Guerra in Ucraina e Medio Oriente: vertice a Berlino

Presenti solo Usa, Germania, Francia e Gran Bretagna.
La Polonia lamenta l’esclusione in quanto è la frontiera dell’Ue.

Venerdì a Berlino si è tenuto un vertice sulla guerra in Ucraina e sulla situazione in Medio Oriente.

A Berlino si sono riuniti i rappresentanti dei governi degli Stati Uniti (Joe Biden), della Francia (Emmanuel Macron), della Germania (Olaf Scholz) e della Gran Brettagna (Keir Starmer).

Inizialmente la riunione si sarebbe dovuta svolgere a metà ottobre a Ramstein in Germania ma è stata spostata a causa dell’uragano Milton negli Stati Uniti.

Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Paweł Wroński ha commentato il vertice sottolineando che la Polonia sarebbe dovuta essere presa in considerazione alla riunione a Berlino perché è fortemente impegnata dell’aiuto dato all’Ucraina a diversi livelli.

Inoltre, come riporta Polonia Oggi, Wroński ha osservato che circa il 90% degli aiuti per l’Ucraina transitano attraverso la Polonia.

Altresì, il portavoce del Ministero degli Affari ha espresso la sua sorpresa per l’assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’incontro a Berlino

Francia-Israele: è scontro

Macron vieta la partecipazione alla fiera di armi navali alle aziende israeliane.
Israele: “Una vergogna”. Gaza: morte oltre 42.000 persone e circa 100.000 feriti.

Il ministro della Difesa israeliano ha definito “una vergogna” la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di vietare alle aziende israeliane la partecipazione a una fiera di armi navali, accusando Parigi di attuare una politica ostile nei confronti del popolo ebraico.

Il divieto è l’ultimo episodio di una serie di scontri tra i due Paesi causati dai timori del governo Macron rispetto alla condotta di Israele nelle guerre a Gaza e in Libano.

La decisione è stata presa dopo che gli sforzi francesi per raggiungere una tregua nel conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano sono naufragati.

I ministri della Difesa dei 16 paesi dell’Unione Europea che partecipano alla missione Unifil in Libano, riuniti oggi in videoconferenza, sostengono che il mandato della missione deve essere rivisto e che è necessario fare la massima pressione politica e diplomatica su Israele per evitare ulteriori incidenti.

Come riporta Reuters, in una nota si legge quanto di seguito:

È stata espressa con forza la necessità di rivedere le regole d’ingaggio, in modo da permettere a Unifil di operare in maniera più efficace e sicura“.

Il ministero della Sanità di Gaza ha comunicato che sono stati uccisi più di 42.409 palestinesi e 99.153 sono stati feriti nell’offensiva militare di Israele su Gaza dal 7 ottobre 2023.

Almeno un bombardamento israeliano ha colpito un quartiere meridionale di Beirut stamattina, ore dopo che gli Stati Uniti hanno espresso la loro contrarietà all’estensione degli attacchi di Tel Aviv a Beirut, con un crescente bilancio delle vittime e timori per un’escalation del conflitto nella regione.

Lo hanno riferito testimoni di Reuters mentre l’esercito israeliano ha detto di aver condotto un attacco a un deposito di armi sotterraneo di Hezbollah nel distretto meridionale di Dahiyeh a Beirut.

Brembo acquisisce Öhlins Racing

Operazione da 400 milioni.
Tiraboschi: “Öhlins è perfetta per Brembo”.

Brembo ha siglato oggi un accordo con Tenneco, società nel portafoglio di fondi gestiti da Apollo Global Management, per l’acquisizione del 100% del capitale di Öhlins Racing, leader nella produzione di sospensioni premium ad alte prestazioni per moto e auto nei segmenti del primo equipaggiamento, del motorsport e dell’aftermarket.

Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo di Brembo, ha dichiarato quanto di seguito:

Öhlins è perfetta per Brembo. È un brand riconosciuto in tutto il mondo, con un business solido e una reputazione senza pari, sia in pista che su strada. L’ingresso di Öhlins nel Gruppo è una grande opportunità per espandere la nostra offerta per il mercato automotive. Con questa acquisizione, facciamo un ulteriore passo avanti nella nostra strategia per fornire soluzioni intelligenti e integrate ai clienti, sfruttando le sinergie tra le principali tecnologie per il corner del veicolo.

Fondata nel 1976, Öhlins Racing ha sede a Upplands Väsby (Stoccolma), Svezia, ed ha una forte presenza internazionale; come riporta Affari Italiani, il suo acquisto è costato 400 milioni di euro, rendendola l’acquisizione più costosa della storia dell’azienda.

Öhlins impiega circa 500 persone in due stabilimenti produttivi in Svezia e Thailandia, due centri di ricerca e sviluppo in Svezia e Thailandia e quattro sedi commerciali e di testing negli Stati Uniti, in Germania, Thailandia e Svezia.

Sigarette: tassa di 5 euro per la Sanità

La proposta dell’Aiom verso l’emendamento in Manovra.
Gallus: sfatare il mito che in Italia le sigarette costano tanto.

Un’iniezione di 13,8 miliardi di euro per sostenere il Servizio sanitario nazionale, sempre più in crisi.

Risorse preziose che si potrebbero ottenere con una tassa di scopo sulle sigarette, aumentando di 5 euro il costo dei pacchetti.

Una misura che salverebbe le casse della sanità pubblica e che, prima di tutto, eviterebbe ogni anno migliaia di casi di tumore al polmone e altre neoplasie. In una conferenza stampa al Senato, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) lancia la campagna ’SOStenereSSN’ – promossa da Aiom, Fondazione Aiom e Panorama della Sanità – e dichiara guerra aperta al fumo, incassando l’appoggio della vicepresidente del Senato, Domenica Castellone, che annuncia emendamenti alla manovra che andranno in questa direzione.

Il fumo, spiega il presidente Aiom Francesco Perrone, «è la causa del 90% dei casi di tumore al polmone, pari a 40mila nuove diagnosi nel 2023. Chiediamo alle Istituzioni di approvare una tassa di scopo sulle sigarette. L’obiettivo è ridurre il consumo di tabacco e disporre di ulteriori risorse, fino a 13,8 miliardi, da destinare al finanziamento del Ssn. Il tabagismo è un fattore di rischio anche per altre neoplasie, per malattie cardiovascolari e respiratorie».

Secondo le stime Aiom, come riporta Il Sole 24 Ore, in Italia sono attribuibili a questa cattiva abitudine oltre 93.000 morti ogni anno, con costi pari a oltre 26 miliardi di euro.

Il 24,5% degli adulti (18-69enni) fuma e l’abitudine è sempre più diffusa soprattutto nelle donne, a cui corrisponde un progressivo aumento della mortalità per carcinoma polmonare.

«Bisogna diffondere un messaggio chiaro: è necessario interrompere l’abitudine al fumo, perchè non esiste una soglia sotto la quale le sigarette non risultino dannose», avverte il presidente di Fondazione Aiom Saverio Cinieri.

Vanno anche sfatate delle false convinzioni, come quella che i prezzi siano già molto alti: se in Italia nel 2021 un pacchetto costa circa 6 euro, in Inghilterra costa 12 euro, in Francia 9, in Romania 8, in Olanda 6,90, in Polonia e Germania 6,46. Solo in Spagna il costo è minore e pari a 5,54 euro. Nel 2024, però, un pacchetto di uno dei maggiori marchi di sigarette in Italia ha il costo di 6,20 euro contro i 12,50 della Francia. Anche gli Usa hanno stabilito costi alti, intorno agli 8 dollari. Altro falso mito è che gli italiani si ribellerebbero ad una tassa di scopo sulle “bionde”: secondo un’indagine del 2024 dell’Istituto Mario Negri, infatti, il 62% dei connazionali si dice favorevole a tale misura, finalizzando i ricavi al Ssn. Una strategia la cui validità è attestata da istituzioni europee: «Anche la Banca mondiale – afferma Silvano Gallus, capo del Laboratorio di ricerca sugli stili di vita del Mario Negriconsidera l’aumento del prezzo tramite aumento della tassazione una delle più importanti strategie da attuare in un programma governativo di controllo del tabagismo. E’ stato calcolato che ad un aumento del 10% del prezzo corrisponda il 4% di riduzione dei consumi».

La proposta ha ottenuto il pieno appoggio di Castellone, che ha annunciato emendamenti in tal senso nella manovra ma anche nel decreto contro le violenze ai sanitari appena arrivato al Senato. Ma c’è una ulteriore possibile strada per arrivare a realizzare questa misura: «Ho proposto pure di utilizzare la possibilità che oggi c’è, grazie ad un cambio di regolamento del Senato, che prevede che se ci sono proposte di iniziativa popolare che raccolgono 50mila firme, queste vengano discusse in Aula al Senato entro tre mesi dalla data in cui sono depositate. Possiamo coinvolgere i cittadini su questo argomento».

Appoggio arriva anche dal Pd, da Beatrice Lorenzin e Marina Sereni, che auspica una ’spinta’ bipartisan per questa misura. Lorenzin ricorda tuttavia che da ministro della Salute, nel 2014, aveva già presentato un’analoga proposta ma senza successo, registrando «la resistenza dell’Agenzia delle entrate e del ministero dell’Agricoltura». Ma questa, ha concluso, «in realtà non è una tassa, bensì uno strumento di politica sanitaria a favore del Ssn. Dopo 10 anni, forse si è capito che questa è una strada giusta».

Elettrico: Enel X-Way abbandona Usa e Canada

Il gruppo chiudere le attività inerenti alle colonnine di ricarica già dall’11 ottobre.
Le mancate vendite di auto elettriche rendono il business meno sostenibile.

Enel X Way North America ha annunciato la chiusura delle sue attività legate alle colonnine per veicoli elettrici residenziali e commerciali in USA e Canada, con effetto dall’11 ottobre 2024.

Questo stop brusco arriva dopo piani ambiziosi, annunciati nel 2023, di espandere la rete di colonnine rapidi DC in Nord America.

La decisione di Enel di abbandonare questi mercati, come riporta Automoto.it, è dovuta principalmente al fatto che il gruppo non ha un’attività di vendita di elettricità al dettaglio in USA e Canada, e quindi non può offrire pacchetti integrati come fa in altri paesi.

Inoltre, la società ha dichiarato di essere stata influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dalla mancata crescita delle vendite di veicoli elettrici, rendendo il business delle colonnine meno sostenibile.

I dispositivi JuiceBox di Enel X Way continueranno a funzionare, ma l’app che li gestisce sarà rimossa, lasciando gli utenti senza la possibilità di configurare le impostazioni di ricarica.

Questo colpo improvviso ha deluso molti utenti, che ora si trovano con meno flessibilità per gestire il consumo energetico nelle proprie abitazioni.

La situazione per le colonnine commerciali è ancora più critica, poiché senza il supporto software, queste stazioni diventeranno inutilizzabili.

La mancanza di assistenza clienti aggrava ulteriormente il problema, lasciando i gestori di tali stazioni in una situazione di emergenza senza preavviso sufficiente.