Russia: pene severe per diffusione fake news su esercito

La Duma approva la legge in terza lettura.
Previsto anche il carcere.

La Duma, la camera bassa del parlamento russo, ha approvato una legge che rende la diffusione di notizie false sull’esercito un reato punibile con il carcere.

La legge approvata dalla Duma nella terza lettura, come riporta “Reuters”, introduce multe e pene carcerarie per coloro che intenzionalmente diffondano notizie false in merito alle forze armate che abbiano un impatto serio.

Russia e Georgia vicine allo scontro

Controversie inerenti a territori, sanzioni, mercato e fondi stanno portando Russia e Georgia ad un clima ostile.

Tensioni tra Russia e Georgia.

Alla base della controversia c’è un conflitto irrisolto, ovvero quello legato allo status dell’Ossezia e dell’Abkhazia; le due regioni sono state riconosciute indipendenti da alcuni Paesi dell’ONU, soprattutto dalla Russia che le ha

nel 2008, ma la Georgia le rivendica come territori del proprio Stato.

La Duma, il ramo basso del Parlamento russo, ha approvato all’unanimità la dichiarazione per richiedere al governo l’imposizione di sanzioni verso la Georgia, ritenendo il comportamento di quest’ultima come “provocazioni anti-russe”.

Più precisamente, il leader del partito Just Russia Segei Mironow, si è così espresso:

Riteniamo che queste cose siano inaccettabili in tutti i sensi, mi riferisco a quanto accaduto di recente in Georgia, bisognerebbe dare una risposta adeguata. C’è una regola molte semplice: se ci trattate come dei maleducati aspettatevi una reazione”.

A rincarare la dose ed a farne percepire l’astio oggi presente, arrivano anche le parole dello stesso presidente russo Vladimir Putin:

Il sentimento anti-russo è alimentato a 180 gradi in Georgia da persone ignoranti che non conoscono la storia oppure la ignorano e finiscono per danneggiare irreparabilmente la Georgia e il popolo georgiano”.

Le sanzioni chieste dai deputati russi sono inerenti alle importazioni di vino ed acqua minerale provenienti, appunto, dalla Georgia (l’export verso il Paese di Putin rappresenta una voce abbastanza importante del bilancio georgiano). Inoltre vorrebbero bloccare i trasferimenti di fondi dalla Russia verso la stessa Georgia, ritenendola una misura di ritorsione.

Da “Euronews”, Galina Polonskaya dice che “i parlamentari di tutti i partiti erano d’accordo fra loro: le provocazioni anti-russe non dovrebbero rimanere senza risposta”.

Ora la palla passa al governo, che dovrà fare la prossima mossa elaborando proposte concrete da presentare al presidente Putin.

Nel frattempo, a far capire la criticità della situazione, arriva anche il fatto che i tour operator russi hanno sospeso le operazioni in Georgia, proprio perché si temono pericoli di aggressioni nei confronti dei cittadini russi.