Lavrov: gli USA aiutano gli ucraini ad attaccarci

Il ministro degli Esteri russo: senza l’aiuto diretto americano sarebbe impossibile ciò che l’Ucraina sta facendo.

Gli Usa aiutano gli ucraini a lanciare i loro attacchi in profondità nel territorio russo.

Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass e poi ripreso da Ansa.

Senza l’aiuto diretto americano nella guida e nell’ottenimento di dati per l’individuazione di obiettivi, è impossibile fare ciò che l’Ucraina sta facendo ora, lanciando attacchi terroristici sul territorio russo“, ha affermato Lavrov intervenendo ad un forum.

Terremoto in Venezuela: è il più forte degli ultimi 126 anni

La scossa si è percepita oltre 160 chilometri di distanza, interessando parti della Colombia.
Profondità dell’epicentro molto ridotta: solo 10-13 chilometri.

Un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) classifica il terremoto avvenuto in Venezuela come il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni.

L’evento sismico risulta paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di magnitudo 7.7 registrato nell’ottobre del 1900.

Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla ridotta profondità dell’epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. Secondo l’analisi tecnica, “il rilascio di energia si è verificato superficialmente nel sistema di faglie che forma il confine meridionale della placca caraibica con la placca sudamericana (asse di deformazione che collega i sistemi di faglie di Boconó e San Sebastián)“.

Questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità, come riporta Ansa, ha sprigionato un movimento tellurico eccezionale, le cui onde si sono propagate a grande distanza.

La scossa è stata infatti segnalata a oltre 160 chilometri di distanza, colpendo la capitale venezuelana e arrivando a interessare in modo distinto anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.

Il Messico verso la ripresa elle esportazioni di petrolio verso Cuba

L’export avverrà tramite compagnie private che hanno ottenuto le licenze da Washington.
Sheinbaum: favorirà maggior presenza di imprenditori messicani sull’isola.

Il Messico si prepara a riprendere le esportazioni di petrolio verso Cuba attraverso imprese private autorizzate, dopo le licenze concesse da Washington a febbraio per la vendita di combustibili all’isola.

Lo ha annunciato la presidente Claudia Sheinbaum, precisando che le forniture saranno effettuate “in forma commerciale tramite imprese private” e che “non si tratta di una questione umanitaria“.

Secondo la presidente, riportano i principali media locali poi ripresi da Ansa, il nuovo quadro normativo approvato dal governo cubano potrebbe favorire una maggiore presenza di imprenditori messicani nell’isola caraibica.

Sheinbaum ha inoltre invitato gli investitori interessati a rivolgersi al ministero degli Esteri.

Nel 2025, la compagnia statale messicana Pemex aveva esportato verso Cuba una media di 15.000 barili di greggio al giorno e 2.200 barili di derivati petroliferi, per un valore complessivo di circa 500 milioni di dollari.

Ghalibaf: lo Stretto i Hormuz sarà gestito dall’Iran

Il capo negoziatore di Teheran: saranno rispettate le norme internazionali, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto.

Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz“.

Lo ha detto, secondo quanto riportano i media statali iraniani poi ripresi da Ansa, il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf.

Kim: il nostro arsenale nucleare deve superare quello del resto del mondo

La Corea del Nord conferma che ampliare le proprie forze nucleari sia il nucleo della sovranità militare, della nazione e il perno della strategia di deterrenza o di guerra.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha sollecitato l’impegno a potenziare ulteriormente le risorse nucleari del proprio Paese “con l’obiettivo di superare il resto del mondo“.

Lo riferisce l’Agenzia centrale di notizie coreana (Kcna) citata da Yonhap e poi ripresa da Ansa.

Il Partito dei lavoratori della Corea (Wpk) ha convocato sabato la seconda riunione plenaria del suo nono comitato centrale, della durata di tre giorni e presieduta dal leader Kim, per valutare l’andamento delle politiche del Paese nella prima metà dell’anno e riesaminare l’agenda stabilita in occasione di un importante congresso del partito tenutosi a febbraio. La riunione ha ribadito l’impegno della Corea del Nord ad ampliare le proprie forze nucleari, descrivendole come “il nucleo della sovranità militare” della nazione e “il perno dell’attuazione della strategia di deterrenza o di guerra“.

Il rapporto afferma che la sessione plenaria ha deciso all’unanimità che “esercitare appieno la posizione di Stato dotato di armi nucleari è il modo più corretto e unico per affrontare attivamente e con fiducia la situazione militare e politica internazionale imprevedibile, che si sta complicando sotto molteplici aspetti“.