Salvini: rinunciare al gas russo è irrilevante per la fine del conflitto

Diversi Paesi dell’Ue, come Francia e Spagna, non rinunciano al gas russo.
Il divieto al gas russo non ferma il conflitto ma penalizza le aziende italiane.

Vietare l’acquisto di gas russo è “irrilevante in termini di fine del conflitto e condizionante per le nostre imprese e la nostra economia“.

Lo ha detto il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini intervenendo in videoconferenza all’assemblea di Gim Unimpresa, associazione delle imprese italiane in Russia.

Salvini, come riporta Ansa, ha sottolineato che diversi Paesi della Ue, tra cui Francia e Spagna, continuano ad acquistare gas russo, mostrando di non voler rinunciare a questo “potenziale di energia“.

Non mi sembra che le sanzioni abbiano portato alla fine del conflitto… e mi auguro che non ci siano altri 20 pacchetti di sanzioni prima di arrivare alla fine di questa guerra. Al tavolo negoziale, perché questo conflitto non si concluderà con un vincitore evidente“, ha aggiunto.

Salvini: escludo piano per razionamento carburante

Il vicepremier: non c’è allo studio nessun piano sul razionamento del carburante né su chiusura scuole, uffici, fabbriche e negozi.

Non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi“.

Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini nella conferenza stampa nella sede della Stampa Estera sul tema del caro energia.

Escluso il razionamento di carburante? “Sì, in questo momento non voglio neanche prenderlo in considerazione“, ha risposto Salvini, come riportato da Ansa.

Io non considero lo smart working, non è da prendere in considerazione“, ha detto Salvini a proposito del caro energia.

Lavoro: gli statali potranno lavorare fino a 70 anni

Solo su base volontaria, con l’ok dell’amministrazione e per esigenze non diversamente assolvibili.
Ridurrà la spesa previdenziale.

I dipendenti statali potranno lavorare fino a 70 anni con l’ok dell’amministrazione.

Il vertice dei leader del centrodestra a Palazzo Chigi per fare il punto sulla legge di bilancio è durato due ore; un pranzo di lavoro che ha visto coinvolti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini ed Antonio Tajani, il capo politico di Noi moderati Maurizio Lupi ed il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

La norma che introduce la possibilità per le amministrazioni pubbliche di trattenere in servizio su base volontaria il personale oltre i 67 anni ed entro i 70 anni per lo svolgimento di attività di tutoraggio ed affiancamento o di esigenze funzionali non diversamente assolvibili non determina maggiori oneri “ma anzi garantisce, per il periodo di trattenimento in servizio, una minore spesa previdenziale“.

Lo riporta Il Sole 24 Ore, citando la relazione tecnica alla bozza del ministero della pubblica Amministrazione sulla possibilità che i dipendenti pubblici restino al lavoro, su base volontaria e su scelta dell’amministrazione, oltre l’età per la pensione di vecchiaia.

Salvini: proposta di legge per reintrodurre la leva

6 mesi di servizio civile o militare per chi ha 18-26 anni.
Critiche dall’opposizione.

Depositata alla Camera la proposta di legge della Lega per reintrodurre sei mesi di servizio civile o militare per i ragazzi tra i 18 e 26 anni, su base regionale e da svolgere esclusivamente in Italia“.

Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, come riporta Ansa, che poi continua:

Ne sono convinto. È una forma di educazione civica al servizio della comunità, di disciplina, di attenzione al prossimo e rispetto per se stessi e per gli altri che potrà avere effetti molto positivi“.

Dall’opposizione arrivano critiche, con Elly Schlein che dice “diamo ai giovani il futuro, non un fucile” ed il capogruppo di Iv al Senato che si esprime come di seguito:

Salvini vuole reintrodurre la leva obbligatoria. Crosetto è contrario. Tajani dice che costa troppo, e non si può fare. Invece di porsi seriamente il tema della difesa europea (unico modo per assicurare sicurezza e protezione a tutti noi), al governo giocano e si dividono, usando un tema delicatissimo come specchietto per la campagna elettorale. E’ la cifra di una presunta classe dirigente“.

Salvini: in guerra in Ucraina ci vadano Macron e Monti

Monti si accoda a Macron e ipotizza l’invio di truppe in Ucraina.
Il premier leghista si dice “turbato” dalle loro dichiarazioni.

Mi turba che dopo Macron, anche Monti oggi parli dell’invio di soldati italiani a combattere in Ucraina. Questi vanno curati: chi la pensa così e lo dice come se fosse una cosa normale, vale per Macron e per Monti, sono pericolosi“.

Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini arrivando a Rho Fiera a Milano, a proposito di quanto affermato in mattinata dall’ex premier Mario Monti a Radio 24 a proposito del conflitto tra Russia e Ucraina.

Come riporta Ansa, Monti avrebbe ipotizzato l’invio di truppe in Ucraina; “Parlare di soldati italiani che potranno andare a combattere e morire in Ucraina lo ritengo una cosa gravissima“, ha continuato Salvini.