Polonia: scoperti enormi giacimenti di rame

Si parla di 165 milioni di tonnellate: sarebbe l’equivalente dei giacimenti petroliferi che hanno reso ricca la Norvegia.
Americani e canadesi interessati ad investire.

Secondo un rapporto di EY citato da Energetyka24, in Polonia potrebbero trovarsi fino a 165 milioni di tonnellate di rame, di cui circa 98 milioni estraibili in modo economicamente sostenibile.

Gli esperti paragonano questa scoperta al ritrovamento dei giacimenti petroliferi norvegesi che hanno reso la Norvegia uno dei Paesi più ricchi del mondo.

Le potenziali riserve hanno già attirato l’interesse di investitori statunitensi e canadesi, che hanno investito oltre 500 milioni di złoty nelle esplorazioni.

Se le stime saranno confermate, come riporta Polonia Oggi, la Polonia potrebbe produrre più di un milione di tonnellate di rame l’anno, contro le attuali 400 mila, diventando uno dei principali produttori europei.

Il rame è una risorsa strategica per la transizione energetica e per la difesa: il suo consumo globale potrebbe aumentare del 40% entro il 2040, anche per la produzione di turbine eoliche, pannelli solari e veicoli elettrici.

Tuttavia, la crescita del settore minerario è frenata da un sistema fiscale pesante: la tassazione effettiva totale (TETR) raggiunge il 79%, molto più alta rispetto ad altri Paesi produttori, dove varia tra il 35% e il 45%.

Il Ministero delle Finanze ha annunciato possibili riforme per ridurre le imposte e favorire nuovi investimenti estrattivi.

Zywiec chiude lo storico birrificio: era attivo da oltre 700 anni

L’azienda: calo del mercato della birra, aumento dei costi operativi e delle tasse.
Circa 100 dipendenti perderanno il lavoro.

Il gruppo Żywiec ha annunciato che all’inizio del 2026 cesserà la produzione presso il birrificio di Namysłów, attivo da oltre 700 anni.

La decisione è il risultato del calo del mercato della birra, dell’aumento dei costi operativi e delle tasse, stando a quanto riporta Polonia Oggi.

La produzione delle marche appartenenti al gruppo continuerà negli altri stabilimenti situati a Żywiec: attualmente il gruppo produce birra in quattro birrifici: Żywiec (voivodato della Slesia), Warka (Masovia), Elbląg (Varmia-Masuria) e Namysłów (Opole). Quest’ultimo, fondato nel 1321, è uno dei birrifici più antichi della Polonia.

Circa 100 dipendenti perderanno il lavoro, ma l’azienda garantisce un trattamento di fine rapporto e ulteriore supporto, concordato con i sindacati.

Żywiec sta parlando con potenziali investitori per la vendita degli asset del birrificio ed il sindaco di Namysłów, Jacek Fior, ha annunciato la collaborazione con l’ufficio del lavoro, le imprese locali e i futuri investitori per ridurre al minimo le conseguenze sociali della decisione e aiutare i lavoratori licenziati.

Polonia: furto record di 150 tonnellate di patate

Erano state scaricate in un campo in attesa di essere lavorate in una distilleria.
Nei social network si è sparsa la voce che potevano essere prese gratis: le persone sono arrivate con trattori e rimorchi; dopo il weekend il proprietario ha scoperto che le patate erano sparite.

Come riporta il quotidiano Fakt citato da Polonia Oggi, sabato 11 ottobre in un campo a Dąbrowica sono apparse 150 tonnellate di patate.

Sui social media si è rapidamente diffusa la voce che si potessero prendere gratuitamente: gli abitanti del posto sono arrivati con rimorchi, carriole e sacchi, senza chiedere ulteriori spiegazioni.

Dopo il fine settimana, il proprietario delle patate ha scoperto che la sua merce era completamente scomparsa nel giro di pochi giorni.

Sebbene molte persone pensassero che le patate fossero disponibili gratuitamente, in realtà si trattava di merce appartenente al proprietario di una distilleria vicina; Piotr Gryta, a cui appartenevano le patate, ha infatti spiegato che dovevano essere destinate alla produzione industriale.

Delle 150 tonnellate di patate, sono rimasti solo dei residui e le tracce delle ruote.

Abbiamo acquistato la merce giovedì. Venerdì l’abbiamo pagata. È arrivata quel giorno e l’abbiamo scaricata nel campo, perché non avevamo dove conservarla. La produzione doveva iniziare solo tra qualche giorno”, ha dichiarato Piotr Gryta in un’intervista a Fakt.

Non si trattava di una distribuzione gratuita. È stato un furto vero e proprio”, ha ammesso apertamente l’agricoltore, che gestisce da 25 anni un’azienda di trasformazione.

Nel giro di un attimo, durante il fine settimana, sono scomparsi ben sei camion TIR, in totale 150 tonnellate di patate, che dovevano essere destinate alla trasformazione nella distilleria situata a poche centinaia di metri dal campo dove erano state stoccate.

L’imprenditore, in un’intervista a TVN24, ha ammesso di essere distrutto. Ha spiegato di non vivere nei dintorni e che nel fine settimana aveva un evento familiare.

Ha confessato che nemmeno nei peggiori incubi si sarebbe aspettato una situazione simile. “Per ognuno le cose hanno un diverso valore, per me era il valore della merce destinata alla lavorazione. Sul campo c’erano 150 tonnellate di patate”, ha spiegato l’agricoltore.

Secondo quanto riportato dai media locali, alcune persone si erano recate nel campo prendendo uno o due sacchi, mentre altre sono arrivate con trattori e rimorchi, caricando intere tonnellate di patate.

Quando la vicenda assurda e drammatica per l’agricoltore ha iniziato a fare scalpore, una parte delle persone ha deciso di restituire la merce.

Gryta ha dichiarato di non avere alcun risentimento verso le persone che hanno restituito le patate, ma nel caso di chi le ha portate via in grandi quantità, considera l’azione deliberata.

Piotr Gryta ha annunciato che non intende lasciare la questione irrisolta: “Se qualcuno ha preso le patate, che si faccia avanti e le restituisca. In caso contrario, sarò costretto a segnalare la vicenda alla procura. Era la mia merce. Legale, pagata. Quello che è successo è semplicemente incredibile”.

In un colloquio con TVN24, l’agricoltore ha aggiunto: “Spero che le persone che erano lì vengano da me, chiariscano la situazione e che possiamo risolvere tutto in modo amichevole. Se così non sarà, la questione potrebbe finire in procura”.

Polonia: no alla ricollocazione forzata dei migranti

Il Presidente polacco manda una lettera a Ursula von der Leyen: ci rifiutiamo di implementare il Patto sulle Migrazioni e l’Asilo.
I cittadini non vogliono migranti illegali: questione di sicurezza.

Il Presidente Karol Nawrocki ha inviato una lettera alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in cui ha espresso la sua ferma opposizione a qualsiasi azione dell’Unione Europea volta a dislocare in Polonia migranti illegali.

Nel testo ha ricordato la decisione di Angela Merkel del 2015, che ha portato a un massiccio afflusso di migranti in Europa occidentale.

Il Presidente ha sottolineato che da oltre 4 anni la frontiera orientale della Polonia è sottoposta a una pressione migratoria gestita dal regime russo con l’aiuto delle autorità bielorusse, e che la Polonia sostiene costi enormi per la protezione della frontiera e l’assistenza ai rifugiati di guerra provenienti dall’Ucraina.

Come riporta Polonia Oggi, ha sottolineato che nel paese rimangono ancora circa un milione di ucraini ai quali i polacchi hanno offerto sostegno nonostante non ci fosse l’obbligo di “solidarietà forzata.

Nawrocki ha ammesso che l’immigrazione illegale è un problema che l’Europa deve affrontare, ma ha ritenuto cha la rilocazione forzata dei migranti nei paesi dell’Europa centro-orientale non sia la soluzione giusta.

Ancora, ha sottolineato che la maggior parte dei polacchi si oppone a tali azioni e che la sua priorità è la sicurezza dei cittadini. Ha annunciato il suo rifiuto di implementare il Patto sulle Migrazioni e l’Asilo, dichiarando al contempo la sua volontà di collaborare in materia di protezione delle frontiere, azioni operative comuni, scambio di informazioni e supporto tecnico.

La lettera del presidente arriva due giorni prima della marcia contro l’immigrazione illegale organizzata da PiS a Varsavia, durante la quale parlerà Jarosław Kaczyński.

Polonia, Nawrocki: no a Green Deal e Mercosur

Il presidente polacco si oppone alle politiche europee: danneggiano i nostri agricoltori.
Sosteniamo l’Ucraina, ma non ci devono fare concorrenza sleale.

Domenica il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, ha preso parte nella “Festa del Raccolto” dove ha detto che non accetta il patto verde europeo, perché questo distrugge l’agricoltura polacca, ma sottolinea che la Polonia vuole essere parte della Unione Europea e vuole collaborare.

Nawrocki, come riporta Polonia Oggi, ha detto anche che non firmerà l’accordo della Unione Europea con il Mercosur (approfondimento sul Mercosur al link) e farà tutto quello che deve per impedire che si realizzi.

Ancora, ha sottolineato la solidarietà con l’Ucraina ma non vuole una concorrenza disonesta dell’est.

Era presente anche il ministro dell’agricoltura, Stefan Krajewski, che ha detto che quest’anno è molto difficile per l’agricoltura a causa della temperatura bassa e della gradine; ha proposto i mutui per agricoltori che hanno il grano nei depositi ma non possono venderlo, perché i prezzi sono troppo bassi.

Krajewski è anche d’accordo con il presidente per quanto riguarda il Mercosur.