Ecco le 15 città più belle d’Europa

Le valutazioni si basano su luoghi d’interesse, cibo, shopping, cultura, cordialità del posto e valore.
La Spagna il Paese con più città nelle prime 15; la prima è italiana.

Travel + Leisure, punto di riferimento del settore turistico, ogni anno realizza delle classifiche tematiche che prendono in esame a livello mondiale le città, gli hotel e le spa, le isole turistiche, le crociere.

Per il World’s Best Awards dedicato alle città, i lettori sono stati chiamati a dare le loro valutazioni in base ai seguenti criteri: luoghi d’interesse/punti di riferimento, cibo, shopping, cultura, cordialità della gente del posto, valore, possibilità di shopping.

I punteggi finali sono la media ottenuta su questi criteri. L’Italia se l’è cavata benissimo sia nella classifica generale globale che in quella europea.

Di seguito, ecco le prime 15 città europee (qui, invece, le 25 città più belle al mondo):

15 – Aix-en-Provence, Francia
14 – Atene, Grecia
13 – Cordova, Spagna
12 – Salisburgo, Austria
11 – Praga, Repubblica Ceca
10 – Lione, Francia
9 – Lisbona, Portogallo
8 – Madrid, Spagna
7 – Porto, Portogallo
6 – Siena, Italia
5 – Roma, Italia
4 – Istanbul, Turchia
3 – Granada, Spagna
2 – Siviglia, Spagna
1 – Firenze, Italia

L’Italia si smarca dalla Germania: non compreremo armi Usa per l’Ucraina

Roma: scelta autonoma di Berlino che non seguiremo.
Gli unici acquisti di armamenti americani saranno gli F35 giù programmati per il prossimo decennio.

Più imprese italiane negli Usa, ma niente acquisti diretti di armi americane.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz nei giorni scorsi, assecondando i desiderata del presidente americano, ha annunciato come il governo federale tedesco intenda acquistare dagli Stati Uniti sistemi di difesa aerea Patriot per metterli a disposizione dell’Ucraina (approfondimento al link).

Una strategia che invece, secondo i vertici del nostro esecutivo, non sarà perseguita dall’Italia. Non solo perché i nostri sistemi d’arma già ceduti a Kiev rispondono ad altre configurazioni tecnologiche (i Samp-T sono di produzione italo-francese), ma soprattutto perché – a differenza della Germania lo spazio fiscale che l’Italia può destinare ad un’operazione di questo tipo è praticamente inesistente.

Tant’è che, spiegano le stesse fonti come riporta La Stampa, gli unici acquisti di armamenti dagli Stati Uniti che l’Italia ha in programma sono rappresentati dalla vecchia partita di F35 già programmata per il prossimo decennio.

Qui non si è mai parlato di acquistare armi americane” spiegano, tranchant, dalla Difesa, sottintendendo come quella di Merz sia una scelta totalmente autonoma della Germania.

Il niet italiano non è da intendersi come un modo per distaccarsi dagli Stati Uniti o dal sostegno all’Ucraina, ma come un invito a trovare altre modalità per assecondare Trump.

Verso il Fondo Nuove Competenze 2026: co-progettualità e politica strutturale

FondItalia propone miglioramenti su gestione risorse, tempistiche
e meccanismi di certificazione delle esperienze pregresse.

La formazione continua dei lavoratori italiani si trova a un bivio cruciale. Con oltre 23mila istanze presentate nella terza edizione del Fondo Nuove Competenze (FNC) e un investimento senza precedenti di oltre un miliardo di euro, il programma ha dimostrato una capacità di coinvolgimento per oltre un milione di lavoratori. Di fronte a questi numeri, FondItalia (Fondo Formazione Italia) getta lo sguardo verso l’edizione 2026 perché gli attori in gioco facciano fronte comune per la trasformazione del FNC in una politica strutturale permanente.

«Crediamo convintamente –spiega Egidio Sangue, direttore di FondItalia– che la quarta edizione del Fondo Nuove Competenze, che vedrà la luce il prossimo anno, debba articolarsi su tre direttrici principali: il superamento dell’approccio emergenziale, l’integrazione nelle politiche attive del lavoro e la valorizzazione delle filiere formative attraverso le aggregazioni di imprese».

Stando all’esperienza fin qui maturata da FondItalia, il Fondo Nuove Competenze ha rappresentato una vera rivoluzione nel panorama della formazione continua, riuscendo ad avvicinare migliaia di piccole e microimprese a percorsi formativi strutturati. Dalla sua istituzione nel 2020, lo strumento ha dimostrato un’efficacia crescente nel sostenere la riqualificazione professionale attraverso la riduzione dell’orario di lavoro compensata da percorsi formativi mirati.

Tra le suggestioni avanzate da FondItalia, emerge l’idea di un approccio co-progettuale che preveda il coinvolgimento diretto delle imprese nella fase di definizione della misura«Questa metodologia consentirebbe una più stretta integrazione tra le esigenze aziendali e l’offerta formativa, garantendo una risposta più tempestiva alle trasformazioni del mercato del lavoro» precisa Sangue.

Il Fondo Paritetico evidenzia, inoltre, l’opportunità di perfezionare i meccanismi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, con l’obiettivo di progettare una formazione di maggiore qualità e aderenza alle esigenze del mercato del lavoro. Le proposte includono un focus particolare sulle competenze per il futuro e sui cluster di imprese, elementi che potrebbero trasformare radicalmente l’approccio alla formazione continua.

L’integrazione del Fondo Nuove Competenze nella programmazione delle politiche attive del lavoro rappresenta un altro elemento centrale delle idee elaborate in questi anni da FondItalia: «Il passaggio a una misura strutturale risponde alla necessità di fornire alle imprese strumenti permanenti per affrontare le sfide della trasformazione digitale e della transizione ecologica, rendendo la formazione continua un elemento centrale della strategia competitiva aziendale» prosegue Sangue.

Tra i suggerimenti di FondItalia per l’edizione 2026 di FNC anche un miglioramento della gestione delle risorse e delle tempistiche, aspetti che potrebbero ottimizzare l’efficacia complessiva del programma. Il maggiore coinvolgimento delle filiere formative che nascono dalle aggregazioni di imprese rappresenta una delle suggestioni più significative del modello proposto.

«Il sistema della formazione continua in Italia funziona proprio perché è realmente a contatto con le esigenze delle imprese –conclude il direttore Sangue-. I Fondi Interprofessionali hanno dimostrato di sapere fornire l’ecosistema e l’infrastruttura tecnica necessari per garantire l’efficacia dei percorsi formativi, un elemento che andrebbe valorizzato nella progettazione della quarta edizione del FNC».

La Ferrero acquista Kellogg

Valore complessivo di 3,1 miliardi (23 dollari ad azione).
L’acquisizione comprende produzione, marketing e distribuzione degli iconici cereali da colazione.

La Ferrero ha raggiunto l’accordo per l’acquisizione di Kellogg Company per 23 dollari ad azione, che significa un valore complessivo d’impresa di 3,1 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferisce la nota dell’azienda, ripresa poi da Forbes, l’acquisizione comprende la produzione, il marketing e la distribuzione del portafoglio iconico di cereali da colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi.

L’operazione rientra nel piano di crescita strategica del Gruppo Ferrero.

Carola Rackete si dimette da europarlamentare

Sarà rimpiazzata da Martin Gunter.
Vannacci: non ci mancherai; speriamo che Salis e Lucano seguano l’esempio.

L’attivista Carola Rackete, nota per aver sfidato il governo giallo-verde sulla migrazione speronando una nave della Guardia Costiera, ha annunciato le proprie dimissioni dal Parlamento europeo.

La tedesca, in una nota, ha dichiarato quanto di seguito:

La mia candidatura e il mio mandato hanno sempre avuto l’obiettivo di contribuire al rinnovamento del partito Die Linke, un processo che sta procedendo con successo. Come persona attiva nei movimenti sociali, io e il mio team abbiamo discusso fin dall’inizio di definire il mandato in modo collettivo e questo spirito collettivo si sta ora concretizzando con le mie dimissioni.

Carola Rackete sarà rimpiazzata dal brandeburghese Martin Gunter, candidato con la Die Linke ed arrivato appena dietro di lei.

Le sue dimissioni sono state commentate anche dal Generale Vannacci come di seguito:

Non ci mancherai, ora speriamo che Salis e Lucano seguano l’esempio“.