Nuova Zelanda licenzia ambasciatore nel Regno Unito per osservazioni su Trump

Le azioni di Trump paragonate a quelle di Churchill nella seconda guerra mondiale.
Goff, figura chiava del centro-sinistra, ricopriva il ruolo solo dal 2023.

La Nuova Zelanda ha licenziato il suo ambasciatore nel Regno Unito dopo le sue controverse osservazioni sulla comprensione della storia da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Phil Goff, stando a quanto riporta Reuters, in una tavola rotonda a Londra ha paragonato gli sforzi di Trump per migliorare le relazioni con la Russia alle azioni di Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale.

Il suo commento, in cui si chiedeva se Trump avesse davvero compreso il significato della storia, non è piaciuto al ministro degli Esteri neozelandese, Winston Peters, che ha definito le osservazioni profondamente deludenti e contrarie alle opinioni del Paese.

Goff, in precedenza una figura chiave del Partito Laburista di centro-sinistra, aveva assunto l’incarico solo nel 2023; di conseguenza, il governo neozelandese ha avviato il processo di transizione verso un nuovo ambasciatore nel Regno Unito.

Per ora, resta da vedere se questo avrà un impatto significativo sulle relazioni diplomatiche in corso tra Nuova Zelanda e Regno Unito.

Neat Burger raddoppia nel cuore di Milano

In Porta Venezia il secondo store della catena di ristoranti
sostenuta da Leonardo Di Caprio e Lewis Hamilton.

Dopo il successo dell’apertura al centro commerciale Merlata Bloom dello scorso anno, Neat Burger, la catena di ristorazione plant-based sostenuta da Leonardo Di Caprio e Lewis Hamilton, è pronta a inaugurare il suo secondo store a Milano. La nuova sede aprirà ufficialmente giovedì 12 settembre in viale Vittorio Veneto, nel vivace quartiere di Porta Venezia.

Fondata a Londra nel 2019, Neat Burger ha rapidamente conquistato i palati internazionali grazie alla sua offerta di cibo vegano che non compromette il gusto, dimostrando che un’alimentazione sostenibile può essere anche deliziosa. Il brand, che ha trovato il favore di investitori illustri come Di Caprio ed Hamilton, si prepara ora a raddoppiare la sua presenza nel Capoluogo lombardo.

Il primo store milanese, inaugurato lo scorso anno a Merlata Bloom, ha riscosso un immediato successo, segnale che anche il pubblico italiano è pronto a sperimentare una ristorazione più consapevole e attenta all’ambiente. Il nuovo punto vendita di Porta Venezia promette di diventare il nuovo epicentro per chi cerca un’alternativa gustosa e sostenibile, non solo per vegani e vegetariani, ma anche per chiunque desideri ridurre il proprio impatto ambientale senza rinunciare al piacere della buona tavola.

L’offerta di Neat Burger non si limita ai classici burger e panini, ma include anche proposte fresche come insalate, piatti bilanciati e una selezione di dolci permettendo ai clienti di godere di un’esperienza completa dal pranzo fino alla cena. Un menù versatile che, abbinato all’attenzione alla sostenibilità, rende Neat Burger una destinazione perfetta per chi cerca una pausa gustosa e responsabile.

La scelta di aprire nel quartiere di Porta Venezia non è casuale: questa zona è infatti nota per essere uno dei poli più dinamici, innovativi e open-minded della città, frequentata da un pubblico attento alle nuove tendenze, alla sostenibilità e alla cultura contemporanea. Un contesto perfetto per un brand come Neat Burger, che mira a promuovere uno stile di vita flessibile e moderno, aperto al cambiamento.

La sostenibilità rappresenta un valore fondamentale per Neat Burger, che utilizza solo packaging realizzati con materiali riciclati e riciclabili. Tutti i ristoranti Neat Burger sono pet-friendly, permettendo ai clienti di condividere il piacere di un pasto con i propri animali domestici.

Neat Burger si presenta come un brand moderno che promuove una dieta “flexitariana” in modo giovane, cool e attrattivo, rivolgendosi in particolare alla generazione dei social media. La sua missione è chiara: servire prodotti che sostituiscano la materia prima animale, diventando parte attiva di un cambiamento necessario per l’ambiente, senza tralasciare il gusto e la soddisfazione dei clienti. Nel 2022, l’azienda ha annunciato una raccolta fondi da 30 milioni di dollari per sostenere la crescita globale. È stato in questa occasione che al nome di Lewis Hamilton si è aggiunto quello di Leonardo Di Caprio, noto per il suo impegno verso l’ambiente, rafforzando ulteriormente la credibilità e l’appeal del marchio.

Guardando al futuro, Neat Burger ha ambiziosi piani di espansione per l’Italia: sono già previste altre due aperture nel 2025 confermando il forte interesse e la crescita costante del mercato plant-based nel nostro Paese. Con il suo design colorato e l’atmosfera accogliente, il nuovo store di Porta Venezia rappresenta perfettamente l’identità giocosa e inclusiva di Neat Burger, pronto a diventare un punto di riferimento per chi desidera unire gusto, sostenibilità e benessere.

Regno Unito: tracollo dei Conservatori, stravincono i laburisti

I Tory erano al governo dal 2010 con 5 diversi leader.
Sunak: “Mi dispiace e mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta”.

Mi dispiace e mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta“.

Lo ha detto a Downing Street il premier conservatore uscente Rishi Sunak nel suo ultimo discorso al Regno Unito dopo il disastroso tracollo dei Tory nelle elezioni politiche prima di andare a Buckingham Palace da re Carlo III e rassegnare le sue dimissioni.

Come riporta Ansa, ha poi aggiunto:

Tra poco incontrerò Sua Maestà il Re per presentare le mie dimissioni da primo ministro del Paese. Vorrei dire prima di tutto che mi dispiace (I’m sorry). Ho dato tutto me stesso in questo lavoro, ma avete inviato un chiaro segnale che il governo del Regno Unito deve cambiare e il vostro è l’unico giudizio che conta. Ho sentito la vostra rabbia, la vostra delusione. E mi assumo la responsabilità di questa sconfitta“.

Sunak ha quindi annunciato che lascerà la leadership Tory:

Mi dimetterò dalla carica di leader conservatore, ma non immediatamente, ma una volta che saranno stati predisposti gli accordi formali per la selezione del mio successore“.

I Tory erano al governo dal 2010 con 5 diversi leader; ora Keir Starmer, ex pubblico ministero che ha sostituito Jeremy Corbyn come leader laburista nel 2020 ed ha guidato i laburisti ad un successo schiacciante, sarà il prossimo primo ministro del Regno Unito.

Italia: si cerca una seconda casa automobilistica

Bassi rendimenti e pochi investimenti in Italia.
Aiuti pubblici da decenni ma sede fiscale e produzione trasferiti all’estero.

Stellantis, forse per la prima volta sin dai tempi FIAT, potrebbe avere un competitor in Italia.

Il gruppo non riesce a rendere quanto dovrebbe rispetto alla concorrenza, non investe quanto serve in Italia ed assorbe aiuti pubblici dalla notte dei tempi (con FIAT) salvo poi trasferire sede fiscale e produzioni all’estero.

Non è una novità, infatti, che dopo aver spostato le sedi amministrative e fiscali tra Londra ed Amsterdam, anche le produzioni stiano sempre più migrando verso Paesi esteri ed addirittura extra-europei come, ad esempio, l’Algeria (approfondimento al link).

Questo non andrebbe molto bene al governo ed ora quei tempi, pare, stiano per finire. O almeno è quanto si desume dalle parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Come riporta Ansa, infatti, il ministro ha dichiarato quanto di seguito

Ho preso il dossier automotive fin dall’inizio della legislatura, ora vedo che anche gli esperti di economia, gli opinionisti e certamente i sindacati ritengono giusta questa valutazione. Siamo in campo e abbiamo contatti, interlocuzioni, ormai da almeno 8-9 mesi con alcune case automobilistiche che potrebbero nei loro progetti di sviluppo internazionale, che riguardano l’Europa, insediarsi anche in Italia. Il nostro progetto sull’automotive è chiaro: riteniamo che per sostenere la nostra importante filiera dell’indotto, la vera nostra grande forza fatta da una pluralità di imprese, è necessario un mercato interno che produca almeno 1,3 milioni veicoli: questo è l’obiettivo che ci poniamo da qui a qualche anno per garantire nella transizione energetica verso l’elettrico che l’indotto possa sostenere i livelli produttivi e occupazionali. Vogliamo aprire il mercato ad altri produttori e quindi sappiamo che accanto a Stellantis, che è una importante multinazionale che deve investire nel nostro Paese in modelli innovativi, in ricerca e nell’elettrico per l’auto del futuro, sarà necessario comunque un’altra casa automobilistica: questo percorso non si inventa in pochi mesi, siamo al lavoro per una seconda casa automobilistica da 8 mesi circa e pensiamo che l’obiettivo si possa raggiungere in un tempo congruo. Una volta l’Italia aveva due case automobilistiche, poi fu venduta l’Alfa Romeo – ha proseguito – ma invece di vederla a un partner internazionale, l’allora sinistra al governo, che aveva anche la presidenza dell’Iri, preferì venderla al produttore locale, chiudendo il mercato. Noi invece vogliamo aprire il mercato“.

Ecco dove si trasferiscono gli italiani per guadagnare di più

La maggior parte resta nel continente europeo.
Ecco top 5 europea e le 2 principali destinazioni extra europee.

Da sempre, noi italiani, emigriamo in altri Paesi.

Succede ed è successo, per i motivi più diversi, ma oggigiorno si va altrove soprattutto per motivi economici.

Oggi gli italiani emigrano soprattutto nel resto d’Europa. Lo dicono i dati Istat, ripresi anche da Esquire Italia.

Come riporta uno degli ultimi documenti ufficiali dell’istituto di statistica, infatti, “L’Europa continua a essere la principale area di destinazione delle emigrazioni dei cittadini italiani“, dove ben l’83% degli italiani che vanno a vivere in un altro Paese lo fanno all’interno del continente europeo.

Recita sempre il documento dell’Istat che “rallentano, ma restano numerose, le partenze degli italiani verso il Regno Unito” che sono 23mila, addirittura il 24% del totale degli espatri (più precisamente molti di questi espatri riguardano l’area della capitale, Londra).

Il secondo Paese è la Germania: le partenze sono 14 mila all’anno, il 15% del totale.

Poi ci sono la Francia (11mila, 12% del totale), la Svizzera (9mila, 9% del totale) ed infine la Spagna (6mila, 6% del totale delle partenze).

Un altro dato molto interessante, tra quelli resi pubblici dall’Istat, è quello delle migrazioni verso i Paesi extra europei: in questo senso le mete preferite dagli italiani per vivere meglio, studiare e lavorare all’estero, sono gli Stati Uniti (4mila partenze all’anno, 4% del totale) e l’Australia (2mila, 2% del totale).