Scoperto il più grande giacimento polacco di petrolio e gas nel Mar Baltico

Stimati 22 milioni di tonnellate di petrolio e 5 miliardi di metri cubi di gas naturale.
Possibile la presenza di altri giacimenti nei paraggi.

Central European Petroleum (CEP), una società canadese operante in Polonia dal 2017, ha annunciato la scoperta del più grande giacimento di petrolio e gas naturale nella storia della Polonia: Wolin East.

Il giacimento si trova nel Mar Baltico, a circa 6 km da Świnoujście.

È stato individuato grazie al pozzo WE1, che ha raggiunto una profondità di 2715 metri. Secondo la CEP, Wolin East contiene 22 milioni di tonnellate di idrocarburi estraibili e 5 miliardi di metri cubi di gas naturale di qualità commerciale.

Il petrolio ha un indice API di 33,4, il che lo classifica come leggero, quindi più facile ed economico da raffinare. L’intera area della concessione Wolin, che copre 593 km², contiene in totale oltre 33 milioni di tonnellate di petrolio e condensato, e 27 miliardi di metri cubi di gas.

Oltre ai giacimenti già confermati, come riporta Polonia Oggi, l’area ha un grande potenziale per ulteriori scoperte, in particolare nella dolomia principale e nel sottosuolo rosso.

Secondo Krzysztof Galos, sottosegretario di Stato e Geologo Capo della Polonia, la scoperta di Wolin East potrebbe rappresentare un momento storico per l’industria polacca degli idrocarburi, soprattutto considerando le aree della zona economica esclusiva della Polonia nel Baltico ancora poco esplorate.

Galos ha sottolineato che lo sviluppo di questo giacimento potrebbe rafforzare significativamente la sicurezza energetica del Paese e ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime, a condizione che vengano soddisfatti tutti i requisiti formali per avviare l’estrazione.

Da parte sua, la CEP evidenzia che questa scoperta ha il potenziale per diventare una base solida per lo sviluppo del settore energetico nazionale. Rolf G. Skaar, direttore generale della CEP, ha annunciato azioni rapide per avviare la produzione, tra cui la preparazione e l’approvazione della documentazione geologica e degli investimenti.

L’azienda sta già dialogando con potenziali partner, sia polacchi che internazionali, e punta a collaborazioni per sviluppare ulteriormente il progetto.

Skaar sottolinea che l’estrazione da Wolin sarà meno costosa rispetto al Mare del Nord, grazie alle acque poco profonde e alla vicinanza del mercato.

Secondo lui, il giacimento potrebbe persino raddoppiare o triplicare la produzione giornaliera di petrolio della Polonia, attualmente di soli 16–18 mila barili al giorno, a fronte di una domanda che raggiunge i 700 mila barili.

Oltre all’aumento della produzione di petrolio, la CEP prevede anche una crescita dell’estrazione di gas di circa il 20%. L’azienda crede che la scoperta di Wolin East possa annunciare la presenza di altri giacimenti nella regione, come è già successo nel Mare del Nord.

La Germania acquisterà più gas dagli Usa per 20 anni

Essendosi chiusa le porte con Russia e Medio Oriente, ora l’Ue può comprare solo dagli Usa.
Gli Usa lo sanno e giocano sui prezzi.

La SEFE, di proprietà statale, acquisterà altre 750.000 tonnellate/anno di GNL dall’impianto di esportazione CP2 di Venture Global per 20 anni.

Le aziende tedesche si stanno rivolgendo sempre più al GNL (in particolare dagli Stati Uniti) per sostituire il gas russo.

Come riporta Reuters, Venture Global fornirà il GNL dal progetto Calcasieu Pass 2 (CP2) per 20 anni, portando il volume totale di acquisti da parte di SEFE – acronimo di Securing Energy for Europe – a 3 milioni di tonnellate all’anno.

Elvira Scotto, analista di Capital Markets, ha dichiarato quanto di seguito:

Prevediamo che Venture Global possa annunciare ulteriori accordi di acquisto a lungo termine per CP2, al fine di raggiungere l’obiettivo di 2-5 milioni di tonnellate all’anno di contratti di fornitura a lungo termine aggiuntivi presso CP2“.

Il progetto CP2 di Venture Global, che ha una capacità di 20 milioni di tonnellate annue e dovrebbe fornire il suo primo GNL nel 2027, sarà il più grande impianto di esportazione di gas superraffreddato negli Stati Uniti.

Si prevede che l’azienda diventerà il principale fornitore di GNL della Germania, con un prelievo combinato di 5 milioni di tonnellate annue e accordi ventennali con le società tedesche SEFE ed Energie Baden Württemberg.

Come riporta Giubbe Rossa la si può considerara una vittoria per gli USA e un’ennesima sconfitta per la Germania: trattandosi di un contratto a lungo termine, è verosimile supporre che il costo €/MWh sia significativamente più basso rispetto al mercato spot. Tuttavia, basandosi sulla serie storica, è legittimo ipotizzare che il prezzo finale pagato dalla Germania sarà significativamente superiore a quello che pagherebbe acquistando il gas dalla Russia. A grandi passi verso la deindustrializzazione.

Essendosi chiusa le porte con Russia e Medio Oriente (schierandosi con l’Ucraina e con Israele), l’Europa ora può comprare gas e petrolio praticamente solo dagli Usa; gli Usa lo sanno (avendo orchestrato il tutto) e ne approfittano sui prezzi.

Bank of America: rublo miglior valuta del 2025

Le strategie europee per mettere in ginocchio la Russia sono autolesioniste.
E i proclami crollano di fronte ai dati.

La Bank of America ha nominato il rublo la migliore valuta del 2025.

Come riporta la Cbnc, infatti, la valuta russa si è rafforzata di oltre il 40%, nonostante un lungo conflitto, una crisi economica, sanzioni e il calo dei prezzi del petrolio.

Parrebbe che le strategie europee di mettere in ginocchio la Russia non stiano funzionando molto bene. Del resto, una cosa analoga è accaduta con le importazioni di gas e petrolio provenienti dalla Russia, dove l’Ue dichiara di aver praticamente chiuso gli acquisti mentre altro non fa che far fare alle risorse un giro più ampio per dimostrare che non arrivano dalla Russia, con l’unica conseguenza che ai cittadini europei queste risorse costano di più (approfondimento ai link1 e link2).

Russia: 883 miliardi da export combustibili fossili, di cui 209 da Paesi Ue

Le importazioni di gas russo nel 2024 sono aumentate del 18%.
Ember: alleati occidentali hanno pagato per idrocarburi russi più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti.

Mosca ha incassato 883 miliardi di euro dall’export di combustibili fossili; di questi 883 miliardi di euro, 209 (ovvero circa il 24%) arrivano da Stati dell’Ue.

La Bbc riporta quanto di seguito:

I dati analizzati dal Centro ricerca energia e aria pulita mostrano che gli alleati occidentali dell’Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti”.

Secondo un’analisi del think tank energetico Ember, come riporta Il Fatto Quotidiano, le importazioni di gas russo in Ue sono aumentate del 18% nel 2024: “L’aumento è stato trainato dall’aumento delle importazioni in Italia, Repubblica Ceca e Francia”.

Inquinamento: metà di quello mondiale è prodotto da sole 36 aziende

Ecco quali sono aziende che inquinano anche più degli Stati.
Carbone, petrolio, gas e cemento le fonti principali.

Metà delle emissioni di CO2 mondiali viene prodotta da appena 36 multinazionali delle fonti fossili.

A rivelarlo è l’ultima edizione del Carbon Majors report, ripreso da Il Sole 24 Ore, che prende in esame i dati del 2023 relativi a 169 grandi aziende attive nei settori del petrolio, gas e carbone, ma anche della produzione di cemento.

Secondo l’ultima edizione del report, nel 2023 appena 36 colossi dei combustibili fossili (tra i quali Saudi Aramco, Coal India, ExxonMobil e Shell) hanno prodotto oltre 20 miliardi di tonnellate di CO2.

Il carbone è stata la fonte del 41% delle emissioni, con il petrolio a quota 32%, il gas al 23% ed il cemento al 4%.

Secondo il report, se Saudi Aramco fosse uno Stato sarebbe il quarto più grande inquinatore al mondo dopo Cina, Stati Uniti ed India, mentre ExxonMobil produce emissioni pari a quelle della Germania, Paese al nono posto nella classifica delle emissioni.