Criptovalute: G7 definisce linee guida per banca centrale

Utilizzo complementare al contante e ben regolato.
Non devono nuocere alla stabilità monetaria e finanziaria.

Le criptovalute stanno prendendo sempre più piede, è innegabile.

Ne fa largo uso Elon Musk, il fondatore di Tesla, giochicchiando a piacimento con i rimbalzi in Borsa che da solo riesce a far fare al Bitcoin (approfondimento al link); ne testimonia l’ormai assodato utilizzo perfino l’FBI quando, usa la moneta digitale per le proprie strategie ai fini della sicurezza nazionale (approfondimento al link).

Ora, anche il G7 ne ha parlato ufficialmente dichiarando che qualsiasi valuta digitale emessa da una banca centrale deve “sostenere e non nuocere” alla capacità della banca di adempiere al suo mandato sulla stabilità monetaria e finanziaria, oltre a dover soddisfare standard rigorosi.

Se emessa, una valuta digitale della banca centrale (Cbdc) potrebbe essere complementare al contante e potrebbe agire come un bene liquido e sicuro per il regolamento e come un’ancora per il sistema di pagamento, hanno detto i Paesi del G7 dopo la riunione di ieri.

Ma le valute devono essere emesse in modo da non violare i mandati delle banche centrali e soddisfare rigorosi standard di privacy, trasparenza e responsabilità per la protezione dei dati degli utenti, hanno aggiunto.

I leader finanziari del G7, in una nota, più precisamente hanno affermato quanto di seguito:

“Ogni valuta digitale della banca centrale (Cbdc) dovrebbe essere fondata su impegni pubblici di lunga data per la trasparenza, lo stato di diritto e una sana governance economica.”

La volontà di una certa parte politica di abolire il contante è nota da tempo e sul tema erano già intervenuti sia Paolo Savona, definendo la monete elettronica “un pericolo per la società” (approfondimento al link) sia Alessandro Montanari in un’interessante intervista rilasciataci ancora in tempi non sospetti, tradotta anche in inglese ed in polacco per le grandi visualizzazioni ricevute e reperibile a questo link.

Usa: arrestato ingegnere-spia

Insieme alla moglie vendeva informazioni segrete sui sottomarini nucleari americani.
Informazioni nascoste dentro panini e chewingum.

Un episodio che ricorda quello di non molto tempo fa accaduto in Italia (approfondimento al link), ma sta volta negli Stati Uniti.

Jonathan Toebbe, un ingegnere nucleare del Maryland di 42 anni, è stato incriminato incriminati con l’accusa di aver tentato ripetutamente di vendere informazioni segrete sui sottomarini nucleari americani ad un non meglio precisato Paese straniero; con lui, anche sua moglie Diana, di 45 anni.

Stando a quanto riporta il Washington Post, il presunto piano spionistico è stato smascherato dall’FBI, tramite una trappola appositamente tesa contro i coniugi.

La fuga di notizie avvenite tramite cose assolutamente comuni: venivano infatti nascoste dentro a sandwich al burro di arachidi, panini, pacchetti di chewingum e quant’altro.

L’operazione dell’FBI è iniziata ancora nell’aprile del 2020 ed ha coinvolto circa 30 agenti; l’ingegnere, che lavorava come civile per l’esercito dal 2017 dopo essersi arruolato nella Marina, sarebbe stato disposto a vendere manuali operativi, rapporti sulle prestazioni e altre informazioni sensibili relativi alla flotta di sottomarini nucleari americana.

Toebbe si occupa di propulsione nucleare navale dal 2012, nello specifico è esperto della tecnologia che riduce i rumori e le vibrazioni dei sottomarini, aspetto fondamentale da cui dipende la loro più o meno facile individuazione.

L’FBI, per rendersi credibile agli occhi dell’ingegnere, si era proposta di pagare quelle informazioni con migliaia di dollari in criptovalute.

Il primo passo è stato il seguente: una prima iniezione di fiducia, costata all’FBI 10.000 dollari, è avvenuta durante l’estate scorsa quando ha avuto luogo il primo scambio; Toebbe si è recato in una località concordata del West Virginia insieme alla moglie che sembrava fare da palo durante l’operazione. L’FBI ha recuperato, comprandola per 20.000 dollari, una memory card avvolta nella plastica e nascosta tra due fette di pane in un mezzo sandwich al burro di arachidi. La scheda conteneva informazioni relative a elementi di progettazione e caratteristiche di prestazione dei reattori sottomarini.

Lo stesso modus operandi è continuato in altre occasioni, quando l’ingegnere ha venduto informazioni per un controvalore di 70.000 dollari sempre pagati in criptovalute, sta volta nascondendole in una memory card all’interno di un pacchetto di gomme da masticare.

Ora i coniugi dovranno presentarsi in tribunale.

Bitcoin in caduta: -12,12%

Investitori preoccupati per l’inasprimento della regolamentazione in Cina.
Trump attacca: “Solo una truffa”.

Dopo il calo dovuto alle dichiarazioni di Elon Musk (approfondimento al link), il Bitcoin continua la sua caduta che, scendendo sotto la soglia dei 32.000 dollari, precisamente a 31.702, perde il 12,12%.

Sulla stessa onda negativa anche le altre valute digitali, con Ethereum che perde il 14,70% stabilizzandosi a 2.373 dollari.

I motivi del calo sono diversi; si va dalla preoccupazione degli investitori per il sempre maggior inasprimento della regolamentazione del settore in Cina, fino al fatto che le autorità federali Usa hanno rintracciato e recuperato 2,3 milioni di dollari in criptovalute, la metà del riscatto pagato ad hacker stranieri, il cui attacco a maggio aveva portato al blocco della più grande rete di oleodotti del Paese, gestita dalla Colonial Pipeline.

Come se non bastasse, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare il Bitcoin in un’intervista rilasciata alla Fox Business:

Solo una truffa. Non mi piace perché è un’altra valuta in competizione con il dollaro.

Anche l’attuale presidente della Consob, il professore emerito di politica economica e già ministro per gli affari europei Paolo Savona, era intervenuto sul tema delle criptovalute definendole “un pericolo per la società” (approfondimento al link).

Le criptovalute sono un pericolo per la società

Disamina del prof. Savona che va oltre il tema della sovranità monetaria ed invoca una nuova Bretton Woods.
A rischio le conquiste civili.

Nel prologo del volume “Criptomonete – Al di là della sovranità monetaria”, edito da MF–Milano Finanza in cui sono raccolti diversi scritti del professore, Paolo Savona parla delle criptovalute, definendole un pericolo.

Più precisamente, l’attuale presidente della Consob e già ministro per gli affari europei, scrive:

Il passaggio delle sovranità monetarie dalle mani pubbliche a quelle dei privati attraverso le criptomonete comporta conseguenze gravissime, non solo nel contesto economico, ma forse anche più in quello sociale.

Come riporta “Italia Oggi”, il professore emerito di politica economica, continua poi come di seguito:

Con il silenzio, gli avvertimenti o la regolamentazione delle autorità queste forme monetarie e finanziarie beneficiano della legittimazione degli Stati ed esse sono quindi diventate una realtà del mercato. Salvo pochi nel mondo, tra cui il prestigioso Levy Economics Institute guidato da Jan Kregel, nessuna autorità avverte l’esigenza di una nuova Bretton Woods per stabilire le regole di un nuovo sistema monetario internazionale.”

Sostiene ancora Savona:

Per evitare sia la frattura del mercato monetario e finanziario attuale tra attività tradizionali regolate e attività criptate non regolate, ma legittimate dall’accettazione della loro esistenza da parte delle autorità pubbliche, sia l’affermarsi di distorsioni nell’impiego del risparmio a livello interno e internazionale, è urgente pervenire a un accordo simile a quello raggiunto a Bretton Woods nel 1944, ma con contenuti “moderni”, come concordare quali sono gli strumenti fiduciari protetti dalla legge (legal tender) e regolare le piattaforme che scambiano gli strumenti innovativi e questi con quelli tradizionali, integrando i compiti del mercato dei cambi e della borsa valori.

Conclude, infine, il professore:

Le valute digitali private presto arriveranno a neutralizzare la politica delle autorità aggravando l’instabilità del sistema finanziario e mettendo a rischio molte conquiste civili.”