Classifica dei più ricchi: Zuckerberg sorpassa Bezos e diventa secondo

Il fondatore di Meta scavalca quello di Amazon e diventa secondo.
Al primo posto sempre stabile Elon Musk.

Con 210,7 miliardi di dollari, Mark Zuckerberg scavalca in classifica Jeff Bezos diventando l’attuale seconda persona più ricca del pianeta.

Il fondatore di Amazon, infatti, si ferma a 209.2 miliardi di dollari.

Sempre saldo sul gradino più alto del podio, invece, Elon Musk con una ricchezza pari a 262,8 miliardi di dollari.

Le cifre le fornisce Bloomberg Billionaires Index, ripreso poi anche da Il Sole 24 Ore, aggiungendo che la ricchezza di Zuckerberg è legata a Meta, di cui detiene il 13% ed i cui titoli sono cresciuti di circa il 70% quest’anno; tradotto, significa 78 miliardi di dollari.

L’ex Facebook è ora la sesta società al mondo per capitalizzazione di mercato con un valore di quasi 1.500 miliardi di dollari.

La stampa spagnola esalta la Polonia

A breve il Pil polacco supererà quello spagnolo e l’esercito supererà quello di Francia e Gran Bretagna.
Polonia presto quarta potenza europea.

Il quotidiano economico spagnolo “El Economista” ha pubblicato un articolo favorevole sull’economia polacca.

Il portale afferma che “l’economia polacca assomiglia ad un rullo“, rilevando che negli anni ’90, in termini di PIL pro capite (secondo la parità di potere d’acquisto), la Polonia era inferiore al Venezuela o all’Argentina, e attualmente è sulla buona strada per superare la Spagna.

Attualmente, come riporta Polonia Oggi, la Polonia sta diventando la quinta o addirittura la quarta maggiore economia dell’Unione Europea (approfondimento al link).

Il quotidiano rileva che negli anni ’90 in Polonia è avvenuta una radicale trasformazione economica e, come motivo del suo successo economico, “El Economista” cita anche gli investimenti stranieri, i fondi europei e l’accesso ai mercati chiave dopo l’adesione della Polonia all’Unione Europea.

Alla fine dell’articolo, oltre alla classifica economica, vengono menzionati anche la crescita militare e la possibilità di superare la Francia o la Gran Bretagna in termini di potenza militare.

Sigarette: tassa di 5 euro per la Sanità

La proposta dell’Aiom verso l’emendamento in Manovra.
Gallus: sfatare il mito che in Italia le sigarette costano tanto.

Un’iniezione di 13,8 miliardi di euro per sostenere il Servizio sanitario nazionale, sempre più in crisi.

Risorse preziose che si potrebbero ottenere con una tassa di scopo sulle sigarette, aumentando di 5 euro il costo dei pacchetti.

Una misura che salverebbe le casse della sanità pubblica e che, prima di tutto, eviterebbe ogni anno migliaia di casi di tumore al polmone e altre neoplasie. In una conferenza stampa al Senato, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) lancia la campagna ’SOStenereSSN’ – promossa da Aiom, Fondazione Aiom e Panorama della Sanità – e dichiara guerra aperta al fumo, incassando l’appoggio della vicepresidente del Senato, Domenica Castellone, che annuncia emendamenti alla manovra che andranno in questa direzione.

Il fumo, spiega il presidente Aiom Francesco Perrone, «è la causa del 90% dei casi di tumore al polmone, pari a 40mila nuove diagnosi nel 2023. Chiediamo alle Istituzioni di approvare una tassa di scopo sulle sigarette. L’obiettivo è ridurre il consumo di tabacco e disporre di ulteriori risorse, fino a 13,8 miliardi, da destinare al finanziamento del Ssn. Il tabagismo è un fattore di rischio anche per altre neoplasie, per malattie cardiovascolari e respiratorie».

Secondo le stime Aiom, come riporta Il Sole 24 Ore, in Italia sono attribuibili a questa cattiva abitudine oltre 93.000 morti ogni anno, con costi pari a oltre 26 miliardi di euro.

Il 24,5% degli adulti (18-69enni) fuma e l’abitudine è sempre più diffusa soprattutto nelle donne, a cui corrisponde un progressivo aumento della mortalità per carcinoma polmonare.

«Bisogna diffondere un messaggio chiaro: è necessario interrompere l’abitudine al fumo, perchè non esiste una soglia sotto la quale le sigarette non risultino dannose», avverte il presidente di Fondazione Aiom Saverio Cinieri.

Vanno anche sfatate delle false convinzioni, come quella che i prezzi siano già molto alti: se in Italia nel 2021 un pacchetto costa circa 6 euro, in Inghilterra costa 12 euro, in Francia 9, in Romania 8, in Olanda 6,90, in Polonia e Germania 6,46. Solo in Spagna il costo è minore e pari a 5,54 euro. Nel 2024, però, un pacchetto di uno dei maggiori marchi di sigarette in Italia ha il costo di 6,20 euro contro i 12,50 della Francia. Anche gli Usa hanno stabilito costi alti, intorno agli 8 dollari. Altro falso mito è che gli italiani si ribellerebbero ad una tassa di scopo sulle “bionde”: secondo un’indagine del 2024 dell’Istituto Mario Negri, infatti, il 62% dei connazionali si dice favorevole a tale misura, finalizzando i ricavi al Ssn. Una strategia la cui validità è attestata da istituzioni europee: «Anche la Banca mondiale – afferma Silvano Gallus, capo del Laboratorio di ricerca sugli stili di vita del Mario Negriconsidera l’aumento del prezzo tramite aumento della tassazione una delle più importanti strategie da attuare in un programma governativo di controllo del tabagismo. E’ stato calcolato che ad un aumento del 10% del prezzo corrisponda il 4% di riduzione dei consumi».

La proposta ha ottenuto il pieno appoggio di Castellone, che ha annunciato emendamenti in tal senso nella manovra ma anche nel decreto contro le violenze ai sanitari appena arrivato al Senato. Ma c’è una ulteriore possibile strada per arrivare a realizzare questa misura: «Ho proposto pure di utilizzare la possibilità che oggi c’è, grazie ad un cambio di regolamento del Senato, che prevede che se ci sono proposte di iniziativa popolare che raccolgono 50mila firme, queste vengano discusse in Aula al Senato entro tre mesi dalla data in cui sono depositate. Possiamo coinvolgere i cittadini su questo argomento».

Appoggio arriva anche dal Pd, da Beatrice Lorenzin e Marina Sereni, che auspica una ’spinta’ bipartisan per questa misura. Lorenzin ricorda tuttavia che da ministro della Salute, nel 2014, aveva già presentato un’analoga proposta ma senza successo, registrando «la resistenza dell’Agenzia delle entrate e del ministero dell’Agricoltura». Ma questa, ha concluso, «in realtà non è una tassa, bensì uno strumento di politica sanitaria a favore del Ssn. Dopo 10 anni, forse si è capito che questa è una strada giusta».

Cina e Russia pronte ad espandere la collaborazione

Xi a Putin: “pronti ad espandere constantemente la cooperazione a tutto tondo”.
I due Paesi festeggiano 75 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali.

La Cina è pronta a “espandere” la cooperazione con la Russia.

È quanto ha detto il presidente Xi Jinping al suo omologo Vladimir Putin, negli scambi di messaggi legati alle celebrazioni dei 75 anni delle relazioni diplomatiche bilaterali.

Xi, ha riferito l’agenzia statale Xinhua poi ripresa da Ansa, ha sottolineato che la Cina è “pronta a unirsi a Putin per espandere costantemente la cooperazione pragmatica a tutto tondo tra i nostri due Paesi“.

I due leader si incontreranno questo mese nella città russa sudoccidentale di Kazan, nell’ambito del summit annuale dei Paesi Brics.

Germania: anche Coca-Cola chiude 5 stabilimenti

Dopo Volkswagen un altro colosso chiude: 505 dipendenti perderanno il lavoro.
Toccherà ai siti di Berlino, Colonia, Bielefeld, Neumunster e Memmingen.

La Coca-Cola chiuderà l’anno prossimo cinque dei suoi 27 siti in Germania, riducendo di 505 unità il personale composto attualmente da 6.500 dipendenti.

Dopo l’annuncio di Volkswagen che ridurrà 15.000 posti di lavoro (approfondimento al link), arrivano le chiusure di un altro colosso.

Lo ha annunciato in una nota la società, ripresa da La Repubblica.

Più precisamente, la Coca-Cola Europacific Partners, azienda che si occupa della produzione, distribuzione e commercializzazione in Europa, chiuderà il sito produttivo e logistico di Colonia a partire dal prossimo marzo 2025.

La stessa sorte, poi, toccherà ai centri logistici a Neumunster, Berlino Hohenschonhausen, Bielefeld e Memmingen.

I piani dell’azienda contemplano anche la creazione di 78 nuovi posti di lavoro in altri centri produttivi tedeschi, secondo quanto si legge nel comunicato della società, che però non precisa dove verranno effettuate le future assunzioni.