Ipocrisia G7, minacce all’Iran: “niente missili alla Russia o reagiremo”

Si chiede all’Iran di non fare ciò che il G7 esattamente fa.
Nessuno si ricorda più il Protocollo di Minsk, avente come mediatori Merkel e Hollande, o la richiesta di Mattarella a Putin di intervenire.

Siamo estremamente preoccupati per le notizie secondo cui l’Iran sta valutando la possibilità di trasferire missili balistici e la relativa tecnologia alla Russia, dopo aver fornito al regime russo droni che vengono usati in incessanti attacchi contro la popolazione civile in Ucraina. Chiediamo all’Iran di astenersi dal farlo, poiché ciò contribuirebbe alla destabilizzazione regionale e rappresenterebbe un sostanziale incremento materiale del suo sostegno alla guerra della Russia“.

Così, come riporta Ansa, i leader G7 in una nota. In caso contrario, “siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure“.

Nella dichiarazione dei leader del G7, che sottolineano come la guerra della Russia in Ucraina rappresenti “un’aggressione che costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Se l’Iran dovesse procedere con la fornitura di missili balistici o tecnologie correlate alla Russia, siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure contro l’Iran“, si legge ancora:

Ribadiamo il nostro appello ai terzi affinché cessino immediatamente di fornire sostegno materiale alla guerra di aggressione illegale e ingiustificabile della Russia contro l’Ucraina, altrimenti dovranno affrontare gravi costi“.

Sembra quantomeno ipocrisia che a chiedere una cosa del genere siano Paesi che da anni si comportano esattamente così, inviando continui ed ingenti aiuti militari all’Ucraina.

Il tutto, come si fossero dimenticati degli accordi di Minsk, ripetutamente infranti dall’Ucraina tramite gli attacchi degli 7-8 anni alle Repubbliche del Donbass per la quali addirittura il Presidente della Repubblica Sergio Mattarela era intervenuto chiedendo a Putin di intervenire (approfondimento al link).

Il Protocollo di Minsk era stato stipulato in presenza, tra gli altri, dei mediatori Angela Merkel e Francois Hollande e proprio il mancato rispetto degli accordi spinse la Russia ad accogliere la richiesta di aiuto lanciata dalle Repubbliche del Donbass a causa del mancato “cessate il fuocoucraino nonstante le ripetute richieste.

In Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo della Legge Gelli

Costantino: “Un passo avanti per professionisti e pazienti. Inoltre, per la prima volta si interviene sulle “misure analoghe” alla copertura assicurativa,
previste dal Legislatore ma non disciplinate. È giusto fornire finalmente un quadro normativo certo per dare agli operatori maggiore serenità”.

Consentire ai professionisti sanitari di lavorare con la necessaria serenità, pur non tralasciando le legittime ragioni dei pazienti danneggiati è quanto ci si aspetta dal decreto attuativo della legge Gelli in materia di requisiti minimi delle polizze assicurative, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal prossimo 16 marzo.

Un provvedimento che ha visto la luce dopo anni di attesa, oggetto di diverse stesure, riformulazioni e ripensamenti, e che finalmente interviene a dettare requisiti certi per i contratti di assicurazione alla cui stipula sono tenuti gli esercenti le professioni sanitarie e le strutture.

«È un bene –afferma Giovanni Costantino– che si sia finalmente posto fine al regime di incertezza che durava da troppi anni. Si tratta di un passo in avanti, sia per i pazienti che per i professionisti, cui occorre riconoscere una adeguata tutela, soprattutto quando sono esposti a rischi, di vario genere, per il bene delle persone assistite».

«Più che per l’individuazione dei diversi massimali minimi delle polizze –prosegue il giuslavorista– il decreto è interessante perché interviene per la prima volta a declinare e disciplinare le cosiddette “misure analoghe” alla copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi che il Legislatore aveva previsto che potessero essere attuate dalle strutture sanitarie e sociosanitarie proprio in alternativa alla stipula delle polizze. Per la prima volta, tali misure «non sono lasciate al buon senso e alla discrezionalità delle strutture ma sono individuate le modalità di funzionamento e di controllo».

«L’auspicio –conclude l’avvocato– è che la definizione di un quadro normativo certo in un ambito così delicato possa consentire alle strutture e ai professionisti che operano al loro interno di dedicarsi all’erogazione delle cure migliori, allontanando la paura del contenzioso che ormai aleggia inevitabile ogni qualvolta il risultato ottenuto sia diverso da quello sperato».

Trump condannato: rivolta dei trasportatori

Lanciata la campagna di boicottaggio a New York.
Trump: “Onorato di avere tanti patrioti dalla parte delle libertà”.

Truckers for Trump“, un’organizzazione fondata da autotrasportatori che sostengono l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno lanciato una campagna di boicottaggio della città di New York, dopo che una corte della Grande Mela ha condannato l’ex inquilino della Casa Bianca al pagamento di 355 milioni di dollari con l’accusa di frode, e ha vietato all’ex presidente di amministrare le sue attività nella città per i prossimi tre anni.

Come riporta Tgcom24, Trump ha commentato l’iniziativa di protesta sul social media Truth, definendosi “onorato di avere tanti patrioti dalla parte della libertà“.

Agricoltori polacchi in protesta verso la capitale

Due richieste: ritiro delle politiche green europee e fine delle agevolazioni per i prodotti ucraini.
“Pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Dopo le forti manifestazioni avvenute in Germania che hanno bloccato il Paese per una settimana (approfondimento al link), anche agli agricoltori italiani, francesi e spagnoli si erano uniti alle contestazioni (approfondimento al link).

Il fronte comune è contro le fallimentari politiche europee decise da Bruxelles ed ora si aggiunge anche la Polonia.

Come riporta Polonia Oggi, infatti, proseguono le proteste degli agricoltori polacchi, con oltre 250 blocchi stradali in tutto il Paese.

Nella giornata di ieri hanno indetto un’altra protesta, prevista per il 20 febbraio, che hanno definito una “marcia sulla capitale”.

Secondo notizie non ufficiali, anche i centri di vendita al dettaglio (Biedronka, Lidl, Auchan, Carrefour) saranno oggetto di blocchi.

Un agricoltore al portale Wirtualna Polska ha dichairato:

Bastano pochi giorni e la merce non arriverà più ai negozi”.

Gli agricoltori hanno due richieste principali: il ritiro del Green Deal dell’UE e la reintroduzione delle tariffe sui prodotti agricoli provenienti dall’Ucraina.

Francia: Le Pen prima nei sondaggi

Prima assoluta nelle top 10 delle personalità politiche francesi.
Prevalgono il suo partito e l’ultradestra. Male Macron.

Marine Le Pen si piazza per la prima volta da sola in prima posizione nella top 10 delle personalità politiche francesi realizzata dall’istituto Verian-Epoka per Le Figaro Magazine.

Alla domanda “Per ciascuna delle seguenti personalità, vorresti dirmi se ti piacerebbe vederle ricoprire un ruolo importante nei mesi e negli anni a venire?” il 40% dei francesi segnala la leader del Rassemblement National (Rn) piazzandola quindi al primo posto tra i politici d’Oltralpe.

Un forte progresso rispetto al 2010, quando la leader della fiamma tricolore bianco-rosso e blu era al 14%.

Segue, al secondo posto della classifica (39%) l’ex premier di Emmanuel Macron, Edouard Philippe, ed al terzo posto il segretario del Rn (quindi ancora sponda Le Pen), Jordan Bardella (37%).

Altro dato: Marion Maréchal, la nipote di Le Pen che ha lasciato il Rn per schierarsi con il partito di ultradestra Reconquete di Eric Zemmour, si piazza in quarta posizione (29%).

Come riporta Ansa, la recente nomina del giovane Gabriel Attal alla guida del governo non sembra beneficiare all’indice di fiducia di Macron, stabile al 24%, con lo stesso Attal che raccoglie il 33%.