La Bulgaria porrà il veto al 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia

Radev: questa guerra ha già attaccato economia, sport, cultura, energia; manca solo la religione. Ma Zelensky propone il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina.

La Bulgaria porrà il veto al 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il patriarca russo Kirill rimarrà nella lista.

Lo ha dichiarato il premier bulgaro, Rumen Radev ai giornalisti a Bruxelles a margine della riunione del Consiglio europeo.

Il premier bulgaro ha tuttavia sottolineato che la Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell’Ue sull’Ucraina. “Sosterremo il processo negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Ue“, ha concluso Rumen Radev come riporta Ansa.

Il tempo delle crociate è finito. Questa guerra ha già superato le trincee, si è estesa all’economia, all’energia, alla cultura e allo sport, ora resta da colpire la religione“, ha detto Radev. “Non mi interessa la persona del patriarca Kirill – ha aggiunto – mi interessa la Chiesa ortodossa russa, perché contribuì alla nostra liberazione da cinque secoli di giogo ottomano. Mi interessa l’intera società russa, che ha questa Chiesa, che è ortodossa come la nostra perché facciamo tutti parte di una stessa famiglia“.

In realtà, Zelensky ha già proposto il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina (approfondimento al link).

Bulgaria: vince il filo-russo e euroscettico Radev

Vittoria dell’ex presidente che ha presentato un programma filo-russo ed anticorruzione.
Ue preoccupata: potrebbe diventare la nuova Ungheria di Orban.

L’ex presidente bulgaro Rumen Radev ha conquistato il primo posto alle elezioni parlamentari con il 44,48% dei voti.

Il suo programma filo-russo ed anticorruzione ha riscosso un forte consenso tra gli elettori del Paese più povero dell’Unione europea.

Secondo i dati non ancora definitivi ma ormai sicuri, questo risultato conferisce alla coalizione “Bulgaria Progressista” di Radev, guidata dal 62enne, la maggioranza assoluta di almeno 132 seggi nel parlamento di 240 seggi.

Radev, che ha guidato il Paese dal 2017 al 2026, si è dimesso a gennaio per candidarsi alle elezioni parlamentari, e la sua vittoria rimescola le carte per la formazione del governo.

La vittoria di Radev suscita timori nell’Unione europea per le sue posizioni euroscettiche e filorusse.

Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, come riporta RaiNews, la Bulgaria infatti potrebbe diventare la nuova spina nel fianco Est dell’UE e della Nato.

Bulgaria: possibile veto a sanzioni Russia

Possibile voto contrario a sanzioni Ue se riguardano il settore nucleare.
Si tratterebbe del decimo pacchetto di sanzioni.

La Bulgaria ha avvertito giovedì che non accetterà misure contro il settore nucleare nel quadro del decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, assicurando che “se necessarioSofia porrà il veto a questo nuovo ciclo di sanzioni.

Il presidente bulgaro Rumen Radev, come riporta News 360, parlando prima del vertice dei capi di Stato e di governo che ha ospitato il presidente ucraino Volodimir Zelenski, con il quale ha discusso del sostegno militare e delle nuove sanzioni previste dall’UE per il primo anniversario dell’invasione russa ha dichiarato quanto di seguito:

Non possiamo accettare sanzioni nel campo nucleare perché colpiranno direttamente l’energia nucleare della Bulgaria. Quando sono in gioco gli interessi nazionali della Bulgaria, dobbiamo essere molto attenti. Se necessario, porremo il veto sul pacchetto“.

Dopo un anno di guerra in Ucraina, il presidente bulgaro ha dichiarato che “è tempo di concentrarsi sulla ripresa degli sforzi diplomatici e di impegnarsi per una soluzione pacifica“.

Radev ha dichiarato che il Paese continuerà a sostenere i “legittimi sforzi del popolo ucraino sul campo” e dei rifugiati in fuga dal conflitto, ma ha invitato l’UE a utilizzare “tutti gli strumenti disponibili” per indirizzare il dibattito verso una soluzione diplomatica.

Dopo la partecipazione di Zelenski al vertice europeo, la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà la sua proposta per il decimo pacchetto di sanzioni, con l’obiettivo di adottare misure contro i leader militari e politici russi, i media di propaganda russi e nuovi divieti di esportazione per danneggiare la capacità militare dell’esercito russo.

Il settore nucleare è stato uno dei bersagli dell’Ucraina, che insiste sul fatto che la Russia mantiene il suo ricatto nucleare sull’Europa.