La Polonia ritira l’onorificenza a Zelesnky

L’onorificenza Aquila Bianca ritirata al premier ucraino: ha attribuito a un’unità delle Forze armate ucraine il nome di “Eroi dell’UPA”, colpevoli del massacro dei polacchi nella Volinia.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha deciso di revocare l’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza dello Stato polacco, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Per l’entrata in vigore della decisione sarà ancora necessaria la controfirma del primo ministro. Secondo Nawrocki, la scelta è legata alla decisione di Zelensky di attribuire a un’unità delle Forze armate ucraine il nome di “Eroi dell’UPA.

Il presidente polacco ha sottolineato che la revoca non è diretta contro il popolo ucraino e non modifica il sostegno della Polonia all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ha però affermato che il capo dello Stato polacco, in qualità di Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Bianca, ha il dovere di difendere il prestigio della più importante onorificenza nazionale.

La decisione ha provocato forti reazioni sia in Polonia sia in Ucraina: diversi esponenti della coalizione di governo hanno criticato la mossa, sostenendo che potrebbe essere sfruttata dalla propaganda russa e danneggiare le relazioni tra Varsavia e Kiev.

Esponenti di PiS e della Confederazione, come riporta Polonia Oggi, hanno invece accolto positivamente la decisione, affermando che la cooperazione con l’Ucraina deve basarsi anche sul rispetto della memoria storica delle vittime polacche dei massacri della Volinia.

In segno di solidarietà con Zelensky, l’ex primo ministro ucraino Volodymyr Hrojsman ha annunciato la restituzione della Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia ricevuta nel 2011. Anche il ministro degli Esteri Andrij Sybiha, il capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov e l’ambasciatore ucraino in Polonia Vasyl Bodnar hanno deciso di rinunciare alle onorificenze polacche ricevute negli anni passati.

La controversia nasce dal diverso giudizio storico sull’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino), considerata in Polonia responsabile dei massacri di decine di migliaia di civili polacchi durante la Seconda guerra mondiale.

In Ucraina, invece, parte della società considera i membri dell’UPA come protagonisti della lotta per l’indipendenza nazionale.

Polonia: Germania restituisce beni culturali saccheggiati durante Seconda Guerra Mondiale

La restituzione degli oggetti è avvenuta a Berlino durante il 35° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Polonia e Germania.

In Polonia sono tornati altri preziosi beni culturali perduti durante la Seconda Guerra Mondiale a seguito dell’invasione della Germania nazista.

Tra i reperti recuperati figurano il manoscritto medievaleGaude Mater Polonia” (“Rallegrati, Madre Polonia”), un anello attribuito al re Sigismondo I il Vecchio e 11 modelli in miniatura ferroviari, provenienti dal Museo dei Trasporti di Varsavia (del periodo prebellico).

La consegna degli oggetti è avvenuta durante il Forum polacco-tedesco a Berlino, in occasione del 35º anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Polonia e Germania.

All’evento, come riporta Polonia Oggi, ha partecipato anche la ministra della Cultura e del Patrimonio Nazionale, Marta Cienkowska, che ha sottolineato come i beni recuperati abbiano un’importanza fondamentale per l’identità e il patrimonio storico polacco.

Il processo di restituzione è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco, i partner tedeschi e le istituzioni impegnate nella restituzione di beni culturali.

La ministra ha evidenziato che il recupero delle opere perdute dimostra come le questioni storiche più complesse possano essere risolte attraverso il dialogo e la cooperazione.

Il ministro degli Affari Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha evidenziato come l’identificazione e lo studio della provenienza degli oggetti trafugati rappresentino un processo complesso, che richiede l’analisi dei documenti e della storia della proprietà.

La restituzione dei beni culturali rappresenta un ulteriore passo nel lungo percorso della Polonia per il recupero del proprio patrimonio culturale perduto.

Russia: aperti al dialogo con l’Europa ma non accetteremo ultimatum

Peskov: gli europei sarebbero o stupidi o incompetenti se pensassero di poter negoziare con la Russia da una posizione di forza.

Il Cremlino ha affermato che la Russia è aperta al dialogo con i paesi europei, ma non accetterà ultimatum.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, come riporta Reuters, ha detto ai giornalisti che gli europei sarebbero o stupidi o incompetenti se pensassero di poter negoziare con la Russia da una posizione di forza.

La Bulgaria porrà il veto al 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia

Radev: questa guerra ha già attaccato economia, sport, cultura, energia; manca solo la religione. Ma Zelensky propone il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina.

La Bulgaria porrà il veto al 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia se il patriarca russo Kirill rimarrà nella lista.

Lo ha dichiarato il premier bulgaro, Rumen Radev ai giornalisti a Bruxelles a margine della riunione del Consiglio europeo.

Il premier bulgaro ha tuttavia sottolineato che la Bulgaria non ostacolerà le decisioni comuni dell’Ue sull’Ucraina. “Sosterremo il processo negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Ue“, ha concluso Rumen Radev come riporta Ansa.

Il tempo delle crociate è finito. Questa guerra ha già superato le trincee, si è estesa all’economia, all’energia, alla cultura e allo sport, ora resta da colpire la religione“, ha detto Radev. “Non mi interessa la persona del patriarca Kirill – ha aggiunto – mi interessa la Chiesa ortodossa russa, perché contribuì alla nostra liberazione da cinque secoli di giogo ottomano. Mi interessa l’intera società russa, che ha questa Chiesa, che è ortodossa come la nostra perché facciamo tutti parte di una stessa famiglia“.

In realtà, Zelensky ha già proposto il bando della chiesa ortodossa russa in Ucraina (approfondimento al link).