Audi: rivolta nello stabilimento di auto elettriche

Forte crisi dell’elettrico: il gruppo pensa di chiudere la fabbrica di Bruxelles.
I dipendenti sequestrano le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta; possibili azioni legali.

Il Gruppo Volkswagen sta considerando la chiusura di uno stabilimento a causa di una crisi di vendite e della mancanza di 500.000 immatricolazioni, con gravi ripercussioni anche per il marchio Audi.

La fabbrica di Bruxelles, specializzata in auto elettriche, è paralizzata a causa della bassa domanda e i dipendenti hanno sequestrato le chiavi di 200 veicoli in segno di protesta.

Come riporta Autoappassionati, Audi ha risposto minacciando azioni legali se le chiavi non verranno restituite, mentre i sindacati stanno organizzando una mobilitazione per il 16 settembre.

Neat Burger raddoppia nel cuore di Milano

In Porta Venezia il secondo store della catena di ristoranti
sostenuta da Leonardo Di Caprio e Lewis Hamilton.

Dopo il successo dell’apertura al centro commerciale Merlata Bloom dello scorso anno, Neat Burger, la catena di ristorazione plant-based sostenuta da Leonardo Di Caprio e Lewis Hamilton, è pronta a inaugurare il suo secondo store a Milano. La nuova sede aprirà ufficialmente giovedì 12 settembre in viale Vittorio Veneto, nel vivace quartiere di Porta Venezia.

Fondata a Londra nel 2019, Neat Burger ha rapidamente conquistato i palati internazionali grazie alla sua offerta di cibo vegano che non compromette il gusto, dimostrando che un’alimentazione sostenibile può essere anche deliziosa. Il brand, che ha trovato il favore di investitori illustri come Di Caprio ed Hamilton, si prepara ora a raddoppiare la sua presenza nel Capoluogo lombardo.

Il primo store milanese, inaugurato lo scorso anno a Merlata Bloom, ha riscosso un immediato successo, segnale che anche il pubblico italiano è pronto a sperimentare una ristorazione più consapevole e attenta all’ambiente. Il nuovo punto vendita di Porta Venezia promette di diventare il nuovo epicentro per chi cerca un’alternativa gustosa e sostenibile, non solo per vegani e vegetariani, ma anche per chiunque desideri ridurre il proprio impatto ambientale senza rinunciare al piacere della buona tavola.

L’offerta di Neat Burger non si limita ai classici burger e panini, ma include anche proposte fresche come insalate, piatti bilanciati e una selezione di dolci permettendo ai clienti di godere di un’esperienza completa dal pranzo fino alla cena. Un menù versatile che, abbinato all’attenzione alla sostenibilità, rende Neat Burger una destinazione perfetta per chi cerca una pausa gustosa e responsabile.

La scelta di aprire nel quartiere di Porta Venezia non è casuale: questa zona è infatti nota per essere uno dei poli più dinamici, innovativi e open-minded della città, frequentata da un pubblico attento alle nuove tendenze, alla sostenibilità e alla cultura contemporanea. Un contesto perfetto per un brand come Neat Burger, che mira a promuovere uno stile di vita flessibile e moderno, aperto al cambiamento.

La sostenibilità rappresenta un valore fondamentale per Neat Burger, che utilizza solo packaging realizzati con materiali riciclati e riciclabili. Tutti i ristoranti Neat Burger sono pet-friendly, permettendo ai clienti di condividere il piacere di un pasto con i propri animali domestici.

Neat Burger si presenta come un brand moderno che promuove una dieta “flexitariana” in modo giovane, cool e attrattivo, rivolgendosi in particolare alla generazione dei social media. La sua missione è chiara: servire prodotti che sostituiscano la materia prima animale, diventando parte attiva di un cambiamento necessario per l’ambiente, senza tralasciare il gusto e la soddisfazione dei clienti. Nel 2022, l’azienda ha annunciato una raccolta fondi da 30 milioni di dollari per sostenere la crescita globale. È stato in questa occasione che al nome di Lewis Hamilton si è aggiunto quello di Leonardo Di Caprio, noto per il suo impegno verso l’ambiente, rafforzando ulteriormente la credibilità e l’appeal del marchio.

Guardando al futuro, Neat Burger ha ambiziosi piani di espansione per l’Italia: sono già previste altre due aperture nel 2025 confermando il forte interesse e la crescita costante del mercato plant-based nel nostro Paese. Con il suo design colorato e l’atmosfera accogliente, il nuovo store di Porta Venezia rappresenta perfettamente l’identità giocosa e inclusiva di Neat Burger, pronto a diventare un punto di riferimento per chi desidera unire gusto, sostenibilità e benessere.

Polonia: aziende tessili riconvertono la produzione verso il militare

Segnale di ampliamento del conflitto anzichè di colloqui per la pace.
Per poter produrre le divise NATO servono alta qualità, prezzi competitivi e stabilità del Paese del fornitore.

Le sartorie polacche, grazie agli ordini militari, stanno rafforzando la loro posizione in Europa, aumentando l’occupazione e collaborando con fornitori locali.

Aziende che in precedenza si specializzavano nella produzione di abbigliamento sportivo e calze, come Warmia (attualmente Kętrzyńskie Zakłady Odzieżowe), Gatta e Telimena, si sono riconvertite nella produzione di abbigliamento militare.

Come riporta Polonia Oggi, gli ordini provengono dalle forze armate della NATO e dai servizi in uniforme; dopo l’inizio del conflitto tra Russia ed Ucraina, la domanda di uniformi militari in Europa è infatti aumentata.

Aziende polacche come Unifeq Europe, che possiede il certificato NATO, forniscono gli eserciti di molti paesi europei, tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Svezia ed altri.

Per ottenere contratti contano non solo l’alta qualità ed il prezzo competitivo, ma anche la stabilità del Paese di origine del fornitore.

Gatta, in collaborazione con università specializzate polacche, produce magliette resistenti ai tagli per la Guardia di Frontiera e prevede ulteriori collaborazioni con l’esercito polacco.

Le aziende prevedono che, in futuro, la produzione per le forze armate rappresenterà una parte significativa dei loro ricavi.

Crosetto: Kiev non ci contesta nulla

Il ministro della Difesa: “non abbiamo discusso di possibili obiettivi in territorio russo”.
Poi aggiunge: “tutto quello che gli ucraini ci hanno chiesto gli è stato dato”.

Non abbiamo discusso col ministro della Difesa ucraino Umerov di possibili obiettivi in territori russo“.

Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Bruxelles per il Consiglio informale, come riporta Ansa, rispondendo a una domanda sul tema della rimozione delle restrizioni sulle armi.

Poi, lo stesso Crosetto ha continuato come di seguito:

Quello che posso dire è che gli ucraini non hanno nulla da contestare all’Italia in proposito: il giudizio che ci interessa è quello delle persone che sono in difficoltà, non di altri. Tutto quello che gli ucraini ci hanno richiesto gli è stato dato“.