Australia: parlamento invaso da studi inventati dall’IA

Studi, ricerche e lavori mai condotte ed attribuite a persone reali.
Downie: i documenti sono arrivati anche in parlamento e vi è il rischio di decidere su prove mai esistite.

Studi accademici mai pubblicati, ricerche che nessuno ha mai condotto e perfino lavori inesistenti attribuiti a studiosi in carne e ossa. L’intelligenza artificiale generativa sta creando un problema inatteso per il Parlamento australiano, dove il sistema di consultazione pubblica rischia di trasformarsi in una porta d’ingresso per informazioni apparentemente autorevoli ma completamente inventate.

Il meccanismo nasce con uno scopo preciso: permettere a cittadini, associazioni ed esperti di presentare osservazioni e documenti alle commissioni parlamentari, offrendo ai deputati una base più ampia di informazioni su cui valutare leggi e politiche pubbliche. Ma un’inchiesta di Guardian Australia ha scoperto che tra questi contributi stanno aumentando quelli realizzati con l’IA e corredati da fonti che, a un controllo più attento, semplicemente non esistono.

In alcuni documenti esaminati, la maggior parte dei riferimenti bibliografici sarebbe costituita da allucinazioni” dell’intelligenza artificiale: titoli, studi e pubblicazioni costruiti dai modelli linguistici in modo abbastanza credibile da sembrare autentici. Ed alcuni di questi materiali, come riporta Agi, sono arrivati fino ai rapporti delle commissioni parlamentari. Il rischio, avverte Christian Downie, professore alla School of Regulation and Global Governance dell’Australian National University, è che il problema finisca per superare il semplice pasticcio bibliografico: i parlamentari potrebbero trovarsi a prendere decisioni sulla base di prove che, in realtà, non sono mai esistite.

La Cina dona 42,7 milioni di dollari all’Ecuador

L’incontro tra Xi Jinping e Noboa porta alla firma di 2 accordi e 5 strumenti di cooperazione.
Ora il presidente dell’Ecuador proseguirà verso Vietnam e Singapore.

Il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa ha incontrato a Pechino l’omologo cinese Xi Jinping, nell’ambito della visita di Stato in Cina iniziata il 16 agosto.

Dopo la cerimonia ufficiale di benvenuto, i due leader hanno avuto un incontro bilaterale dedicato al rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi. La visita ha portato anche alla firma di due accordi di cooperazione non rimborsabile per un totale di 42,7 milioni di dollari.

Come riporta Ansa, circa 28 milioni saranno destinati al settore della sicurezza, in particolare all’acquisto di 125 veicoli per il pattugliamento della polizia, mentre altri fondi sosterranno la sanità e un programma di rilancio produttivo nel nord dell’Ecuador.

Altri 14,7 milioni finanzieranno progetti in settori prioritari come istruzione, produzione e prevenzione dei rischi.

Quito e Pechino hanno inoltre sottoscritto cinque strumenti di cooperazione su economia digitale, commercio e investimenti, industria verde, comunicazione ed energia rinnovabile.

Prevista anche una collaborazione per migliorare il monitoraggio e la prevenzione degli effetti di El Niño, con un sistema meteorologico basato sull’intelligenza artificiale.

La visita di Noboa proseguirà fino al 23 agosto e includerà tappe in Vietnam e Singapore.

Nell’ex stabilimento FIAT aprirà un centro AI da 2,5 miliardi di dollari

A Bielsko-Biala (Polonia) si prevede un’infrastruttura digitale da 125 MW pronta in 12 mesi.
Sarà un Parco Industriale e Tecnologico dedicato alla produzione, ai data center e all’intelligenza artificiale.

L’azienda polacca DL Invest Group realizzerà nell’area dell’ex stabilimento Fiat di Bielsko-Biała un nuovo Parco Industriale e Tecnologico dedicato alla produzione, ai data center e all’intelligenza artificiale.

Il primo lotto del progetto dovrebbe entrare in funzione entro dodici mesi e, come riporta Polonia Oggi, l’investimento, dal valore stimato di circa 2,5 miliardi di dollari, prevede un’infrastruttura digitale con una potenza finale di 125 MW, destinata soprattutto allo sviluppo dell’AI.

Il complesso sorgerà su un’ex area industriale già dotata di infrastrutture energetiche e produttive e punta a integrare industria, ricerca, automazione e tecnologie digitali.

Secondo DL Invest Group, il progetto rappresenta una delle più grandi iniziative private tecnologiche in Polonia e contribuirà alla trasformazione della Slesia in un centro europeo dell’industria di nuova generazione.

Scoperto il primo virus informatico gestito dall’IA

Si chiama JadePuffer ed ha fatto un attacco hacker interamente guidato dall’IA, senza alcun intervento umano.
Ha rubato le password, reso illeggibili 1.300 file e poi ha chiesto il riscatto.

Il primo caso in cui un attacco hacker guidato interamente da un’intelligenza artificiale, senza alcun intervento umano.

Si tratta di JadePuffer, scoperto dagli esperti della società di sicurezza informatica Sysdig.

Il virus avrebbe fatto tutto da solo: una volta entrato nel sistema informatico della vittima, ha rubato le password, bloccato i dati rendendoli illeggibili e ha inviato la richiesta di riscatto. L’aspetto più preoccupante, secondo i ricercatori, è che questa intelligenza artificiale si è dimostrata in grado di ragionare e adattarsi. Quando ha incontrato un ostacolo o un sistema di difesa, non si è bloccata, ma ha corretto il tiro da sola, provando nuove strade e riuscendo a forzare gli accessi nel giro di pochi secondi.

L’attacco è partito sfruttando un punto debole in Langflow, un programma usato per creare applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Da lì, il virus si è annidato nei server e si è spostato fino all’archivio principale dei dati, dove ha reso illeggibili oltre 1.300 file aziendali prima di chiedere il pagamento del riscatto. A confermare che l’attacco sia stato condotto da un’intelligenza artificiale sono stati alcuni errori scoperti nel codice del virus, dagli appunti scritti come se stesse “pensando ad alta voce” all’indirizzo Bitcoin fornito per il pagamento, risultato finto, uguale a quello che di solito si trova nei manuali di istruzioni.

Secondo una nota di Sysdig, JadePuffer segna l’inizio di una nuova era di minacce automatiche, in cui non serviranno più hacker esperti per lanciare attacchi informatici pericolosi “ma basterà affidare il compito ad un’intelligenza artificiale“.

La BCE lancia l’allarme Mythos per le banche

Il nuovo modello di intelligenza artificiale può fare reverse engineering della vulnerabilità delle patch rilasciate dai grandi fornitori di software.

La Banca centrale europea ha convocato le banche del continente per un meeting, fissato martedì 26 maggio, in cui alzerà la pressione sulla minaccia cyber ai loro sistemi It creata da Claude Mythos, il nuovo modello d’intelligenza artificiale di Anthropic giudicato così potente da poter ‘bucare‘ gli standard di protezione attualmente in uso.

Nella riunione la Bce, come scrive il Financial Times, intende spingere le banche ad accelerare una soluzione, inclusa la necessità che le banche statunitensi con tecnologie più avanzate condividano informazioni con gli istituti europei.

Anthropic ha consentito l’accesso ad Anthropic a un numero limitato di organizzazioni non europee, principalmente statunitensi, nell’ambito del test del modello chiamato ‘Project Glasswing‘.

Frank Elderson, membro del board Bce vicepresidente del Consiglio di vigilanza sulle banche, ha spiegato al Ft che, data la velocità delle minacce cyber legata all’Ia, queste “devono essere affrontate più velocemente” e martedì “intendiamo sentire le loro valutazioni, far condividere le loro esperienze e sottolineare l’urgenza di questo problema“.

Sembra che, se uno dei grandi fornitori di software rilascia una patch, sia possibile fare reverse engineering della vulnerabilità che la patch dovrebbe correggere, non in settimane, ma forse in 30 minuti“, ha spiegato Elderson, come riporta Ansa. “Questo significa che, una volta pubblicata la patch, una banca deve avere processi in atto per assicurarsi di applicare queste patch molto più velocemente di quanto non avvenga attualmente secondo le prassi di mercato“.