Limiti Ue al contante

Soglia 10.000 euro e controlli sopra i 3.000. Occhio anche alle criptovalute.
Gli Stati potranno imporre soglie minori, non superiori.

Tetto all’uso del contante da parte dell’Ue.

Come al solito, la motivazione (per molti la scusa) è quella di farlo passare come un pacchetto antiriciclaggio.

A breve, infatti, la soglia dei pagamenti in contanti prevista dall’Ue sarà di 10.000 euro ma i controlli saranno obbligatori già a partire da soglie superiori ai 3.000 euro.

Gli Stati, inoltre, potranno decidere di imporre limiti più bassi; non è riportata, invece, l’opzione di poter alzare la soglia.

Non solo. Come riporta Il Sole 24 Ore, anche i beni di lusso saranno tracciati con gioiellieri, orafi ed orologiai che dovranno tracciare le loro vendite in maniera ancor più dettagliata.

Ancora, a finire sotto la lente di ingrandimento sarà anche chi investirà somme superiori ai 1.000 euro in criptovalute.

Mosca: l’Occidente non vuole negoziati in Ucraina

Quando la negoziazione era ormai chiusa, Johnson disse di “No”.
Lavrov: Ucraina respinga ideologia nazista e anti-russa.

Ogni voce su possibili negoziati diretti tra Russia e Ucrainaè, appunto, solo una voce”.

Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in una conferenza stampa a Mosca, ripresa da Ansa.

Secondo Lavrov, spetta all’Ucraina decidere quando avviare seri negoziati, e lo può fare respingendo l’ideologia nazista e anti-russa e rinunciando alle “aspirazioni di entrare nella Nato“.

Il ministro degli Esteri russo ha nuovamente accusato l’Occidente di avere convinto l’Ucraina a cestinare una bozza d’accordo tra Mosca e Kiev siglata nell’aprile del 2022 ed ha aggiunto che anche ora “l’Occidente non è interessato” a negoziati.

Vladimir Putin, infatti, ha dichiarato che quando erano vicini a chiudere i negoziati, l’Ucraina li ha rifiutati per volontà di Boris Johnson.

Felicità cittadini UE: bene la Polonia, male la Germania

Il governo uscente (PiS) lascia i cittadini tra i più felici in Europa.
I tedeschi registrano un crollo record.

Eurostat ha pubblicato i risultati di un sondaggio del 2022 (si fa circa ogni 10 anni) sul livello di soddisfazione dei cittadini dell’Unione Europea.

La Polonia si è rivelata uno dei paesi più felici dell’Unione, come riporta anche Polonia Oggi.

L’indice di soddisfazione della vita per la Polonia è stato di 7,7 su 10, posizionandosi subito dietro l’Austria (7,9 punti).

Rispetto al 2021, la Polonia ha migliorato il proprio indice di 0,2 punti, uno dei maggiori aumenti nell’UE.

L’indicatore, invece, è diminuito in Germania di ben 0,6 punti, il che rappresenta il più grande calo nell’UE tra il 2021 e il 2022.

Lo studio ha anche mostrato che in Polonia le donne, le persone con istruzione superiore e quelle con un’istruzione media hanno dimostrato maggiore soddisfazione nella vita nel corso di nove anni, dal 2013.

S&P: Italia meglio della Germania

Mercato del lavoro solido, sistema bancario in salute e stimolo fiscale.
Broyer (S&P): “l’economia italiana ha sorpreso in positivo”.

L’Italia quest’anno crescerà e potrà godere di uno spread stabile, favorito da un mercato del lavoro solido e un sistema bancario in salute.

Sono alcune delle previsioni contenute nel Global Outlook dell’agenzia S&P Global Ratings.

L’agenzia americana, che lo scorso ottobre ha confermato a Roma la tripla BBB con outlook stabile, avanza sensazioni positive per il Paese anche in un contesto di rallentamento economico.

Nel 2024 «è probabile che l’Italia continui a fare meglio della Germania», ha affermato Sylvain Broyer, capo economista Emea di S&P Global Ratings, «l’economia italiana ha sorpreso in positivo lo scorso anno. Dodici mesi fa prevedevamo una leggera contrazione del Pil».

Per il 2024, invece, le stime aggiornate sulla crescita del Pil del nostro Paese è dello 0,6% (contro il +0,5% della Germania e lo 0,8% della media Ue), per il 2025 dell’1,2% e dell’1,3% per il 2026.

Ieri, sul fronte dei consumi, è arrivata dall’Istat la buona notizia della crescita dello 0,4% delle vendite al dettaglio (+0,2% in volume), alla seconda variazione mensile positiva. Un risultato anche per le politiche del governo, che l’anno scorso e con la manovra 2024 ha puntato sul recupero del potere d’acquisto con taglio del cuneo fiscale e riforma dell’Irpef.

Secondo S&P, il calo dell’inflazione (2,9% per quest’anno nell’Eurozona), la crescita dei salari e i tagli ai tassi d’interesse dovrebbero favorire dalla seconda metà dell’anno un’accelerazione della crescita dopo un semestre di stagnazione per l’economia Ue.

Per l’Italia «gli spread rimarranno ampiamente stabili». Come riporta Il Giornale, merito di un mercato del lavoro forte e anche dello «stimolo fiscale in arrivo dal Pnrr».

Per il Btp il picco dei rendimenti visto a settembre (5%) è ormai alle spalle «e ipotizziamo che quest’anno i titoli di Stato italiani raggiungeranno in media il 4,7%», ha affermato Broyer. Buone notizie anche per le imprese italiane con quattro quinti delle aziende che hanno un merito creditizio stabile, il che evidenzia una certa resistenza al rallentamento economico in atto e una situazione migliore rispetto agli altri più rilevanti Paesi Ue.

Tutto questo avviene mentre, secondo Bankitalia, il tasso sui nuovi mutui per la casa a novembre ha raggiunto il 4,92%, ai massimi da 15 anni. Mentre i prestiti al settore privato sono calati del 3,2% in dodici mesi e dell’1,2% per le famiglie.

Lufthansa disposta a rinunciare a delle rotte per acquisir Ita Airways

L’operazione porterebbe il 41% in mano tedesca.
Ita Airways prevede di chiudere il 2023 con una cassa di circa 450 milioni.

Aperture da Deutsche Lufthansa alla Dg Concorrenza dell’Unione europea che sta esaminando il dossier relativo all’ingresso del gruppo tedesco nel 41% di Ita Airways attraverso un aumento di capitale da 325 milioni di euro.

Nell’offerta si parla di rinunce agli slot e alle rotte di Milano Linate dove, se andrà in porto l’operazione, Lufthansa con i suoi partner (il network che comprende Austrian, Brussels Airlines e Swiss), insieme a Ita avrebbe una posizione di tutto rilievo che potrebbe compromettere la libera concorrenza delle altre compagnie aeree, secondo un documento della Commissione europea pubblicato a dicembre, all’indomani della notifica a Bruxelles avvenuta lo scorso 30 novembre.

La notizia riportata da Bloomberg, circolava da qualche giorno secondo fonti che seguono il dossier in Italia, mentre da Lufthansa arriva il “no comment” – senza tuttavia alcuna smentita della notizia- né sono arrivati commenti dalla Commissione europea.

Non è un caso, considerando l’imminente scadenza del 15 gennaio, quando secondo la procedura ordinaria (la cosiddetta “fase uno”) sarebbero scaduti i 25 giorni lavorativi dalla notifica, per il pronunciamento da parte della dg Concorrenza della Commissione europea.

Come riporta Il Sole 24 Ore, però, già il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo scorso 22 dicembre conversando con dei giornalisti aveva preannunciato che la Commissione europea avrebbe chiesto un supplemento di istruttoria: «Ci hanno fatto capire che si va alla cosiddetta “fase due”. Quindi serviranno altri mesi di approfondimenti, dopo aver fatto esattamente tutto quello che era stato prescritto sempre dalla stessa Commissione europea. Il fatto che si perda altro tempo non è una cosa positiva».

Per la “fase due” è prevista una durata compresa tra ulteriori 90 giorni lavorativi fino a 110 giorni, su richiesta delle parti. Dunque si finirà nella primavera inoltrata.

Nel frattempo è continuato il pressing di Lufthansa sulla commissione europea, che ha offerto la massima collaborazione con l’obiettivo di ottenere una decisione «il prima possibile».

Rileggendo il documento della Dg Concorrenza della Ue emerge che le attività di Deutsche Lufthansa e Ita Airways «si sovrappongono principalmente per la fornitura di servizi di trasporto aereo di passeggeri», ma «a causa della presenza limitata di Ita al di fuori dell’Italia, l’operazione proposta dà luogo solo a un numero limitato di sovrapposizioni dirette/dirette a corto raggio sulle rotte da Roma e Milano verso città in Germania, Belgio e Svizzera».

Nel mirino slot e rotte servite dalle due compagnie e dal network nell’aeroporto di Linate.

Lo stesso documento cita anche «sovrapposizioni dirette/indirette sulle rotte a medio e lungo raggio dall’Italia e dalla Svizzera verso l’America, l’Africa e l’Asia».

Ita Airways che ha una flotta di 83 aeromobili punta ad arrivare a 96 alla fine del 2024: al momento è stato raggiunto un accordo per ottenere la garanzia Sace ed è in via di definizione un’ulteriore operazione di finanziamento con istituti finanziari per l’acquisto di nuovi aeromobili di proprietà.

Ita Airways prevede di chiudere dicembre 2023 con una cassa di circa 450 milioni.

In direzione di una decisione in tempi rapidi concorrono due fattori: anzitutto l’erogazione dei 325 milioni di euro per l’aumento di capitale è in standby fino all’autorizzazione della Commissione europea.

Poi occorre considerare che le sinergie commerciali e operative tra Ita Airways e il network di Lufthansa restano congelate fino al pronunciamento di Bruxelles.