Amazon annuncia investimenti per oltre 23 miliardi di zloty in Polonia

L’azienda ha già investito 45 miliardi di zloty dal 2012 creando 19.000 posti di lavoro.
I nuovi investimenti sono previsti entro il 2028 a porteranno altri 1.000 posti di lavoro.

Amazon annuncia investimenti in Polonia per oltre 23 miliardi di złoty entro il 2028.

L’azienda vuole rafforzare la propria posizione in uno dei mercati dell’e-commerce più competitivi d’Europa, potenziando la logistica, tecnologie e un’offerta adattata ai clienti locali.

Secondo le previsioni, come riporta Polonia Oggi, il commercio online in Polonia dovrebbe raggiungere quasi 200 miliardi di złoty.

La strategia dell’azienda combina la portata globale con soluzioni locali. In Polonia sono stati introdotti, tra l’altro i pagamenti tramite Blik, le consegne nei locker automatici di InPost e consegne più rapide same-day a Varsavia.

Viene inoltre ampliata l’offerta di marchi locali. L’investimento chiave sarà un nuovo centro logistico a Dobromierz, che entrerà in funzione nel 2026.

La struttura, con una superficie di 200 mila metri quadrati, dovrebbe creare oltre mille posti di lavoro e utilizzare robotica avanzata.

Amazon investe anche nell’intelligenza artificiale e nei centri di ricerca e sviluppo: dal 2012 l’azienda ha investito in Polonia oltre 45 miliardi di złoty e ha creato circa 19 mila posti di lavoro.

Allo stesso tempo cresce l’importanza dei venditori polacchi sulla piattaforma e delle produzioni locali sviluppate da Prime Video; tra queste, è in lavorazione una serie dedicata ad Aleksander Kwaśniewski ed alla sua famiglia.

Google: se esplode la bolla IA non si salva nessuno

Pichai: investimenti in intelligenza artificiale straordinari ma anche irrazionali; nessuna azienda sarebbe al sicuro, nemmeno noi di Google.

Se la “bolla” innescata dal boom dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) esplodesse, nessuna azienda sarebbe al riparo.

E’ l’allarme lanciato da Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, filiazione del colosso americano Google, intervistato sulle prospettive di questo business tecnologico dalla Bbc.

Pichai sottolinea “il momento straordinario” dell’IA, a livello di investimenti e aspettative, ma anche qualche elemento di “irrazionalità” dietro un interesse così trascinante: senza sminuire i timori che tempo circolano nella Silicon Valley, come sui mercati mondiali, in relazione ai rischi di “una bolla” in grado potenzialmente di scoppiare.

Io penso che nessuna azienda ne sarebbe immune, inclusi noi” ha dichiarato, come riporta Ansa.

Indeed e Glassdoor licenziano 1.300 dipendenti

La giapponese Recruitment Holdings che detiene entrambi i portali per la ricerca del lavoro intende puntare sull’AI.
Prevista una riduzione del 6% dell’organico collettivo.

Recruitment Holdings, la società giapponese che controlla sia Glassdoor che Indeed, sta per avviare un processo di riduzione di circa il 6% del proprio organico collettivo, ovvero circa 1.300 dipendenti.

Le due società sono tra i portali di ricerca del lavoro più popolari e sono entrate a far parte di Recruitment Holdings rispettivamente dal 2018 e dal 2012.

Stando a quanto riporta Business Insider poi ripreso da HD Business, i licenziamenti sarebbero dovuti alla volontà del gruppo di puntare sull’intelligenza artificiale.

IA, D’Angelo: giusto darsi regole, ore sostenere sempre più le aziende

Il presidente ANSI: l’approvazione alla Camera dà sostanza alla priorità di predisporre strumenti ad hoc per il settore; costruita la cornice è necessario supportare le aziende che investono in IA.

In vista del via libero definitivo, l’approvazione alla Camera dei deputati del disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale dà sostanza alla priorità di predisporre strumenti normativi ad hoc per il settore. Costruita questa cornice, è essenziale ora sostenere sempre più le aziende che investono sull’IA, anche nella logistica”. Così Andrea D’Angelo, presidente dell’associazione datoriale ANSI – Logistica integrata.

Nel rapporto della Commissione europea sullo stato del decennio digitale 2025 – continua D’Angelo – si legge che da qui al 2030 soltanto il 60% delle imprese italiane si sarà dotato di sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale, con una media europea che invece si attesta sul 75%. Un dato che si può mettere in relazione anche a quanto previsto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e da TeamSystem sul potenziale di cui si sta parlando: con l’IA, sempre con l’orizzonte del 2030, il 60% delle imprese italiane che contano più di dieci addetti genererà ricavi aggiuntivi di circa 1.300 miliardi di euro, raddoppiando quindi la crescita di fatturato media degli ultimi cinque anni”.

La strada dunque è tracciata e, oggi più che mai, emerge l’esigenza di supportare le imprese che stanno puntando su questi sistemi, all’insegna dell’innovazione, della competitività e della modernizzazione. Nel nostro campo, come Ansi continuiamo a sostenere poi l’importanza di adottare strumenti verticali creati su misura per la logistica, nutriti esclusivamente con i dati provenienti da tutto il comparto e in grado di fornire soluzioni all’intera filiera”, conclude.

OpenAI si aggiudica contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono

Lo scopo è sviluppare un’intelligenza artificiale di livello militare a 360°: difesa informatica, logistica, processo decisionale sul campo di battaglia, assistenza sanitaria per truppe e analisi dei dati militari.

OpenAI si aggiudica un contratto da 200 milioni di dollari con il Pentagono per sviluppare un’intelligenza artificiale di livello militare.

Il contratto annuale con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale avanzati per la sicurezza nazionale: si tratta del primo accordo militare ufficiale dell’azienda e di uno dei più grandi contratti del Dipartimento della Difesa mai assegnati a un’azienda di software.

Lo scopo è realizzare prototipi di intelligenza artificiale per supportare la difesa informatica, la logistica, il processo decisionale sul campo di battaglia, l’assistenza sanitaria per le truppe e l’analisi dei dati militari.