Venezuela: compagnie petrolifere in coda per chiedere licenze export greggio agli Usa

Eni, Repsol e Maurel & Prom hanno già avanzato le richieste.
In un incontro alla Casa Bianca Trump ha chiesto di investire in Venezuela.

Numerosi partner europei della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tra cui Eni, la spagnola Repsol e la francese Maurel & Prom, hanno fatto richiesta per licenze o autorizzazioni Usa per l’esportazione di petrolio dal Paese, membro dell’Opec.

Lo hanno detto a Reuters sei fonti industriali.

I termini richiesti sono simili a quelli concessi da Washington negli scorsi anni, che hanno permesso alle compagnie di ricevere ed esportare petrolio venezuelano per le proprie raffinerie e altri clienti, fornendo al contempo carburante al Venezuela tramite un meccanismo di recupero del debito, secondo due delle fonti.

Le compagnie non hanno potuto esportare petrolio venezuelano sin dal secondo trimestre dello scorso anno, dopo che l’amministrazione di Donald Trump aveva sospeso le licenze. La settimana scorsa Repsol ha partecipato ad un incontro alla Casa Bianca durante il quale il presidente ha chiesto a un gruppo di compagnie petrolifere di investire in Venezuela.

Nessun commento per ora da parte delle compagnie petrolifere.

Possibile accordo commerciale Ue-India entro gennaio

Il cancelliere tedesco Merz è in India parla di accordo di libero scambio.
Ue principale partner commerciale per l’India già nel 2024 con 120 miliardi di euro.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ventilato la possibilità che l’Unione europea e l’India possano firmare uno storico accordo di libero scambio entro fine gennaio, una decisione che potrebbe riplasmare i legami commerciali globali a fronte dell’aumento del protezionismo e dello stallo dei negoziati Usa-India.

Se i negoziati si concluderanno in tempo i principali leader dell’Ue si recheranno in India per siglare l’accordo, ha detto oggi Merz alla stampa nella città di Ahmedabad, nell’India occidentale, dopo l’incontro con il primo ministro indiano Narendra Modi.

Ad ogni modo faranno un altro importante passo avanti per assicurare che questo accordo di libero scambio venga realizzato“, ha detto Merz durante il suo primo viaggio in India da quando ha assunto l’incarico di cancelliere.

Ancora nessun commento da parte dei funzionari dell’Unione europea, stando a quanto riporta Reuters.

L’accordo commerciale, da anni in fase di discussione, è considerato un’opportunità per entrambe le parti al fine di rafforzare i legami economici e ridurre la dipendenza da Cina e Russia.

Il commercio bilaterale tra India e Ue ha raggiunto 120 miliardi di euro nel 2024, facendo così dell’Ue il principale partner commerciale per l’India.

Trump: abbiamo bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale

Il presidente americano: non ci serve per i minerali, abbiamo più petrolio di qualsiasi altro Paese.
Ecco le sue ragioni.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Usa hanno bisogno della Groenlandia per “motivi di sicurezza nazionale“.

Trump, come riporta Giubbe Rosse, ha poi aggiunto quanto di seguito:

Non ci serve per i minerali, abbiamo più petrolio di qualsiasi altro Paese. Ne abbiamo bisogno per motivi di sicurezza nazionale: se guardate la Groenlandia, vedrete che è piena di navi russe e cinesi“.

Trump ritira gli Usa da 66 organizzazioni internazionali

La Casa Bianca annuncia un memorandum del Presidente.
Di queste, 31 organizzazioni sono legate all’Onu e 35 no.

La Casa Bianca ha annunciato un memorandum di Trump che sancisce il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali.

Di queste, 31 sono legate all’Onu e 35 non legate all’Onu, ma la scheda informativa non specifica i nomi, come riportato da Giubbe Rosse.

Sulla base delle azioni passate, potrebbe includere OMS, UNESCO, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite e l’Accordo di Parigi.

Probabilmente l’elenco completo arriverà nelle prossime ore.

Usa: nuova strategia Trump prevede allontanamento di alcuni Stati dall’Ue

Italia, Austria, Ungheria e Polonia i Paesi su cui puntare: devono essere favorevoli alla sovranità nazionale e alla difesa dei modi di vita europei, a condizione che rimangano filoamericani.

Nella versione estesa della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti studiata dall’amministrazione Trump – non pubblicata dalla Casa Bianca ma visionata dalla rivista Defense One e poi ripresa da Adnkronos, citato dal Corriere Toscano – l’Italia, insieme ad Austria, Polonia ed Ungheria, viene indicata tra i Paesi con cui Washington dovrebbe “collaborare maggiormente” con l’obiettivo di “allontanarlidall’Unione Europea.

Al fine di “rendere l’Europa di nuovo grande”, il documento suggerisce inoltre che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere “partiti, movimenti e figure culturalifavorevoli alla sovranità nazionale e alla difesa dei “modi di vita europei tradizionali”, a condizione che rimangano filoamericani.