I contratti, in scadenza nel 2029, prevedevano mansioni strategiche e retribuzioni analoghe.
La rottura dei rapporti, come riporta Sky tg24, era stata motivata dall’eurodeputata con il “venir meno della fiducia” e con una presunta insoddisfazione professionale.
Il giudice ha rilevato l’assenza di prove sulla giusta causa, riconoscendo il risarcimento di 300.900 euro per i mancati guadagni e 10 mila euro di spese legali.
Salis: “Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato”