste opzioni, perché riteniamo che la gamma di strumenti presentata debba restare entro un quadro di vincoli fiscalmente responsabili. Naturalmente osserviamo l’evoluzione della situazione“.

Lo ha detto all’ANSA il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, interpellato sulla richiesta italiana di estendere le deroghe del Patto di stabilità anche alle spese per la crisi energetica (approfondimento al link).

Ue: previsto calo demografico del 12% entro il 2100

Ecco le statistiche con le previsione di quanto aumenteranno o diminuiranno i Paesi europei.
Si tiene conto anche della possibile migrazione.

In Europa la natalità è in calo e la popolazione sta invecchiando.

Le ultime proiezioni di Eurostat indicano che tra il 2025 e il 2100 la popolazione dell’UE dovrebbe ridursi dell’11,7%. Passerà da 452 milioni a 399 milioni di abitanti, con un calo di 53 milioni di persone entro l’inizio del prossimo secolo.

Questa previsione, come riporta Euronews, include anche la possibile migrazione.

Il cambiamento demografico previsto in Europa varia molto da Paese a Paese.

Alcuni Stati avranno più abitanti nel 2100 rispetto al 2025, mentre molti altri vedranno diminuire la loro popolazione.

Tra 30 Paesi europei, 12 dovrebbero registrare una crescita della popolazione, mentre 18 sono destinati a un calo entro il 2100.

Lettonia (−33,9%), Lituania (−33,4%), Polonia (−31,6%) e Grecia (−30,1%) dovrebbero subire le diminuzioni più forti, tutte superiori al 30%. In pratica, questi Paesi potrebbero perdere entro il 2100 più di tre abitanti su dieci.

Il calo sarà superiore al 20 % anche in Bulgaria (−28%), Croazia (−27%), Slovacchia (−26,7%), Romania (−24,3%), Italia (−24%) ed Ungheria (−22,5%). È l’equivalente, più o meno, di perdere circa una persona su quattro in questi Paesi, un dato molto significativo.

La diminuzione della popolazione sarà compresa tra il 10 % e il 20 % in Portogallo (−19,3%), Estonia (−19,1%), Cechia (−11,5%), Finlandia (−10,7%), Slovenia (−10,6%) e Germania (−10,6%).

Al contrario, tre Paesi europei dovrebbero crescere di oltre il 25%, sebbene abbiano popolazioni relativamente piccole: Lussemburgo (+36,4%), Islanda (+27,1%) e Malta (+26%).

Svizzera (+16,9 %), Irlanda (+14,6 %), Norvegia (+11,8 %) e Svezia (+10 %) sono altri Paesi per i quali si prevede un aumento demografico superiore al 10%.

Quasi un milione di posti da coprire, competenze che non si trovano, carriere discontinue: come cambia il lavoro in Italia

AI, percorsi sempre meno lineari, job hopping e le nuove aspettative di Millennials e Gen Z stanno ridefinendo il mercato. Con Cambia rotta!, pubblicato da Il Sole 24 ORE, Angelo Spinalbelli propone una guida pratica per leggere il cambiamento e riposizionarsi.

Quasi un milione di posti di lavoro da riempire nei prossimi 4 anni, competenze che cambiano più velocemente di quanto si riesca ad aggiornarle, carriere sempre meno lineari. Come ci si orienta in un mercato del lavoro che si trasforma strutturalmente? È la domanda al centro di Cambia rotta! Guida pratica per riposizionarsi nel mondo del lavoro, il nuovo libro di Angelo Spinalbelli, imprenditore e coach, pubblicato da Il Sole 24 ORE S.p.A.

I numeri descrivono una forte pressione. Secondo i dati provenienti dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, tra il 2026 e 2029 la filiera del Made in Italy (meccatronica, agroalimentare, legno e arredo, moda, filiera del commercio e turismo) potrebbe arrivare ad assumere oltre 900 mila lavoratori, ma per molti profili professionali la difficoltà di reperimento raggiunge il 55% delle assunzioni.

Da anni ormai cresce il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle effettivamente disponibili. Il LinkedIn Work Change Report 2025 sottolinea che chi entra oggi nel mercato del lavoro avrà quasi il doppio delle posizioni lavorative rispetto a chi ha iniziato la propria carriera quindici anni fa, e entro il 2030 il 70% delle competenze richieste nei lavori attuali sarà destinato a cambiare, anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale. 

È dentro questo contesto che nasce Cambia rotta!, un volume che affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: aiutare professionisti, manager, lavoratori autonomi e persone in fase di transizione a leggere il cambiamento, capire dove si trovano e costruire una nuova direzione professionale, trasformando l’incertezza in consapevolezza e la crisi in opportunità.

Angelo Spinalbelli è imprenditore, autore e coach, con una carriera costruita tra vertici aziendali e formazione manageriale. Ha fondato a Verona la rete di coworking CozyWork. È già autore di Superhost – Come guadagnare con gli affitti brevi senza avere un immobile di proprietà e, in seguito alla perdita della figlia Martina, ha sviluppato il metodo Avanti, Indietro, Vai, nato per aiutare le persone a superare i grandi traumi della vita e rialzarsi. Nel corso degli anni si è specializzato nell’Employee Coaching, lavorando su motivazione, resilienza e performance di dirigenti e collaboratori, e nella selezione del personale, affiancando le aziende nei processi di recruiting per individuare non solo competenze tecniche, ma anche mindset e potenziale umano.

«Il momento giusto per cambiare rotta arriva quando le coordinate professionali che ci hanno guidato fino a oggi non sono più coerenti con i nostri valori, con il contesto o con il mercato. Il cambiamento non nasce dall’urgenza, ma dalla consapevolezza».

Nel volume, Spinalbelli analizza come la pandemia abbia accelerato trasformazioni già in corso, modificando in modo strutturale il rapporto tra tempo, produttività, presenza fisica e identità professionale. Affronta il coaching come strumento concreto di ripartenza individuale e organizzativa, approfondisce l’evoluzione dello smart working e dei modelli ibridi, racconta come la compressione dei margini economici stia imponendo a imprese, professionisti e freelance nuovi modelli di sostenibilità. Ampio spazio è dedicato alla ricollocazione professionale, con particolare attenzione a chi affronta una seconda o terza carriera in età più avanzata: un tema che riguarda milioni di persone e che il dibattito pubblico tratta ancora con troppa superficialità.

Il libro dedica inoltre un capitolo significativo alle nuove generazioni. Per Millennials e Gen Z, osserva Spinalbelli, il lavoro non è più soltanto uno strumento di stabilità economica, ma un luogo in cui ricercare coerenza, purpose, flessibilità, autonomia e allineamento valoriale. Da qui fenomeni come il job hopping, la crescente richiesta di ambienti organizzativi meno gerarchici e una minore identificazione con il tradizionale modello della carriera lineare. Parallelamente, il libro affronta il rapporto tra lavoro e denaro, l’indipendenza finanziaria, l’evoluzione del potere d’acquisto e la necessità di sviluppare una nuova consapevolezza economica, personale e professionale.

Accanto alle competenze tecniche, Cambia rotta! mette al centro quelle che oggi stanno diventando sempre più decisive: problem solving, pensiero critico, autoapprendimento, gestione emotiva, comunicazione, gestione del conflitto, leadership empatica, resilienza, career agility e capacità di adattamento. In un mercato sempre più digitalizzato e automatizzato, sono proprio queste competenze trasversali a rappresentare il vero elemento distintivo della componente umana, anche di fronte all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Il libro propone inoltre strumenti pratici di autoanalisi e riposizionamento, tra cui esercizi di riflessione strategica e modelli come l’analisi SWOT applicata al percorso professionale individuale.

«L’intelligenza artificiale sta ridefinendo processi, ruoli e competenze. Ma creatività, pensiero critico, empatia e capacità di leggere la complessità restano asset che nessuna tecnologia può replicare. Oggi il vero vantaggio competitivo non è sapere più degli altri, ma saper cambiare più velocemente».

Cambia rotta! sarà presentato venerdì 15 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso lo stand di Il Sole 24 ORE S.p.A., il 21 maggio 2026 al Festival dell’Economia di Trento e a giugno nell’ambito del Mura Festival di Verona.