L’indonesia potrebbe comprare la Giuseppe Garibaldi

Interesse concreto per l’acquisto della portaerei.
Fincantieri, coinvolta nella negoziazione, propone una riconversione della nave per l’impiego di droni navali.

L’Indonesia ha mostrato un interesse concreto per l’acquisto della portaerei italiana Giuseppe Garibaldi, posta in riserva nell’ottobre 2024.

Le trattative tra i governi di Roma e Jakarta sono in corso, con discussioni emerse in particolare durante la fiera Indodefence 2025 (11-14 giugno 2025), dove un modello della Garibaldi è stato presentato come possibile “drone carrier” per la Marina indonesiana.

L’interesse, come riporta Giubbe Rosse citando Scenari Economici, si inserisce nel piano Minimum Essential Force (MEF) dell’Indonesia, che mira a potenziare la flotta con unità avanzate, incluse portaelicotteri e fregate, per rafforzare la capacità aeronavale e contrastare l’influenza cinese nel Mar Cinese Meridionale.

L’accordo potrebbe includere il trasferimento di alcuni caccia AV-8B Harrier II STOVL, anche se ci sono dubbi sulla loro manutenzione e operatività a causa dell’età.

Fincantieri, coinvolta nei negoziati, ha proposto una riconversione della nave per l’impiego di droni navali, come i Bayraktar TB3, in collaborazione con l’azienda turca Baykar e l’indonesiana Republikorp, che produrranno 60 droni TB3 e 9 Akinci per le forze armate indonesiane.

Intel rinuncia agli investimenti in Germania e Polonia

In Germania saltano 30 miliardi di dollari di investimento per la fabbrica di semiconduttori più grande d’Europa.
In Polonia abbandonato il progetto da 4,6 miliardi di dollari e 2.000 posti di lavoro.

Il colosso americano della tecnologia Intel ha annunciato che rinuncia a costruire nuovi stabilimenti di semiconduttori in Polonia e Germania, incluso uno previsto vicino a Wrocław (Breslavia – approfondimento al link).

La decisione, come riporta Polonia Oggi, fa parte della nuova strategia dell’azienda, il cui obiettivo principale è la riduzione dei costi e il contenimento dell’espansione delle infrastrutture.

Lip-Bu Tan, il nuovo direttore generale che ha assunto la carica nel marzo 2025, ha comunicato anche la conclusione di un ampio piano di licenziamenti, che ha colpito circa il 15% dei dipendenti (approfondimento al link).

Secondo Tan, negli ultimi anni l’azienda ha investito troppo e troppo in fretta, senza un’adeguata domanda di mercato.

Questo ha portato a una frammentazione eccessiva della base produttiva, che alla fine non è stata pienamente utilizzata. Per questo motivo, Intel ha deciso di abbandonare i progetti precedentemente annunciati in Germania e Polonia.

In particolare, nel giugno 2023 l’azienda aveva dichiarato l’intenzione di investire 4,6 miliardi di dollari in uno stabilimento di integrazione e test di semiconduttori a Miękinia, vicino a Wrocław. Il progetto prevedeva la creazione di circa 2.000 posti di lavoro.

In Germania, a Magdeburgo, Intel aveva pianificato la costruzione della più grande fabbrica di semiconduttori in Europa, con un investimento stimato di 30 miliardi di euro, di cui 10 miliardi promessi dal governo tedesco come sostegno.

Secondo Tan, in futuro Intel adotterà un approccio più prudente e selettivo agli investimenti, con una gestione più disciplinata del capitale, in base alle esigenze reali del mercato e dei clienti.

Nonostante questi cambiamenti e la fase di ristrutturazione, le azioni Intel sono aumentate del 13% dall’inizio del 2025 anche se nel 2024 la società ha registrato il peggior calo della sua storia, con una perdita del 60% del valore azionario.

Le nuove decisioni rappresentano un tentativo di riportare stabilità finanziaria e maggiore efficienza nell’organizzazione globale del gruppo.

Russia stila elenco russofobi: c’è anche Mattarella. Farnesina convoca ambasciatore russo

Nella lista sono riportate le citazioni d’odio contro la Russia.
Ci sono anche Merz (Germania), Macron (Francia), 3 volte Rutte (Nato) e ben 7 volte Kallas (Ue).

Il ministero degli Affari esteri sta per convocare l’ambasciatore russo in Italia per contestargli l’inserimento di alte cariche della Repubblica italiana in un presunto elenco di soggetti “russofobi.

Lo rendono noto fonti della Farnesina, citate da Ansa.

Il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una lista di dichiarazioni di dirigenti di vari Paesi occidentali, tra le quali una del presidente Sergio Mattarella, presentate come esempi di ‘hate speech‘ (ovvero discorsi d’odio) contro la Russia.

La frase citata di Mattarella è quella pronunciata durante un discorso all’Università di Marsiglia il 5 febbraio scorso, in cui tracciava un parallelo tra le guerre di conquista del Terzo Reich tedesco e l’attacco russo all’Ucraina.

La lista, anticipata da La Repubblica, è postata sul sito del ministero degli Esteri russo, con il titolo ‘Esempi di dichiarazioni di responsabili e rappresentanti delle élite di Paesi occidentali sulla Russia che usano l’hate speech“.

Dell’elenco fanno parte esponenti di 13 Paesi, della Ue e della Nato.

La frase di Mattarella è l’unica citata per l’Italia.

La lista comprende anche dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, tre del segretario generale della Nato Mark Rutte e ben sette dell’Alto commissario per la politica estera della Ue, Kaja Kallas.

Una sola invece per gli Usa: un’affermazione del senatore Lindsay Graham.

Le 10 città più stressanti al mondo

6 su 10 si trovano negli Usa.
Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Secondo una ricerca condotta da Dipndive, società esperta in immersioni e snorkeling, le città più stressanti del mondo sono state identificate attraverso l’analisi di svariate metriche, tra cui il numero di turisti, l’inquinamento acustico, la qualità dell’aria, i costi dei trasporti e i tassi di criminalità. Ogni città è stata valutata su una scala da 0 a 100, e quelle con punteggi più alti risultano essere le più opprimenti.

Las Vegas domina la lista delle metropoli con più stress ma c’è anche Milano tra le peggiori in Europa per criminalità e costi di vita.

Ecco la classifica delle 10 città più stressanti, come riporta A Tutto Net:

10 – Parigi
9 – Portland
8 – Milano
7 – San Diego
6 – Zurigo
5 – Los Angeles
4 – Londra
3 – New York City
2 – San Francisco
1 – Las Vegas

Austria, ministra Esteri: disponibili ad abbandonare la neutralità

Beate Meinl-Reisinger si definisce liberale e spinge per l’adesione alla Nato: “La neutralità non proteggerà l’Austria da una Russia sempre più aggressiva”.

La ministra degli Esteri austriaca Beate Meinl-Reisinger ha dichiarato a Die Welt che il Paese è aperto a riconsiderare la sua pluriennale neutralità e a un’eventuale adesione alla NATO.

Secondo lei, la sola neutralitànon proteggerà l’Austria” di fronte a quella che ha definito “una Russia sempre più aggressiva” e a un deterioramento del contesto di sicurezza globale.

Ha ammesso, però, che attualmente in Austria non esiste una maggioranza parlamentare o pubblica a favore dell’adesione alla NATO.

Nel resto dell’intervista si è definita “liberale“.