La Polonia pensa a nuove tasse su alcol e tabacco. Gli esperti: rischio incremento mercato nero

La nuova tassa andrebbe ad alimentare i fondi per la Sanità.
Gli esperti: i prodotti sono già tassati, aumentando ulteriormente il prezzo si favorirebbe il mercato nero (già +3% in due anni).

Il governo polacco sta valutando una nuova tassa sulle vendite di alcolici e prodotti del tabacco.

L’idea, come riporta Polonia Oggi, è introdurre un contributo dello 0,25% destinato a un nuovo fondo per la salute pubblica, che dovrebbe finanziare alcune spese del sistema sanitario.

Secondo le stime, la nuova tassa potrebbe portare circa 225 milioni di zloty all’anno. Il Ministero della Salute sostiene che in questo modo una parte dei costi sanitari legati al consumo di queste sostanze sarebbe sostenuta dalle aziende che ne traggono profitto.

Il progetto, però, suscita dubbi, perché alcol e tabacco sono già soggetti ad accise. Il Ministero dello sviluppo teme inoltre nuovi obblighi amministrativi per le imprese.

Gli esperti avvertono che ulteriori aumenti dei costi potrebbero favorire il mercato illegale, soprattutto quello dei prodotti del tabacco.

Nel 2026 il mercato nero delle sigarette ha già raggiunto il 9,7% del mercato, contro il 6,7% alla fine del 2024.

JTI acquisterà 8.000 kg di tabacco italiano nei prossimi 3 anni

Il Sottosegretario La Pietra: comparto tabacchicolo italiano è un’eccellenza.
Ellena (Jti): volgiamo offrire stabilità e prospettiva al comparto.

Un ordine di acquisto fino a ottomila chilogrammi di tabacco italiano nei prossimi tre anni.

È l’accordo fra il ministero dell’Agricoltura e di Jti (Japan Tobacco International), fra i maggiori produttori di tabacco e prodotti di vaping in tutto il mondo, con brand come Winston e Ploom.

Con questo nuovo accordo – ha detto Didier Ellena, presidente e amministratore delegato di Jti Italia, che investe nel Paese da più di vent’anni – vogliamo offrire stabilità e prospettiva al comparto, rafforzando la capacità di pianificare investimenti di lungo periodo e garantendo solidità economica alle imprese e ai lavoratori in esse impiegate. Crediamo che il dialogo aperto e concreto tra industria e istituzioni sia la chiave per garantire un futuro d’eccellenza per tutta la filiera. In questo senso, l’Italia rappresenta un esempio di equilibrio e pragmatismo. Confidiamo che lo stesso approccio possa essere adottato anche in futuro, di fronte alle prossime sfide regolatorie che si presenteranno a livello europeo“.

Il sottosegretario del ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra, come riporta Il Sole 24 Ore, ha sottolineato che “il comparto tabacchicolo rappresenta un’eccellenza italiana, che necessita oggi di strumenti nuovi per affrontare un contesto sempre più competitivo. Innovazione, valorizzazione delle competenze e investimenti mirati sono le leve attraverso le quali garantire stabilità e prospettive di crescita a un settore che coinvolge centinaia di aziende e migliaia di lavoratori” e, quindi, l’accordo rappresenta “un passo importante in questa direzione. Si tratta di un impegno concreto per rafforzare la filiera nazionale, sostenere le imprese e creare le condizioni per uno sviluppo continuo e duraturo“.

Il ministero “continuerà a lavorare al fianco degli operatori del settore per favorire un modello produttivo competitivo, capace di coniugare tradizione, qualità e innovazione tecnologica“.

Tassa Ue sulle imprese con oltre 100 milioni di ricavi

Per l’Italia possibile stangata da quasi 2 miliardi l’anno.
L’industria manifatturiera la più a rischio; Lombardia la regione più esposta.

Tra le varie tasse che l’Ue sta pensando di introdurre per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo (ReArmUe), oltre a quelle sul tabacco che potrebbe salire fino al +139% (approfondimento al link) e sull’elettronica dove si pagherebbero anche i rifiuti non prodotti (approfondimento al link), ce ne sarebbe anche una sulle aziende che hanno ricavi annui superiori ai 100 milioni.

Come riporta Milano Finanza citando i numeri di Unimpresa, per l’Italia sarebbe una stangata da 1,8 miliardi di euro all’anno.

L’industria manifatturiera sarebbe la più a rischio mentre la Lombardia sarebbe la regione più esposta.

Ue: nuova tassa sui rifiuti… senza rifiuti

L’aliquota è di 2 euro al kg e si basa solo su stime, tassando anche rifiuti non realmente prodotti.
Garantirà 15 miliardi di euro di nuove tasse all’anno.

Come visto a questo link, l’Ue intende tassare tabacco e prodotti elettronici per finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo.

Per quanto riguarda i prodotti elettronici, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen intende raccogliere 15 miliardi di euro all’anno tassando i Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non raccolti e, con questi fondi, finanziare il bilancio 2028-2034.

Il comunicato stampa ufficiale, come riporta Qui Finanza, riporta la volontà di applicare un’aliquota sui rifiuti elettronici non raccolti di 2 euro al kg moltiplicati per la differenza tra il peso medio degli apparecchi immessi sul mercato nei tre anni precedenti ed il peso dei Raee raccolti.

Di fatto, dunque, una tassa che si basa su stime e non su dati e che tasserebbe anche dei rifiuti non realmente prodotti.

Tasse su tabacco e rifiuti elettronici per finanziare il bilancio Ue

L’Ue propone che Bruxelles incassi direttamente i proventi sottraendoli ai governi nazionali.
Aumenti fino al 139% sulle accise del tabacco; sul tavolo anche i rifiuti elettronici.

Bilanci più corposi per poter finanziare la guerra in Ucraina, il Green Deal ed il riarmo (ReArmUe).

Come farlo? L’Ue, come riporta Il Sole 24 Ore, sta pensando di incassare direttamente le tasse sul tabacco, privando gli Stati membri di parte delle entrate fiscali.

In pratica sarebbe Bruxelles ad incassare i proventi, sottraendoli ai governi nazionali.

Non solo. Lo farebbe con possibili aumenti fino al 139% sulle sigarette e mettendo nuove accise sui rifiuti elettronici.