Eravamo tutto quello che gli altri sognavano

Viaggio in un’Italia che, forse, non tutti conoscono e di cui, purtroppo, non ne resta quasi neanche la storia.

Il Bel Paese.

Questo è il nome con cui tutto il mondo ci ha rinominato. E se così è, un motivo ci sarà; anche più di uno.

Siamo un popolo ed una nazione che è sempre stata protagonista nella storia, dall’Impero Romano al Rinascimento, passando per imprese ed opere di personaggi incredibili i cui contributi sono poi rimasti in eredità al mondo intero.

Siamo il Paese delle meraviglie naturali e delle opere d’arte, della musica e della poesia, della pizza e della pasta, della Ferrari e della Vespa. Tutti simboli che hanno fatto il giro nel mondo, che sono stati protagonisti delle più famose pubblicità, che tutti volevano avere per vivere, almeno in parte, il sogno italiano.

L’Italia, così piccola, è il terzo Paese al mondo per riserve auree.

Insomma, eravamo tutto quello che gli altri sognavano.

Un Paese così piccolo ma con una forza così grande da essere la quarta potenza mondiale (articolo di “La Repubblica” del 1991 e reperibile al link, oltre che dati “Wikipedia” al link).

Ne consegue, infine, che il Made in Italy è il terzo marchio al mondo per notorietà (dopo Coca-Cola e Visa) ed il settimo al mondo in termini di reputazione tra i consumatori (“Wikipedia” al link).

L’inizio della fine

Ecco, dunque, perché ci chiamano il Bel Paese e perché ci invidiano tutto. E ci invidiano così tanto, al punto da volerci “distruggere”.

In tempi non sospetti ed in modo aperto, la Francia di Chirac diceva che serviva “una moneta unica per controllare la lira” (articolo di “La Repubblica” del 1996 reperibile al link). La Germania voleva la deindustrializzazione dell’Italia in quanto il suo tessuto di medie e piccole imprese dava troppa concorrenza all’industria tedesca: l’asse franco-tedesco era solito e compatto verso l’obiettivo.

Vincenzo Visco, Ministro delle Finanze del governo Prodi nel 1996, ammise nel 2012 che alla Germania servivamo proprio per svalutare l’euro e che con la lira avremmo fatto troppa paura all’asse franco-tedesco (“Il Fatto Quotidiano” al link).

Nel 1993 un articolo de “Il Corriere della Sera” (approfondimento al link) scriveva “Germania, mai così in basso. Made in Italy, mai così in alto” mentre un articolo de “La Repubblica” si intitolava “Riassorbite in un mese tutte le perdite del ’92” (reperibile al link).

Ed è proprio alla lira che “Il Corriere della Sera” faceva un elogio che si intitolava “Grazie alla lira – Bilancia commerciale, 1995 senza precedenti” (reperibile al link) il 14 febbraio 1996.

Le strategie franco-tedesche trovarono strada aperta in alcuni passaggi di fondamentale importanza; si parte dal famoso “Divorzio” (anche noto come “la lite delle comari“) tra Tesoro (allora guidato dal Ministro Beniamino Andreatta) e Banca d’Italia (allora guidata da Carlo Azeglio Ciampi) che sollevò Banca d’Italia dall’obbligo della garanzia del collocamento integrale in asta dei titoli pubblici offerti dal Ministero del Tesoro.

Si passa poi all’altrettanto famosa “Crociera sul Britannia“: il 2 giugno del 1992, a bordo del panfilo della Corona d’Inghilterra (che si chiamava, appunto, “Britannia”), manager ed economisti italiani discussero con i banchieri britannici della prospettiva delle privatizzazioni in Italia.

Su quel panfilo, secondo Cossiga, c’era anche Mario Draghi, che sarebbe il responsabile delle privatizzazioni selvagge avvenute in Italia negli anni ’90 e che hanno distrutto l’economia italiana (link dei due minuti di video in cui Cossiga accusa Draghi).

Lo stesso Draghi è colui che fece una tesi di laurea contro l’euro ma poi passò alla posizione del “whatever it takes” (approfondimento al link), ovvero che l’euro andava mantenuto ad ogni costo.

L’opera delle privatizzazioni fu poi portata avanti e compiuta da Romano Prodi, che disse che il compito gli fu dato proprio da Ciampi (approfondimento al link), cioè uno degli autori del “Divorzio” che ha portato all’esplosione del debito pubblico.

E saranno proprio loro, Prodi e Ciampi, a portarci nell’euro, come se la lezione dello “Sme credibile” (di fatto l’antenato dell’euro) non fosse bastata. In questo video di 2 minuti e 40 secondi, Craxi e Pomicino ci raccontano la manovra voluta da Ciampi.

L’Ue

Sono riusciti a toglierci, piano piano in modo che non ce ne si rendesse conto, tutte le nostre peculiarità.

Ci hanno inculcato, passo dopo passo, una mentalità da “inferiori”, da “incapaci” e da “corrotti” (il processo è il medesimo attuato in occasione di “Mani Pulite”: qui uno stupendo approfondimento fatto con Alessandro Montanari). Tanto che ad oggi c’è chi a gran voce invoca la cessione di sovranità sotto ogni sua forma all’Europa, “perché abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica cosa dobbiamo fare”.

No: lo 0,50% della superficie terrestre non diventa la quarta potenza mondiale, perché qualcun altro gli dice cosa deve fare.

Ci siamo fatti inculcare le idee che “spendiamo troppo”, che “viviamo al di sopra delle nostre possibilità”, che “la corruzione pubblica è il nostro male e da questo dobbiamo epurarci”. Ecco dove risiedono le radici che hanno portato ad anni di privatizzazioni, di svendite e di umiliazioni (ecco perché con queste idee ci vogliono far credere che la politica sia un costo e che il problema è la corruzione, quando in realtà vogliono solo privarci di ulteriore sovranità – approfondimento all’intervista con Alessandro Montanari al link).

Di privatizzazioni, come abbiamo visto, perché tutto quello che era pubblico veniva visto come il male e bisognava farlo gestire dei privati, perché “loro sì che sono bravi, efficienti e soprattutto non si fanno corrompere”. Proprio com’è successo per il Ponte Morandi.

Di svendite, basti pensare al fatto che il governo Renzi ha (s)venduto il 33% della rete elettrica e del gas ai cinesi per soli 2 miliardi di euro (approfondimento de “Il Corriere della Sera” al link).

O a quando il governo Gentiloni stava per regalare 300 chilometri quadrati di mare alla Francia, fermato da un’interrogazione regionale in Toscana firmata dal leghista Claudio Borghi Aquilini, mentre l’accordo era già stato firmato e ratificato in Francia (approfondimento al link).

Ancora quando l’Algeria ha emanato un atto unilaterale dichiarando la variazione dei confini internazionali a proprio favore, arrivando alle coste della Sardegna senza che l’Italia ancora si sia opposta con fermezza o decisione (approfondimento al link).

E sì, di umiliazioni, perché non trovo altre parole per descrivere una situazione in cui dobbiamo chiedere in ginocchio e col cappello in mano all’Europa di poter spendere dei soldi che sono nostri, poterli usare per un’emergenza sanitaria talmente grande da far dichiarare l’Italia intera zona rossa, com’era successo con i terremotati.

Ci hanno detto che dovevamo ridurre i costi, spendere meno, perché “abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità” ed ora questo ce lo chiede l’Europa, quelli bravi che ci dicono cosa dobbiamo fare perché noi siamo inferiori ed incapaci e quindi ci serve qualcuno che ci dica cosa fare.

E allora via con i tagli agli stipendi, alle pensioni, alla sicurezza, all’istruzione e, come stiamo toccando con mano proprio ora, alla sanità (qui un approfondimento di “Esquire” firmato da Simone Alliva). Quanto alla sanità, pensate al solo emblematico passaggio dell’acronimo da “USL” (Unità Sanitarie Locali) ad “ASL” (Aziende Sanitarie Locali): la Sanità è stata trasformata in un’azienda, ed un’azienda persegue il profitto non il bene dei cittadini.

Ci siamo privati della nostra moneta, l’amata lira. Oggi in molti la definiscono la “liretta”, dicono che facevamo le “svalutazioni competitive”; come se l’attuale Quantitative Easing non servisse che a svalutare l’euro per renderlo più competitivo. Diceva Mayer Amschel Rotschild già attorno al 1800: “Let me issue and crontrol a nation’s money and I care not who writes the laws” (ovvero: consentitemi di emettere e controllare i soldi di una nazione, e non mi importerà nulla di chi scriva le leggi).

Abbiamo ceduto la sovranità: Mario Monti, in questo video di un minuto e mezzo, sostiene che “l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti” e che questi passi avanti sono “la cessione di sovranità“.

Si è volutamente fatta crollare la domanda interna (video con le dichiarazioni di Mario Monti), si sono tolte un sacco di tutela dal lavoro. Ma ci è stato inculcato che se abbiamo un contratto da 500 euro lordi al mese non si tratta di schiavismo legalizzato, ma dobbiamo ringraziare di avere ciò che abbiamo in un momento di crisi come questo (ancora Mario Monti, in questo video da 30 secondi, non riesce a rispondere quando gli viene chiesto cosa direbbe ad un suo ipotetico figlio laureato nel caso in cui dovesse scegliere tra lavorare per 500 euro al mese in un call center o andarsene dall’Italia), con buona pace di quello che è scritto nella Costituzione.

E senza badare al fatto che la crisi dura ormai da oltre 10 anni, che la sola a non esserne uscita è l’Europa e che i soldi, pensate un po’, si possono stampare all’infinito: lo ammetteva (qui il link) amaramente lo stesso Mario Draghi (non importa cosa succeda, l’importante è non fare deficit ed evitare a tutti i costi l’inflazione perché ai super ricchi non piace). Ma Keynes pare essere rimasto solo un ricordo lontano, purtroppo.

Ci hanno smontato il Made in Italy, ora si usa il Made in Ue (approfondimenti ai link1 e link2)

Il virus della verità

In realtà altro non si è fatto che rovinare economicamente un Paese troppo scomodo per gli altri Stati, perché dava loro una concorrenza invincibile ed invidiabile.

Ed ora, col il MES di cui si parla e la cui eventuale applicazione prevederebbe l’attuazione di altre privatizzazioni volte a risanare il debito, potrebbero darci il colpo di grazia.

La differenza l’ha sempre fatta quel valore aggiunto intangibile nel fare le cose, tipico italiano, che risiede nel ricoprire di passione e sacrificio tutto ciò che facciamo. E questo è ancora quello che ci tiene in piedi, martoriati come siamo.

Una situazione riassumibile con le parole usate da Niccolò Fabi nella sua canzone “Una buona idea“:

Sono un frutto che da terra guarda il ramo, orfano di origine e di storia, di una chiara traiettoria. Sono orfano di valide occasioni, di cibo sano e sane discussioni. Orfano di uno slancio che ci porti verso l’alto, di una cometa da seguire, di un maestro d’ascoltare. Orfano di partecipazione e di una legge che assomigli all’uguaglianza, di una democrazia che non sia un paravento, di onore e dignità, misura e sobrietà. E di una terra che è soltanto calpestata, comprata, sfruttata, usata e poi svilita. Orfano di una casa, di un’Italia che è sparita.”

Ed ora che è arrivato un virus a farci capire come stanno davvero le cose perché ha fatto crollare tutte le bugie sulle quali si basa l’Unione europea, dalle infondate regole alla finta solidarietà (approfondimento al link), ora che tocchiamo con mano tutto il male che ci è stato fatto, forse ci sveglieremo da questo finto sogno che si è tramutato in un incubo.

Arriverà il giorno in cui riapriremo gli occhi e torneremo ad essere quello che eravamo, il giorno in cui torneremo a fare tutto quello che sappiamo fare, il giorno in cui diremo, nuovamente, “l’Italia s’è desta!”.

Coronavirus, l’Italia sapeva ma non è intervenuta?

L’Italia sapeva e non ha fatto niente?
Si parla di un rapporto dell’intelligence che Conte avrebbe sottovalutato.
Macron nella stessa posizione.

Il governo sapeva ma non ha fatto niente, perché ha sottovalutato il problema.

Questo è quanto riporta “Libero” (reperibile al link), citando a sua volta la “Fox News”; secondo quest’ultima il governo Conte avrebbe ricevuto dei rapporti di intelligence poco dopo lo scoppio dell’epidemia in Cina, ma li avrebbe sottovalutati perché il pensiero regnante era che “il coronavirus fosse un problema cinese e non sarebbe arrivato fin qui”.

La fonte di “Fox News”, a sua volta, sarebbe un esperto di sicurezza che fa base a Roma e che avrebbe ovviamente chiesto di mantenere l’anonimato in quanto non autorizzato a parlare in pubblico della questione.

La cosa troverebbe conferma nella delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (reperibile al link), in cui in estrema sintesi si cita l’allarme lanciato dall’Oms e si decreta lo stato di allarme per l’incolumità pubblica e privata a causa di agenti virali.

Il ritardo dell’introduzione delle misure di sicurezza, poi, confermerebbe il fatto che il governo abbia sottovalutato il problema (approfondimento al link), lanciando campagne come “#abbracciauncinese” piuttosto che invitando le persone ad andare a mangiare nei ristoranti cinesi, in quanto il vero problema era il razzismo e non il virus.

Le stesse accuse arrivano anche a Macron, in Francia, dove l’ex ministra della Sanità Agnès Buzyn, come riportato da “Il Giornale” riprendendo a sua volta “Le Monde” (approfondimento al link) ha dichiarato:

“Avremmo dovuto annullare tutto, le elezioni di domenica sono state una buffonata. Quando ho lasciato il ministero (per la candidatura a sindaca di Parigi) piangevo perché sapevo che l’onda dello tsunami era davanti a noi. L’11 gennaio ho inviato un messaggio al presidente Macron per informarlo del coronavirus. Ora l’ospedale ha bisogno di me. Ci saranno migliaia di morti”.

Se tutti sapevano, perché nessuno ha fatto niente? (approfondimento al link)

Coronavirus, ecco i piani per l’emergenza. America esempio, Italia ultima

Ecco come si muovono i vari Paesi per rispondere all’emergenza di coronavirus.
L’America è un esempio da seguire, l’Italia fanalino di coda.

Il mondo si ferma, il coronavirus cala il sipario a cielo aperto.

L’epidemia che sta colpendo tutto il pianeta presenta ancora un sacco di zone d’ombra e le idee più diverse si intrecciano tra loro (approfondimento al link).

L’unica cosa sicura è la concreta paura; la paura dell’ignoto, di combattere contro un nemico che sostanzialmente non conosciamo e che si propaga esponenzialmente grazie ad una disarmante facilità di trasmissione.

È un virus che, in pochissimo tempo, è riuscito a sradicare anche le più solide regole europee, stravolgendo tutto quello che negli ultimi decenni ci è stato rigorosamente detto a reti unificate (approfondimento al link).

Pensate che addirittura la Germania, la più ligia all’austerity ed al rigore, ha deciso di stampare nel giro di un secondo 550 miliardi di euro, senza nemmeno consultarsi con l’Europa.

Cose da far sgranare gli occhi anche ai più euro-convinti, o “Euroinomani” come li definisce Alessandro Montanari nel suo libro.

Ma la Germania non è affatto l’unica a stampare ingenti quantità di moneta. Vediamo nel dettaglio come si comportano gli attori del quadro internazionale.

La Germania emetterà, appunto, 550 miliardi di euro ma ha già precisato che non vi è limite alle coperture che potranno essere stanziate.

La Francia stanzierà tra i 300 ed i 350 miliardi di euro. La Spagna ne stanzierà 200.

La Gran Bretagna stamperà almeno 330 miliardi di sterline, mentre la Cina ha stampato l’equivalente di 156 miliardi di euro solo all’inizio della crisi (approfondimento al link).

La Svezia metterà in circolazione 300 miliardi di corone svedesi e L’Austria 38 miliardi di euro; in quest’ultimo caso, se la cifra vi pare modica, considerate che l’Austria ha un Pil inferiore alla Lombardia: i dati del 2019 vedono un Pil lombardo toccare quota 472 miliardi di euro ed un Pil austriaco fermarsi alla soglia di 443 miliardi di euro.

Poi c’è l’America, dove Trump ha annunciato un piano da addirittura 1.200 miliardi di dollari. Qui la cosa interessante è che i soldi verranno dati tramite assegni direttamente ai cittadini, senza passare per il sistema bancario prima di essere messi nell’economia reale: l’aiuto dev’essere concreto, non si possono rischiare mangiatoie varie con soldi che rimangono nel caveau delle banche.

Poi c’è l’Italia, che con gravoso ritardo dovuto all’attesa di ricevere il permesso dall’Ue di poter spendere i propri soldi, stanzierà 25 miliardi di euro. Ma promettendo espressamente che, una volta passata l’emergenza, farà austerity più forte di prima.

Coronavirus, cosa c’è dietro?

Cosa c’è dietro al virus che sta spaventando il mondo intero?
America, Cina, Italia, Francia, Germania, Ue, Iran, Russia ed Israele: qual è l’intreccio geopolitico degli attori in gioco?

Ci sono molte ombre dietro a quello che sta accadendo.

C’è un virus che parte da Wuhan, in Cina, e si diffonde in tutto il mondo.

Dicono che sia geneticamente molto simile al virus della Sars, l’influenza aviaria, ma che sia più forte e che abbia alcune peculiarità dell’HIV; che colpisca le vie respiratorie, sopravviva nell’aria per 30 minuti e sulle superfici addirittura per 9 giorni (ricerca tedesca).

I sintomi sono simili all’influenza: febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie come da affaticamento.

Il periodo di incubazione è di 2 settimane. Durante questo periodo, si è asintomatici ma comunque contagiosi.

Ci hanno detto che il virus è nato dai pipistrelli e dai serpenti, che poi è mutato divenendo trasmissibile all’uomo. Poi però ci dicono che il virus non attacca gli animali domestici da compagnia; com’è possibile?

Ci hanno detto che il virus è solamente una forte influenza e che a causa del virus muoiono “solo” le persone anziane o che avevano già problemi pregressi. Poi però, vediamo che il medico cinese che ha scoperto il coronavirus è morto da contagio, non aveva patologie pregresse ed aveva 34 anni; perché è l’unico giovane morto di coronavirus?

L’Oms dice che ci vorrà circa un anno e mezzo per trovare il vaccino. Ma poi vediamo che nel pieno dell’emergenza sanitaria in Europa, proprio mentre tutti gli Stati effettuano divieti e limitazioni chiudendo trasporti e frontiere, l’America invia in Europa 30.000 soldati più almeno altrettante attrezzature militari (nonostante o stesso Trump avesse chiuso le rotte aeree dall’Europa per 30 giorni). A cosa servono questi militari?

La versione ufficiale è l’addestramento “Defender Europe 2020“; ma perché un addestramento sarebbe tanto importante da sottoporre al rischio contagio i soldati? E a quale pericolo di attacco sarebbe sottoposta l’Europa se l’operazione, traducendo, si chiama “difensore dell’Europa 2020“?

Perché la Germania punto tanto il dito contro l’Italia dicendo che non ha controllato come doveva, se il primo contagio in Europa è partito dalla Baviera?

Perché ci fanno passare come gli untori del mondo e la presidente della Bce Christine Lagarde fa dichiarazioni scandalose e criminali nel momento in cui l’Italia è in piena emergenza (approfondimento al link)?

Perché Francia e Germania vietano l’export di mascherine verso l’Italia, che aveva chiesto aiuto?

Gli attori geopolitici ed i loro ruoli

Abbiamo provato ad analizzare i punti di vista di più esperti: dal noto filosofo ed autore Diego Fusaro, al giornalista e geografo Manlio Dinucci, già direttore esecutivo per l‘Italia dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (associazione vincitrice del Nobel per la pace nel 1985), passando per il giornalista di geopolitica Cesare Sacchetti ed i portavoce de “Il Vaso di Pandora“.

Riassumendo i loro punti di vista, potremmo dire che il virus pare avere un’intelligenza notevole: ha colpito la Cina (approfondimento al link) nel miglior momento della sua economia, quando si stava candidando ad essere la prima potenza mondiale e proponeva velatamente lo yuan (la moneta nazionale cinese) come valuta di riferimento mondiale al posto del dollaro americano.

La Cina, inoltre, il più grande esportatore del mondo, compra buona parte del petrolio dall’Iran (attualmente uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus). La cosa non piace assolutamente all’America che, con il pretesto degli accordi sul nucleare, voleva dichiarare guerra all’Iran (approfondimento al link). La cosa è poi sfociata nella morte di Soleimani (approfondimento al link) e la risposta iraniana (approfondimento al link).

Chi si schierò apertamente da parte dell’America, fu Israele (approfondimento al link).

Succede poi , nel frattempo, che l’Italia firma un accordo commerciale con la Cina, denominato “La via della seta“. Il medesimo accordo consiste nel dare all’Italia una posizione privilegiata nei rapporti commerciali con la Cina e brucia nel tempo sia Germania che Francia, le quali prima criticano l’Italia per l’accordo, poi corrono a farne uno a loro volta al fine di non perdere troppa concorrenza.

Per impedire che questo accordo faccia diventare l’Italia una nazione più forte appoggiata dalla Cina, entrano in scena i servizi segreti Francesi che concordano assieme a quelli tedeschi ed israeliani la strategia per mettere in un solo colpo in ginocchio l’economia cinese e quella italiana.

La Francia ha una centrale costruita nel 1934 esattamente nella città di Wuhan (maggiori informazioni cliccando su “mostra tutto/view all” al link), nella quale si mettono a punto studi su virus e batteri.

La Germania trova il kamikaze di turno che in qualità di ricercatore va nella centrale e fa uscire il virus infettandosi da solo, quindi saluta dando la mano a tutti nella centrale ed in città spargendo il virus, per poi rientrare in Germania consapevole di quello che ha appena fatto. Lui è il “paziente 0” e viene mandato in Italia, precisamente a Codogno, dove fa partire il focolaio e torna in Germania.

Gli israeliani (come visto alleati degli americani), che hanno una intelligence che è forse la migliore al mondo, molto probabilmente hanno già il vaccino pronto, ne ricaveranno valanghe di soldi e lo hanno già usato per proteggere i soldati americani arrivati in Europa (anche se non risulta ancora chiaro da chi ci debbano difendere o perché un’esercitazione sia tanto importante).

Ecco quindi che Francia e la Germania scaricano la colpa sui cinesi, gli americani colpiscono la Cina e gli israeliani si arricchiscono. L’Italia perde il suo motore economico prima perché si blocca il nord (intelligente questo virus, vero?), poi si ferma tutta per la felicità dell’asse franco-tedesco e dando ormaoi la possibilità all’Europa, tramite Fmi (Fondo Monetario Internazionale) e Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), di farle fare la stessa fine della Grecia, e qui torniamo alle dichiarazioni della Lagarde, che confermano che l’Ue non è altro che una dittatura europea (approfondimento al link).

La Russia resta a guardare, perché i soldati americani portati in Europa potrebbero proprio a scatenare la guerra con la Russia che l’America tanto cerca.

La Cina, per il momento, forse proprio in virtù dell’accordo commerciale firmato, resta l’unico Paese che ci sta aiutando.

Siamo troppo piccoli per sapere cosa ci sia davvero dietro a tutta la storia ma, socraticamente, solleviamo dubbi.

(Versione polacca al link – a cura di Magda Żymła)
(Versione inglese al link – a cura di Jolanta Micinska – Hercog)

Cina, Coronavirus: situazione di allerta mondiale

Coronavirus fuori controllo: cordone sanitario esteso a 18 città e numero di casi che si duplicano di giorno in giorno.
Xi Jinping: “Situazione grave. Epidemia accelera”.

Sta diventando uno scenario apocalittico, ciò che sta succedendo in Cina a causa del Coronavirus.

Più che sfuggita di mano, la situazione sembra essere fuori controllo.

Su Twitter, il profilo “Himalaya Global” diffonde video che sarebbero provenienti dagli staff medici degli ospedali di Wuhan, la città da cui è partito il virus (approfondimento al link).

Nei video, dove compaiono sottotitoli in inglese, si dice che i contagiati sono più di 100.000 (i numeri ufficiali parlano invece di “soli” 2.000 casi e riconosce 56 morti), che gli ospedali sono ormai senza medicine e che il governo non li rifornisce. Dichiarano di essere rimasti soli, con le persone che muoiono davanti ai loro occhi e che il virus è già mutato.

I casi di persone infette raddoppiano di giorno in giorno e si sono rilevati casi sospetti di Coronavirus in America, a Singapore, in Scozia, in Francia ed in Italia. Sotto questo punto di vista si aspettano le dichiarazioni ufficiali degli Stati interessati, che avverranno dopo gli accertamenti del caso; difficile, tuttavia, credere che i casi vengano riconosciuti anche se accertati, al fine di non creare allarmismo tra la popolazione.

A confermare la criticità della situazione arrivano le dichiarazioni cinesi in cui si promette la costruzione di un ospedale dedicato al Coronavirus in 10 giorni. Il fenomeno sta crescendo a vista d’occhio, tanto da avere impatto concreto anche sull’economia andando ad impattare sul prezzo del petrolio (approfondimento al link).

Intanto, il cordone sanitario è stato esteso da 10 a 18 città. parliamo quindi di aree totalmente isolate, dove è stata bloccata ogni forma di trasporto: aeroporti, stazioni, autobus, spedizioni in entrata ed in uscita dalle città sono state infatti vietate (è probabilmente per questo motivo che il governo non riesce a rifornire gli ospedali di Wuhan, se la fonte dello staff medico fosse confermata).

In attesa di riuscire a trovare un vaccino, impresa complicata dall’eventuale rapida mutazione del virus, il governo ha trovato nell’isolare le città l’unica soluzione per evitare il diffondersi del virus.

Pechino, Macao ed altre città hanno annullato il capodanno e tutti gli eventi pubblici.

Il presidente Xi Jinping si è infine limitato ad ammettere che “la situazione è grave” perché l’epidemia sta “accelerando”.